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Portaro Antonino

 

 

Antonino Portaro

  Antonino Portaro, nato a Malvagna (Messina ), risiede a Roma.
Funzionario Dirigente del Ministero Economia e Finanze, per il quale ha svolto anche incarichi di Revisore dei conti presso Enti Pubblici; attualmente, svolge  funzioni di Giudice tributario.
Laureato in Economia  e  Commercio presso l’Università di Catania, ha conseguito la seconda laurea in lettere, con indirizzo (Storia dell’arte e Archeologia) presso l’Università “ La Sapienza” di Roma.
Ha le seguenti specializzazioni:
a) Abilitazione all’esercizio della professione di Dottore Commercialista;
b) Abilitazione all’insegnamento di discipline tecniche commerciali e aziendali;
c) Abilitazione all’insegnamento di discipline giuridiche ed economiche;
d)Abilitazione all’insegnamento di geografia economica;
e) Abilitazione di Guida turistica e Accompagnatore turistico per  Roma e Provincia.
Onorificenze:
Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, iscritto nell’Elenco di Commendatori Naz.n 175512 Serie I; Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana;
Cavaliere di Malta dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme;
Presidente dell’Associazione cultura A.R.C.A. di Roma e dell’Ass.Cult.” Cuba bizantina”di Malvagna.
Fa, inoltre, parte della Galleria d’Arte “ Il Leone” di Roma in cui svolge attività di critico d’arte per le mostre di pittura e scultura e conferenze culturali.
E’ componente, anche, di altre Associazioni culturali come l’Accademia “ Dante Alighieri” di Roma ; Accademia dei Lincei di Roma, nonché dell’Accademia internazionale “ Il Convivio” di Castiglione di Sicilia.

Volumi editi:
– Malvagna Storia, arte e tradizioni di un paese siciliano” Vincenzo Ursini Editore- Catanzaro  -1986.
– Mandorli in fiore “ poesie in vernacolo siciliano Vincenzo Ursini Editore– Catanzaro – 1988 .
-Manuale pratico controllo conti giudiziali nelle Ragionerie Regionale e Provinciali dello Stato, Vicenzo Ursini Editore, Catanzaro, 1995 ( Recensito dal Ragioniere Generale Dott. Andrea Monorchio.
– La Moschea di Roma, Vincenzo Ursini Editore – Catanzaro-1996.
-Malvagna e i paesi della valle dell’Alcantara ( Storia, Arte e Tradizioni) Vincenzo Ursini Editore – Catanzaro -1999.
– La Cuba ( Trichora bizantina) di  Malvagna, Vincenzo Ursini  Editore – Catanzaro 2006.
-Malvagna ieri e oggi- Immagini a confronto. Un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo attraverso le foto d’epoca. Vincenzo Ursini  Editore – Catanzaro 2010.
-Randazzo ieri e oggi– Immagini a confronto. Un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo attraverso le foto d’epoca.   Euroselect – Roma  2014.
-Taormina  ieri e oggi- Immagini a confronto. Un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo attraverso le foto d’epoca.  Edizioni Convivio – Castiglione di Sicilia ( Catania) 2016.
 – Gli Antichi vicoli medievali di Randazzo. 
 –
Composizioni in vernacolo siciliano : ” A li Fimmini ” e “Lu veru amicu “.

Altre pubblicazioni interne al Ministero dell’economia e finanze hanno riguardato:
– 
Il controllo di gestione; 
– L’Equo indennizzo del personale civile e militare dello Stato;
– Il Controllo successivo degli Uffici centrali del Bilancio della Ragioneria Generale dello Stato. – Il controllo interno nella Pubblica Amministrazione.

Come poeta in lingua e dialetto, ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo importanti riconoscimenti, tra i quali:
 – Premio Città di Valletta a Malta ;Premio Città a Catanzaro; – 
 – Premio Nino Martoglio a Catania ;
 – Gran Premio Città di Roma;
 –  Premio Internazionale San Valentino a Terni;
 –  Premio Donna” a Roma;
 –  Premio “Otima” di Milano” a Milano . 
 –  Premio Jacopone da Todi a Todi ( Perugia).

E’ presente in molte Antologie ed è stato citato e recensito da importanti quotidiani e riviste:
La Gazzetta del Sud di Messina;  l Corriere di Roma;  Il Tempo di Roma;  Il Giornale di Sicilia di Palermo ;  L’Avvenire; Times di La Valletta ( Malta);
Il Convivio. Gazzettino on line.;  Voce romana.

 

Antonino Portaro  “apre”  la Cuba di Malvagna.

 

Grazie all’interessamento ed all’impegno del funzionario ministeriale, nonché poliedrico intellettuale, la piccola cappella bizantina comincia a divenire meta di flussi turistici da tutt’Italia

     Grazie alla presenza in una sua contrada rurale della cappella bizantina denominata “Cuba”, il Comune di Malvagna è da diversi mesi meta di flussi turistici provenienti da tutt’Italia.
A fare da “cicerone” è Antonino Portaro, un benemerito cittadino malvagnese residente a Roma per lavoro (è funzionario presso i Ministeri dell’Economia e della Difesa), ma che non ha mai rescisso il cordone ombelicale col paese natio, cui rivolge i suoi molteplici interessi culturali (negli ultimi anni, pur senza trascurare la sua principale attività burocratica.
Portaro ha conseguito la laurea in Archeologia Cristiana, l’abilitazione all’insegnamento della Geografia e la qualifica di guida turistica; è, inoltre, autore di pregevoli pubblicazioni sulla storia, le tradizioni ed i beni monumentali della sua Malvagna)
.

     Della Cuba di Malvagna e del terreno su cui essa insiste Antonino Portaro è il proprietario; da qui il suo impegno nel tentare di valorizzare il monumento sopperendo al disinteresse delle pubbliche istituzioni.
     «In questi mesi – sottolinea – diversi pullman provenienti sia dalla Capitale che da altre città si sono recati alla volta del mio paese; i passeggeri erano turisti di un certo livello intellettuale incuriositi dalla Cuba malvagnese, un monumento unico nel suo genere perché, a differenza degli altri analoghi esistenti in Sicilia, è ben conservata e non è ubicata in edifici sotterranei».
     Da un’apposita monografia data alle stampe tre anni fa da Antonino Portaro per i tipi della “Ursini” di Catanzaro, si apprende che la Cuba di Malvagna risale al VII secolo dopo Cristo, quando i bizantini occupavano la Sicilia. Tale particolare periodo storico si caratterizzò per la disgregazione dei grossi centri urbani che portò alla formazione di comunità periferiche, tra cui quella che si stanziò nelle contrade su cui insiste l’odierna Malvagna.
Ecco, allora, il sorgere in loco di edifici sacri, come le Cube, ulteriormente necessitate dal “furore iconoclasta” che pervadeva le città: nell’VIII secolo d.C. venne vietato il culto delle immagini sacre e, di conseguenza, a monaci ed artisti non rimaneva che esprimere la propria spiritualità ed il proprio estro proprio in quelle piccole e semplici cappelle dislocate nelle campagne.
La denominazione “Cuba”, tuttavia, non appartiene al periodo bizantino bensì a quello successivo della dominazione araba, e trae origine dal termine “kupa”, ossia la cupola (piuttosto appiattita) che connota questi edifici a pianta quadrata.
     In Sicilia (soprattutto nel Siracusano) e nelle campagne della Valle dell’Alcantara (in particolare tra Castiglione e Randazzo) di Cube ve ne sono parecchie, ma quella di Malvagna è, sicuramente, la meglio conservata; merito, soprattutto, di un intervento di consolidamento effettuato nel 1997 dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina.
     «Adesso – fa osservare Antonino Portaro – ne servirebbe uno di restauro conservativo, ma le pubbliche istituzioni sono sempre lente ad intervenire.
Per quanto mi riguarda, sono un privato cittadino ben felice di offrire alla pubblica fruizione un bene culturale quale la Cuba di Malvagna, anche se ritengo che quel che faccio io dovrebbero farlo gli enti pubblici. Ebbene: da un’Amministrazione Comunale malvagnese precedente all’attuale ricevetti, alcuni anni fa, una proposta d’acquisto di tale immobile che però, per problemi presumibilmente politici, non venne mai formalizzata; ed anche una richiesta di convenzione da parte dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara è rimasta lettera morta.
Ed allora, visto l’andazzo, meglio che questi ruderi continuino ad appartenere a privati cittadini: uno come me ha la consapevolezza della loro rilevanza storico-culturale e, nelle epoche passate, i vecchi contadini ne hanno garantito la conservazione utilizzandoli come casolari.
Basta, del resto, considerare quanto accaduto proprio qui a Malvagna con il pregevole Convento dei Frati Minori: venne acquistato dal Comune a suon di quattrini, ma continua a versare nel degrado più totale…
».
     Tornando alla Cuba, al danno si sarebbe aggiunta – come suol dirsi – la beffa: in occasione del suo recente soggiorno estivo siciliano, Antonino Portaro non ha potuto fare a meno di manifestare il proprio disappunto per quanto riportato proprio dal sito internet del Comune di Malvagna (www.tuttomalvagna.it).

     «In quelle pagine web – dichiara indignato il professor Portaro – si legge che “… in un terreno di proprietà privata recintato, la Cuba continua a rimanere abbandonata a se stessa e chiusa alla pubblica fruizione”: non è affatto vero! A mie spese, senza alcun contributo da parte del Comune di Malvagna né di altri enti, ho realizzato una stradella di accesso alla zona della Cuba, ho fatto produrre ed installare la segnaletica che conduce al monumento (inserendoci anche il mio numero di cellulare onde poter prenotare le visite da concordare, in mia assenza, con una famiglia del posto) ed ho scritto e pubblicato un opuscolo turistico-divulgativo al riguardo; ed oggi mi prodigo, con eccellenti risultati e senza far pagare alcunché, a portare lì visitatori da tutt’Italia che, assentandomi da Roma, accompagno direttamente sul luogo.
Ma mi risulta che pure gente di Malvagna e del comprensorio dell’Alcantara, nonché scolaresche, hanno libero accesso alla Cuba. E se quel terreno è stato recintato, lo si è fatto per salvaguardare il monumento.
Se il Comune o chi per esso –
conclude Antonino Portaro con una punta di polemica – ritiene di poter far di meglio (ma ho i miei dubbi…), si cominci a vagliare seriamente la possibilità di acquistare la Cuba o di prenderla in gestione perché, sino a prova contraria, attualmente sono io il legittimo proprietario di questo edificio».
     www.malvagnacubabiza.altervista.org

     RODOLFO AMODEO

 

Il Comune etneo è il protagonista dell’ultima fatica editoriale del poliedrico intellettuale di Malvagna il quale, così come fece quattro anni fa con riferimento al suo paese d’origine, propone un significativo e gradevole viaggio per immagini sulle mutazioni avvenute nel pregevolissimo centro urbano della cittadina medievale

In occasione delle ferie estive, il poliedrico intellettuale Antonino Portaro non fa quasi mai ritorno nella sua Sicilia “a mani vuote”, ossia senza un “regalo” per la terra che gli ha dato i natali, esattamente sessantanove anni fa nel paesino di Malvagna.
Così, in quest’estate 2014, il benemerito cittadino malvagnese prima di lasciare la Capitale, dove risiede, ha messo in valigia la sua nuova pubblicazione “Randazzo ieri e oggi”, edita dall’associazione culturale “Cuba Bizantina” ed incentrata su un dovizioso confronto fotografico tra il passato ed il presente della cittadina medievale dell’alta Valle dell’Alcantara. 

In pratica, nelle circa duecento pagine che compongono l’accattivante volume, l’autore descrive la storia e le caratteristiche dei numerosi e pregevoli beni monumentali ed architettonici presenti nel centro storico randazzese, affiancando al testo una foto d’epoca ed una attuale del soggetto (chiesa, palazzo nobiliare, vicolo o stradina caratteristica, ecc.) di cui trattasi.
La stesso tipo di originale ed apprezzata operazione editoriale era stato posto in essere da Portaro quattro anni fa con una pubblicazione analoga dedicata al suo paese natio (“Malvagna ieri e oggi”); adesso, dunque, è toccato a Randazzo il “privilegio” di questo confronto iconografico tra passato e presente, preziosa testimonianza dell’evoluzione (o a volte, purtroppo, “involuzione”…) dei tempi e dei costumi.
Randazzo, comunque, è di per sé una città d’arte e, ad onor del vero, i suoi abitanti e coloro che si sono trovati ad amministrarla nel corso delle varie epoche hanno avuto la capacità ed il merito di preservare i suoi tanti beni monumentali, consentendo a questo Comune etneo di mostrare a tutt’oggi la sua aura d’antichità ed il suo glorioso passato.
Lo stesso, invece, non è avvenuto in tanti altri paesi siciliani (e della Valle dell’Alcantara in particolare), dove l’“antico” è stato troppo frettolosamente liquidato per “vecchio” e sostituito con manufatti amorfi, se non anche antiestetici, facendo perdere ai luoghi la propria storia e la propria identità.
Anche con riferimento a Randazzo, comunque, vi è sempre una qualche differenza tra una foto scattata in un determinato luogo un secolo fa ed una scattata oggi nel medesimo luogo: la chiesa, il monumento o l’edificio storico sono magari rimasti di per sé “incontaminati”, mentre qualcosa è cambiato sullo “sfondo”, a causa, ad esempio, dei nuovi insediamenti urbani che hanno occultato i retrostanti angoli di natura.
E’ quindi pur sempre interessante e suggestivo questo “viaggio nel tempo” proposto da Nino Portaro, particolarmente coinvolgente per la popolazione randazzese, ma anche, più in generale, per tutti i cultori della storia e delle tradizioni della Valle dell’Alcantara.
Nel volume in questione, inoltre, l’autore ha dedicato due capitoli d’appendice anche ai contigui Comuni di Santa Domenica Vittoria e Malvagna (quello sul paese natio, in particolare, è una sintesi del sopra accennato volume dato alle stampe da Portaro nel 2010, integrata con qualche immagine più recente).
La nuova fatica editoriale di Antonino Portaro non poteva che essere ufficialmente tenuta a battesimo nel Comune di cui tratta, ossia Randazzo, dove alcune sere addietro la locale sezione dell’associazione “Unitre” le ha dedicato un’apposita conferenza che, oltre a quello dell’autore, ha registrato gli interventi di Concetta Sgroi e Maria Trimi, rispettivamente presidente e segretaria dell’associazione ospitante.
Ma anche il Comune di Malvagna ha ritenuto doveroso riservare una serata al recente scritto di questo suo figlio illustre, dirigente del Ministero dell’Economia e laureato sia in Economia e Commercio che in Storia dell’Arte ed Archeologia, il quale, nonostante risieda stabilmente a Roma, si è sempre prodigato per valorizzare l’amato paesino d’origine, non solo con i suoi scritti (parecchi dei quali gli hanno meritato prestigiosi riconoscimenti nazionali), ma anche tramite lodevoli iniziative di richiamo turistico, come l’apertura al pubblico della caratteristica Cuba bizantina, ricadente in un terreno di sua proprietà, e l’allestimento di un ricco “Museo Etnografico della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari” al piano terra della sua abitazione di famiglia. Così, qualche sera fa, “Randazzo ieri e oggi” è stato presentato pure a Malvagna, alla presenza, tra gli altri, del parroco Daniele Torrisi, del sindaco Rita Mungiovino e del docente di Lettere Angelo Manitta, presidente dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”. 

Rodolfo Amodeo   

FOTO:Portaro con il suo nuovo libro ed alcuni momenti delle presentazioni del volume tenutesi a Randazzo e Malvagna (oltre all’autore, nelle immagini appaiono anche il primo cittadino malvagnese Rita Mungiovino, il sacerdote Daniele Torrisi ed il prof. Angelo Manitta.

 

 

“Malvagna ieri e oggi”: il confronto fotografico di Antonino Portaro

Un’interessante e gradevole pubblicazione con cui il poliedrico studioso e scrittore mette a raffronto il passato ed il presente del piccolo centro attraverso centinaia di immagini di luoghi, personaggi ed eventi “da non dimenticare”

     Ennesimo “atto d’amore” del poliedrico intellettuale Antonino Portaro verso la “sua” Malvagna, il paesino della Valle dell’Alcantara che gli ha dato i natali sessantacinque anni fa, ma del quale continua a conservare e divulgare la memoria storica malgrado risieda a Roma per lavoro (Portaro è funzionario dirigente del Ministero dell’Economia e Finanze, ndr).
     E’ delle scorse settimane l’uscita della gradevole pubblicazione “Malvagna ieri e oggi – Immagini a confronto”, un corposo volume fotografico, edito per i tipi della “Ursini” di Catanzaro, nelle cui oltre duecento pagine Nino Portaro ha fatto confluire ben centonovantacinque scatti ritraenti angoli, panorami, monumenti e tradizioni popolari del Comune malvagnese realizzati dai primi anni del secolo scorso sino ad oggi e che l’autore ha tratto sia dal suo archivio personale e sia dal materiale messogli a disposizione dai concittadini più anziani e dagli eredi di questi ultimi.
Ne è scaturito un vero e proprio “album fotografico dei ricordi”, all’insegna di un sapiente “mix” di bianco e nero e colore, che non può non appassionare tutti gli abitanti del piccolo centro i quali, sfogliando quelle pagine, vengono “magicamente” catapultati in un suggestivo “viaggio” a ritroso nel tempo da cui riaffiorano luoghi e volti che è giusto, se non doveroso, non dimenticare.

     «I processi di cambiamento – spiega Nino Portaro a commento di quest’ultima sua fatica editoriale – sono, purtroppo, ineluttabili: tutto ciò che vive cambia, ed il cambiamento può avvenire in maniera graduale e quasi impercettibile, oppure in modo traumatico.
Sta di fatto che la trasformazione di una comunità comporta inevitabilmente la sottrazione alla memoria di immagini legate alle proprie dirette esperienze di vita. Orbene: questa mia pubblicazione, all’insegna di “confronti fotografici”, non vuol promuovere “requisitorie” né inutili condanne, ma andando oltre la fisiologica tendenza alla curiosità popolare ed alla nostalgia del passato, intende dare un contributo al riconoscimento degli errori che dovevano essere evitati allo scopo di non reiterarli e, ove possibile, “salvare il salvabile”
».
     Ed, in effetti, scorrendo le foto e le relative sintetiche didascalie di “Malvagna ieri e oggi” trapela l’amarezza per la perdita di beni monumentali di un certo pregio e dal notevole significato storico-religioso nonché sociale, quali il Castello dei Lanza (distrutto per far posto all’attuale municipio), il campanile annesso a quest’ultimo ed alla contigua Chiesa di Sant’Anna (demolito nel 1990) e le caratteristiche antiche abitazioni rurali, sostituite da amorfe case in cemento, sicuramente più funzionali ed al passo coi tempi, ma spesso anche antiestetiche essendosi innestate in un contesto paesistico che avrebbe meritato interventi costruttivi meno invasivi, con un impiego più sapiente dei colori delle facciate e limiti alle sopraelevazioni indiscriminate.
     Ma, fortunatamente, proprio questa pubblicazione di Portaro consente ai malvagnesi e, più in generale, a tutti gli studiosi e semplici cultori di storia della Valle dell’Alcantara di conservare l’immagine di quella “Malvagna che non c’è più” e che oggi, se adeguatamente preservata (facendo, ad esempio, rimanere “incontaminati” alcuni suoi quartieri, così come si è saggiamente fatto in tantissime località del Nord e del Centro Italia), avrebbe potuto costituire una meta turistica, dando concreta realizzazione ai “sogni” dei tanti amministratori ed imprenditori dell’entroterra alcantariano che (come si evince dai continui “proclami” di questi ultimi nei convegni e sui giornali…) aspirano a “rubare” ospiti e visitatori alle “blasonate” Taormina e Giardini Naxos.
     Non tutti i mutamenti, comunque, vengono per… nuocere: Portaro si compiace, ad esempio, di quelli che hanno riguardato la Chiesa di Sant’Anna, il cui arredo interno nonché i simulacri del Crocifisso, della titolare dell’edificio sacro e della Madonna del Carmine sono assurti a nuovo splendore, grazie alle innovazioni ed ai restauri voluti, in particolare, dall’attuale giovane parroco Don Daniele Torrisi.
     Ma, al di là degli spunti di riflessione che l’autore vuole stimolare, “Malvagna ieri e oggi” assolve anche ad una più “effimera” funzione “ricreativa”, ossia la possibilità per il fruitore (nella fattispecie il malvagnese “doc”) di abbandonarsi ai nostalgici “amarcord” del passato, ritrovando in quelle pagine luoghi e personaggi della propria infanzia: un’intera sezione del volume è, addirittura, dedicata alle classiche foto ricordo delle scolaresche locali in posa con i loro “mitici” insegnanti; e poi i momenti più “esaltanti” della vita paesana, come la posa della prima pietra della Casa Comunale (1927), le originarie edizioni della “colossale” Sacra Rappresentazione vivente della Passione di Cristo, le varie processioni della Patrona Sant’Anna e le visite che eminenti politici nazionali del Dopoguerra (Stagno D’Alcontres, Eros Cuzari, Carmelo Santalco, Corrado Terranova, Modesto Sardo, ecc.) effettuarono nel piccolo centro in occasione di cerimonie inaugurali ed eventi vari.
     Nell’ultima sezione del volume Nino Portaro ha raccolto anche immagini e notizie relative al limitrofo Comune di Mojo Alcantara, «in quanto – tiene a precisare l’autore – i due paesi sono strettamente legati da fattori affettivi ed economici derivanti dalla loro storia comune, visto che durante il periodo fascista costituivano un’unica municipalità denominata “Lanza”».
     E’ auspicabile che ogni cultore di storia patria segua l’esempio di Antonino Portaro producendo per il proprio Comune un’opera simile a “Malvagna ieri e oggi” onde non smarrire l’identità dei luoghi e delle rispettive comunità.
     Lo storico e scrittore malvagnese ha, altresì, avuto il grande merito di elaborare un prodotto editoriale che, grazie al poco scritto ed all’abbondanza di immagini, riesce a divulgare la storia di un territorio anche presso chi (vuoi per mancanza di tempo, vuoi per formazione ed indole personale) è poco avvezzo alla lettura.
     Il prezioso documento è stato ufficialmente presentato alcune sere addietro a Malvagna nella Chiesa di S. Anna in un’apposita conferenza, moderata da Cettina Portaro, cui, oltre all’Autore, sono intervenuti il sindaco Rita Mungiovino, il parroco Daniele Torrisi, la giornalista Enza Conti ed il prof. ngelo Manitta, fondatore e presidente dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”.

     RODOLFO AMODEO 

 

Randazzo: a passeggio nel Medioevo guidati da Antonino Portaro

 

Lo studioso originario di Malvagna ha presentato al Museo dell’Opera dei Pupi il suo volume dedicato al tessuto urbano della cittadina etnea, virtuoso esempio di conservazione della memoria storica, che altrove, invece, è stata “cancellata” da deprecabili nuove scelte costruttive.

In occasione delle ferie estive, il poliedrico intellettuale Antonino Portaro non fa quasi mai ritorno nella sua Sicilia “a mani vuote”, ossia senza un “regalo” per la terra che gli ha dato i natali, esattamente nel paesino di Malvagna, in provincia di Messina.
Così, in quest’estate 2018, il benemerito cittadino malvagnese prima di lasciare la Capitale, dove risiede, ha messo in valigia la sua nuova pubblicazione:
“Gli antichi vicoli medievali di Randazzo”, edita dalla “Tipolitografica Roma” ed incentrata su di un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo nei quartieri della cittadina etnea, che ha avuto il merito di conservare il proprio tessuto urbano originario senza, come è avvenuto altrove, snaturarlo o addirittura “cancellarlo” del tutto con discutibili e spesso antiestetiche nuove costruzioni.

 

Il volume, ufficialmente presentato dall’autore alcune sere addietro nel salone del Museo dell’Opera dei Pupi di Randazzo, è corredato di numerose foto a colori e d’epoca che lo rendono di gradevole fruizione.
Alcuni anni addietro Antonino Portaro si era già occupato del centro urbano randazzese con il volume “Randazzo ieri ed oggi” che, così come quelli da lui dedicati a Malvagna e Taormina, costituiva un confronto fotografico tra il passato ed il presente della cittadina. E già da quella pubblicazione si evinceva l’eccellente stato di conservazione che la comunità randazzese aveva garantito, nel corso dei secoli, al proprio tessuto medievale.
Antonino Portaro durante la presentazione del suo nuovo volume su Randazzo al Museo dell’Opera dei Pupi, come spiega lo stesso autore, «ho ritenuto doveroso produrre una ancor più specifica pubblicazione sull’argomento in quanto Randazzo deve il suo fascino alla sensibilità dei suoi abitanti e degli amministratori locali verso la propria storia ed il proprio passato. E’ sicuramente da elogiare la cura che ha sempre avuto questa città per la conservazione dell’antico, che oggi le nuove generazioni possono osservare. Qui sono dunque state evitate rovinose trasformazioni urbane, pensando bene di indirizzare l’espansione territoriale fuori dalle mura civiche. Randazzo, pertanto, conserva ancora il proprio aspetto medievale quasi intatto, che possiamo ammirare nel reticolo stradale, nella tessitura fitta dei quartieri di San Martino e San Nicola ed in parecchie unità abitative. Questo mio lavoro comunque – conclude con modestia Antonino Portaro – non ha alcuna pretesa scientifica, ma vuole solo essere di ausilio al turista, che può avvalersene come guida in grado di suscitare in lui emozioni che possano gratificare la sua esperienza di viaggio».
Nell’introduzione a “Gli antichi vicoli medievali di Randazzo”, a Portaro piace citare il grande architetto tedesco Walter Leopold che in un suo studio condotto nel 1913 in occasione di un suo viaggio in Sicilia scriveva che
            «la roccia nera di basalto lavico su cui Randazzo è stata costruita scende a strapiombo verso il fiume Alcantara, che scorre proprio sotto le sue mura. Sono da apprezzare le caratteristiche paesaggistiche particolari di un centro storico incastonato sui declivi dell’imponente vulcano Etna. Estremamente interessanti sono la Chiesa di Santa Maria e la torre di San Martino».

Oltre all’introduzione di Antonino Portaro, la parte iniziale del volume contiene anche le recensioni di autorevoli personalità della cultura e del giornalismo di rango nazionale.

Per il prof. Fabio Bogi, in particolare, «saccheggi, pestilenze, rivolte ed eventi bellici hanno messo a dura prova nel tempo la bellezza ed il patrimonio di Randazzo, che ha pur tuttavia saputo conservare l’impronta delle sue origini medievali».

Per il giornalista Carlo Franciosa «gli elementi urbanistici approfonditamente analizzati da Portaro costituiscono la “voce narrante” di Randazzo, che ci parla di muri, porte, archi, intagli di pietra lavica, architetture civili e religiose, venuti da secoli di arte gloriosa».

Per l’artista Ginco Portacci «questo libro mette in risalto una medievalità che esaspera nelle correnti catalane gli accenti gotici, con l’arricciatura degli ornati fiammeggianti, con losanghe e fioroni al cumine di archi appuntiti ed inflessi, dalle ghiere moltiplicate e complicate di cordoni a treccia e di dentature sottili».

Per l’insegnante Ida Doina Busuioc «il suggestivo scenario descritto da Portaro ci indica lo splendore di una città siciliana del Trecento, sede di Re e Regine, testimoni di un’arte medievale che risente degli influssi di vari stili, correlati alle diverse dominazioni succedutesi nel tempo».

Per il critico d’arte Giuseppina Scotti «ci troviamo in presenza di un testo ben costruito nella sua compositività, particolareggiato e vario al tempo stesso e, soprattutto, attraversato dalla consueta competenza di Antonino Portaro».

Per la giornalista Iwona Grzesiukiewicz, infine, «in queste pagine Antonino Portaro ci regala un viaggio a ritroso nel tempo attraverso i sotterranei della tradizione, conscio che la conoscenza del passato ci aiuta a capire il presente».

Rodolfo Amodeo  –  pubblicato 20 agosto 2018 

 

Spello (Perugia) domenica 30 dicembre 2018

 Premio speciale al libro: GLI ANTICHI VICOLI MEDIEVALI DI RANDAZZO  di Antonino Portaro.

Il premio è stato assegnato nella sede della Pro-loco di Spello, presente il Sindaco dottor Moreno Landrini, nell’ambito della XLII edizione del Concorso Letterario Internazionale premio di Poesia e Narrativa  ” Sesto Properzio “, organizzato dall’Associazione ” Amici dell’Umbria – Agodtino Pensa “.
Patrocinato dalla Regione Umbra, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Spello.
Questo nuovo libro di Antonino Portaro è una storica passeggiata attraverso i vicoli di Randazzo (CT) in cui si incontrano tante costruzioni minori, con datazione a secoli diversi, in un suggestivo scenario in cui vengono descritti i numerosi resti architettonici che ci indicano lo splendore di una città del Trecento, sede di Re e di Regine, testimone di un’arte medievale.
” Gli Antichi Vicoli Medievali di Randazzo ” vuole essere una guida per meglio coinvolgere il visitatore e poter suscitare in lui quelle emozioni che possano gratificare il suo animo.
Questo studio, questa passeggiata tra i vicoli di Randazzo, vuole, inoltre, essere un piccolo contributo, un tassello, nella composizione del disarticolato mosaico storico.
Un viaggio a ritroso nel tempo; un tracciato dentro i sotterranei della tradizione, conscio che la conoscenza del passato ci aiuta a capire il presente.

 

 

 

 

 

 

 

 

AVVENIMENTI STORICI – CRONOLOGIA

CRONOLOGIA

254 – Il 1° febbraio del 254 si verificò una terribile eruzione dell’Etna. Gli abitanti del luogo si rivolsero alla SS Vergine che accogliendo le suppliche salva la Città dalla lava.   Grati del celeste favore i Tiraciesi costruirono una Chiesa di legno nella quale rimase nello stesso luogo dove si era trovato il pilastro con l’Immagine della Madonna che si ebbe un culto di speciale devozione e fu chiamata  Santa Maria del Pileri.  (Padre L.Magro) 

1088 Il Pontefice Urbano II (ispiratore della Prima Crociata per la liberazione di Costantinopoli e realizzatore del programma di portare e tenere   la  Campania e la  Sicilia saldamente nella sfera d’influenza cattolica,) diretto a Troina si fermò a Randazzo e celebrò messa nella chiesa di S. Maria (unica di rito latino).

1217  –  La chiesa di Santa Maria. La data della costruzione della Chiesa si trova scolpita nell’ Epigrafe  sul pilastro di tramontana della Chiesa che recita  (la traduzione è di don Calogero Virzì) 🙁 una nuova versione di Angela Militi la data 12 marzo del 1214. vedere: randazzo segreta)

     “ Nel lasso di tempo del 1217 dopo la nascita della Vergine Maria del Verbo, fu costruito questo edificio coperto da volte in pietra sopra archi sostenuti da dodici colonne lavorate con arte eccellente.  Un leone collocato sopra la parte terminale orna con arte questa opera egregia, tempio venerato di Cristo.  Nell’anno del Signore 1239 questa opera fu portata a termine “.
 Con Lettere Apostoliche  del 20 settembre 1957 fu elevata a Basilica Minore Pontificia.  

1239 – Nella cornice del  muro di destra della Basilica di Santa Maria (dalla parte del corso Umberto I) si legge la scritta  “IMPERANTE”.  Doveva esserci scritto: ” IMPERANTE FEDERICO II “. La domenica di Palma del 1239, però, il Papa Gregorio IX  scomunica per la seconda volta l’Imperatore e quindi  la frase resta incompleta.

1282  –  Pietro I d’Aragona il 10 agosto 1282 sbarcava a Trapani e dopo essere stato incoronato a Palermo si diresse (8 settembre) a Randazzo  – unica città murata dell’entroterra del Valdemone posta sull’alto Alcantara che presentava per l’esercito siciliano tutte le garanzie di una città fortificata – e qui fece attendere il suo esercito, in una località che ancora, a ricordo, porta il nome di “Camporè“, per soccorrere Messina assediata dagli Angioini.  

1282 –  Randazzo prese parte ai Vespri Siciliani (ribellione scoppiata a Palermo all’ora dei vespri di Lunedì dell’Angelo contro i francesi). La città insorse contro gli Angioini e nel piano che circonda il lago Gurrita i randazzesi sterminarono le truppe francesi che presidiavano la città.

1282 Pietro I d’Aragona fa restaurare la porta aragonese, detta anche Porta di San Giuliano, che deve il suo nome al fatto che Re Pietro d’Aragona restaurandola, fece apporre accanto allo stemma del paese anche il proprio e quello della moglie Costanza. 

1300 – Agli inizi del 1300, il duca Roberto d’Angiò, sferrò un attacco armato contro Randazzo, città fedelissima a re Federico III d’Aragona. I randazzesi serrarono le porte, le munirono di armati e presidiarono le otto torri di guardie scelte. Per evitare un lungo, probabile assedio, i cittadini passarono al contrattacco: in una notte di buio fittissimo, l’esercito randazzese uscì da Porta Pugliese ed attaccò gli armati angioini. Seguì un furioso combattimento: l’esercito angioino fu costretto a battere in ritirata dall’impeto dei randazzesi. L’avvenimento va sotto il nome di “assalto della Fonte del Roccaro”, una  fontana che ancora esiste sulle sponde del fiume Alcantara.

1303  –  Federico d’Aragona o Federico III (Barcellona 1273-Paternò 1337),  incoronato re di Sicilia (o di Trinacria) a Palermo il 25 marzo del 1296, per una particolare distinzione di onore e per lo sviluppo  urbanistico della Città, il 10 febbraio 1303 emanò un decreto con cui fece obbligo a tutti i baroni del regno di trasferirsi a Randazzo assieme alla sua Corte per villeggiare nei quattro mesi estivi.

1411  –  La regina Biancadopo aver visitato in lungo e in largo la Sicilia con la sua corte itinerante, venne anche a Randazzo  il 3 giugno 1411 e venne accolta con tutti gli onori. Fu così contenta che fece scrivere una missiva dal suo segretario a Palermo: “…….. hodie intrammu feliciter in quista terra di randazu, undi fommu richiputiet ascuntrati cum solemni festa et alligrizia da tucti universaliter....”.

1466 – “ Era il 26 ottobre del 1466, quando il viceré Lupum Ximenez d’Urrea approvava, per la prima volta,  le Consuetudini di Randazzo, un sistema di norme civili – composte da 58 articoli – che regolavano la vita comunitaria della città. Le stesse furono redatte durante «un Consiglo generale in locu» e sottoposte allo stesso viceré per la conferma, il 6 giugno dello stesso anno, dal reverendo Jaymum de Citellis, arcipresbitero della terra di Randazzo e dal nobile Michaelem la Provina «sindicos et ambaxiatores universitatis terre Randacii» (Vito La Mantia.Consuetudini di Randazzo, Palermo, 1903, p (dal blog.: www. randazzo segreta.it di Angela Militi). 

1470Ruggero Spadafora, barone di Maletto, ma residente a Randazzo in piazza San Nicola nel “Palazzo del Duca “,  fondò  l‘Ospedale Civile  con atto pubblico del 31-10-1470, in Notaio Pino Camarda,   “per suo gusto et anima eius”, assegnando nel suo testamento, “sub quo decessit”, il vistoso patrimonio dei salti d’acqua del fiume grande di Randazzo a lui infeudati.

1492 – Gli ebrei di Randazzo sono costretti a lasciare la Città a seguito del provvedimento di  Ferdinando II  d’Aragona re della Sicilia (1468/1516) che prevedeva l’espulsione di tutti gli ebrei dai suoi territori. A seguito di ciò vendettero alle Monache di S. Giorgio la sopraddetta casa con l’attigua Moschea e due altri casaleni con degli annessi e il Cimitero confinanti con il Monastero, con il patto di ritorno nel caso che fossero richiamati dall’esilio. L’atto fu redatto presso il Notaro Staiti il 26 novembre IIª Indiz. 1492,

1506  –  La baronessa Giovannella De Quatris, con atto notarile redatto  il 5 marzo dal Notaro Geronimo Crupi di Palermo, lasciò il suo vistoso patrimonio alla Chiesa di Santa Maria creando la sua “maramma” o fabbriceria per cui si fu in grado di terminare i lavori di ricostruzione e la si potè arricchire di quegli arredi sacri preziosissimi che formano il suo pregevolissimo tesoro.

1535 – Il sindaco (Magistrato Civico per quei tempi)  è  Francesco Lanza.

1535  –  Ai piedi di questo campanile ( di S.Martino ) si affacciò la cavalcata del biondo e triste  Imperatore Carlo V  il 16 ottobre e si fermò per  tre giorni nel Palazzo Reale prima di ripartire per Messina. A Lui si attribuiscono le fatidiche parole. ” Estoes  todos  Caballeros ” ( Siate tutti Cavalieri ).   Dal che il sottotitolo di questo sito: ” tutticavalieritutti “.

1535 L’imperatore Carlo V giunse a Randazzo il 16 ottobre del 1535. Dicono pure i nostri storici concittadini, nei loro manoscritti che, quando l’Imperatore, dal punto della diruta Chiesa di S. Elia scoprì il nostro Paese, volgendosi ai circostanti, abbia detto queste parole: “Come si appella questa Città con tre Torri?” indicando i Campanili delle tre Chiese Parrocchiali; alla quale domanda il Magistrato rispose: “Semprecché la Parola Reale di Vostra Cesarea Maestà non deve andare indietro, è questa la Città di Randazzo dalla Vostra Maestà or ora onorata col  Titolo di Città”.  Al ché l’Imperatore soggiunse: resta accordato. (Padre Luigi Magro). A ricevere l’Imperatore è stato il Magistrato Civico (Sindaco di quei tempi) che si chiamava Francesco Lanza così come riportato nel libro rosso della chiesa di San Martino.

1535Tra il 1535 e il 1540, secondo un pregevole ragionamento di Don Virzì,  deve essere il periodo nel quale i Randazzesi costruirono “a Vara”.  Carro trionfante alto 18 metri con 25 figure viventi che rappresentano i Misteri Mariani:
  Dormizione o Morte,  Assunzione  e  Incoronazione di Maria Santissima. Costruito  dai nostri bravi artigiani dietro la direzione – pare – dell’architetto messinese Andrea Calamech.

1540 – In una notte di tempesta del settembre del 1540 alcuni viandanti, che portavano un crocifisso, chiesero ospitalità al parroco della chiesa di San Martino. L’indomani e per tre giorni successivi, non poterono ripartire in quanto il temporale era sempre più violento. Questo fu interpretato dalla Comunità Ecclesiale come un segno del Signore che voleva che il Crocifisso rimanesse nella chiesa. Fu acquistato e ” Il Crocifisso della Pioggia”  o “‘u Signuri ‘i l’acqua “ da allora è fatto segno di grande devozione soprattutto nei periodi di siccità e carestia.
 
1544 – Fondazione del Convento de’ Frati Minori Cappuccini. Un secondo Convento fu costruito nel 1600. Il Convento e l’orto nel 1866 furono incamerati dal Governo e riacquistati dai Frati che vi eressero il Seminario Serafico. Distrutto dalla guerra nel 1943 fu ricostruito e ingrandito e il Seminario rimase funzionale sino alla chiusura definitiva dopo il Concilio.

1551 – Il primo aprile G. Antonio Fasside, nato a Randazzo, vescovo di Cristopoli e ausiliare dell’Arcivescovo di Monreale, consacrò la nostra monumentale Basilica. (Padre Vincenzo Mancini).  Nel  2001450° dalla Dedicazione – viene ricordata questa data con una solenne celebrazione nella Basilica e con la pubblicazione ” La Basilica Santa Maria di Randazzo”.

1552 – Il 1 di ottobre fu commissionato allo scultore di Palermo Antonello Gagini (1478/1536) la statua di San Nicola – che ancora ora si trova nella omonima chiesa – per intervento (come fideiussore) di Gian Michele Spadafora nipote del Beato Domenico Spadafora.(P.Raimondo ) . Federico De Roberto ci racconta che se la statua non fosse riuscita bene il Gagini avrebbe dovuta rifarla.

1567 Camerata Girolamo pubblica il libro ” Trattato dell’honor vero, et del vero dishonore. Con tre questioni qual meriti più honore, ò la donna, ò l’huomo. O’ il soldato, ò il letterato. O’ l’artista, ò il leggista ”  presso l’editore Alessandro Benacci.

1575 – La nostra Città fu funestata dalla peste fino al 1580. Molte famiglie nobili abbandonarono per sempre Randazzo.

1582 – La chiesa di San Nicola venne rifatta ed ingrandita per la terza volta, lo dimostra la scritta all’esterno dell’abside dal lato di mezzogiorno: 
              ”  L’antichità fece – il tempo disfece – la posterità con mezzi – pubblici e privati – più bellamente rifece –   (Padre Luigi Magro).

1636 –  Il 27 agosto del 1636, Filippo IV re di Spagna, bisognoso di denaro  inviò alla città di Randazzo una pergamena reale con la quale chiedeva ai cittadini una notevole somma per la Corona, minacciando di annullare la demanialità della Città, con la conseguente vendita in qualità di Feudo.  I Randazzesi raccolsero il donativo dal feudo Torrazzo e dalla vendita del Castello.

1640 – L’11 gennaio 1640, don Carlo Romeo  comprò dal Regio Fisco per 404 onze il Castello di Randazzo (dove ora è ubicato il Museo Archeologico Vagliasindi)  e il titolo di barone del Castello di Randazzo.

1647 – Dal 16 luglio al 9 agosto scoppiò a Randazzo una rivolta a causa dell’aumento delle tasse e per l’estrema miseria nella quale era ridotta la Città. Don Muzio Spatafora, Vicario Generale, alla testa di sei compagnie entrò il 27 luglio nella nostra Città e dopo aver eseguito arresti e alcune condanne a morte ristabilisce la pace. Il cardinale Trivulzio dichiara che il motivo scatenante della rivolta palermitana dell’agosto 1647 è stata proprio la dura repressione militare avvenuta a Randazzo.  ( Daniele Palermo) 

1686  La confraternita di Maria SS Annunziata della Chiesa dell’Annunziata è stata fondata il 25 maggio 1686 ed  un tempo riuniva massari ( Contadini a cui era affidata la gestione di un appezzamento di terreno  in base a un contratto di locazione – detto contratto di masseria).

1693 –  Il  più forte evento sismico (Mw=7.4) avvenuto negli ultimi 1000 anni sull’intero territorio nazionale si verificò in tutta la SiciliaIl primo terremoto fu il 9 gennaio 1693 attorno alle ore 21:00. Il  secondo terremoto – preceduto circa 4 ore prima da un’altra forte scossa che però non aggravò sensibilmente i danni della prima – avvenne il giorno 11 gennaio 1693 alle ore 13:30 ed ebbe effetti veramente catastrofici. Tutto il periodo sismico fu, inoltre, accompagnato da un’intensa attività dell’Etna. La statistica ufficiale, redatta nel maggio 1693, riporta circa 54.000 morti.  Catania, Acireale e i piccoli centri del versante sud-orientale dell’Etna furono quasi interamente distrutti.  Anche  Randazzo ebbe diversi morti e notevoli  danni alle abitazioni.  Le repliche, anche di forte intensità, furono avvertite per oltre 3 anni.

1720 – Vi fu una notevole siccità. Infatti non piovve per ben 18 mesi. Delle sette fontane da cui attingevano acqua i nostri concittadini cinque erano prosciugate ( Roccaro, Gallo, Erba Spina, Sanamalati e Sela dei PP.Cappuccini) solo due (Flascio e Faucera) erano attive.

1724  –  Francesco Onorato Colonna storico e letterato scrive il libro  Idea dell’antichità della Città di Randazzo.

1741 –  Carlo III , Re delle due Sicilie, istituì a Randazzo un Tribunale Commerciale con ampia Giurisdizione sopra 27 Città e Terre.  (L.Magro)             

1741 -Infante Filippo. primo figlio maschio di Carlo III, Re delle Due Sicilie, nato il 13 giugno 1741,  ebbe il titolo di Conte di Calabria e  Duca di Randazzo.

1746 – 29 novembre, fu innalzata, nella piazza antistante la chiesa di San Nicola, la nuova statua, in marmo, di Randazzo Vecchio, emblema e memoria della storia della città. Essa venne commissionata dall’abate Pietro Rotelli (†1765 agosto), a sostituzione della statua originaria, in arenaria, risalente al XII secolo. Diverse sono le ipotesi avanzate sul personaggio che rappresenta: ciclope Piracmone, Ducezio, re dei Siculi, o l’unione delle tre etnie della città (Lombardi, Greci e Latini). Differenti sono anche le interpretazioni avanzate, sin’ora, intorno al significato allegorico dei tre animali – leone, serpenti e aquila – che accompagnano Randazzo Vecchio. (Angela Militi)

1760 Il Collegio San Basilio nasce come Monastero Basiliano tra il 1760 e il 1768. Divenuto di proprietà del Comune, grazie alle leggi eversive del 1866/67, fu concesso ai Salesiani nel 1879 che per volontà di don Bosco divenne il primo centro studi salesiano della Sicilia.

1770  –  L’Arciprete D. Giuseppe Plumari ed Emmanuele, nacque il 17 agosto dal notaio D. Candeloro  e da Paola Emmanuele. Gloria primaria ed unica della Storiografia Randazzese, ci ha lasciato una grande opera , che ci parla di tutte le glorie della nostra Città. Muore nell’ottobre del 1851 e probabilmente fu seppellito nella Chiesa di S.Maria, ma della sua tomba si è perduto ogni ricordo.  

1789 – Al fine di equilibrare su tutti i cittadini del Regno le entrate dello Stato  Ferdinando III re di Sicilia (Ferdinando IV re di Napoli) fece eseguire un censimento generale. A Randazzo si ebbe  il seguente risultato: 
             Quartiere di Santa Maria:  Maschi 607     Femmine 467   totale 1074
              Quartiere di san Nicolò:    Maschi 1415    Femmine 1183  totale 2598
              Quartiere di San Martino: Maschi 1476   Femmine 1129 totale 2605
              Totale : 6277 anime.
Il censimento è stato fatto da Don Girolamo Saletti deputato della locale Deputazione.

1824 –  Alla morte del re Ferdinando I , la Chiesa di San Nicola – che funzionava da Cattedrale del triennio – celebrò solenne funerale; ma, dato il caso specialissimo, anche le altre due chiese vollero celebrare il suo: e i funerali furono tre. (Pietro Silvio Rivetta in arte Toddi).

1836 – La presunta data dell’apertura del Cimitero. Questa data infatti è riportata in una lapide ancora esistente nella zona pericolante.

1836 La confraternita dell’Addolorata, che precedentemente si chiamava Confraternita di Maria SS.ma degli Agonizzanti, non possiede alcun documento manoscritto che ne attesti la data di fondazione. Ha solo un recente dattiloscritto in cui tra l’altro si legge: data di fondazione 20 luglio 1834; data di autorizzazione da parte di Ferdinando II, re delle due Sicilie, 13 febbraio 1836.

1838  –  Paolo Vagliasindi Polizzi, nasce nel 1838 e si deve a Lui l’esistenza del Museo Archeologico Vagliasindi.  Infatti nel 1889 in un suo fondo in contrada Sant’Anastasia-Mischi  furono trovati casualmente dei reperti archeologici oggi esposti nel museo archeologico di Randazzo e nel museo Paolo Orsi di Siracusa.

1847 l’Arciprete Giuseppe Plumari scrive: ” Storia di Randazzo trattata in seno ad alcuni cenni della Storia Generale di Sicilia esposta dall’Arciprete di essa Città Giuseppe Plumari ed Emmanuele dottore in Sacra Teologia e socio dell’Accademia dè Zelanti di Scienze, Lettere, ed Arti della Città di Aci-Reale. Divisa in tre volumi. – Volume I  anno 1847 “.

1849 –  l’Arciprete Giuseppe Plumari scrive: ” Storia di Randazzo trattata in seno ad alcuni cenni della Storia Generale di Sicilia esposta dall’Arciprete di essa Città Giuseppe Plumari ed Emmanuele dottore in Sacra Teologia e socio dell’Accademia dè Zelanti di Scienze, Lettere, ed Arti della Città di Aci-Reale. Divisa in tre volumi. – Volume II   anno 1849″.

1855 –  Muore nel Monastero di Randazzo l’Abate D. Paolo Vagliasindi. Fu Segretario della Camera dei Pari nel 1848, profondo conoscitore delle scienze storiche, archeologiche, economiche siciliane. Scrisse sull’eruzione dell’Etna del 1832 e La Riflessione Sull’Appendice (1835). Sostituì le lettere ad uno Obelisco egiziano. Seppellito nella chiesa di S.Maria di Gesù sulla tomba fu inciso: “Voce mortale non potrà accrescere meriti alla fama di Lui “.
( Luigi Magro cappuccino randazzese).

1859 Padre Gesualdo De Luca, ex Provinciale Cappuccino da Bronte,  “ In S. Martino di Randazzo chiesa collegiata Parrochiale a turno matrice “, fece l’elogio funebre per Sua Maestà Ferdinando II re delle Due Sicilie. Il testo integrale lo trovi nella sezione “LIBRERIA”. 

1860Giuseppe Garibaldi da Messina ordina a Nino Bixio di recarsi a Randazzo – dove giunge il 6 agosto insediandosi nella casa di Giuseppe Fisauli –  per sedare la rivolta scoppiata a Bronte, Linguaglossa, Adrano.

1861   –  Nicola Petrina, politico, sindacalista e uno dei fondatori dei  Fasci Siciliani, nasce a Randazzo il 13 novembre e muore il 28 dicembre del 1908 a Messina a causa del tremendo terremoto che ha colpito questa città.

1861 – Gli abitanti di Randazzo sono : 7005 

1872 – La città di Randazzo che fino al 1872 faceva parte della diocesi di Messina, passa con la diocesi di Acireale.

1878 – Le nostre Autorità Municipali, preoccupati di dare una buona educazione ai nostri giovani, in accordo con le Autorità Ecclesiastiche, fecero venire le Suore di Carità che presero la Direzione dell’Asilo, della Scuole Elementari ed in seguito dell’Ospedale. (L.Magro) 

1879 – Sindaco della Città è il barone Giuseppe Fisauli.

1879 – Su indicazione del prefetto di Catania Conte Ottavio Lovel de Maria e il comm. Achille Basile. che caso stranissimo, rappresentavano uno Stato massonico e anticlericale, ed il vescovo di Acireale Mons. Gerlando Genuardi,  le autorità della Città –  l’Arciprete Francesco Fisauli, il Sindaco B.ne Giuseppe Fisauli, il Consigliere Provinciale Giuseppe Vagliasindi –  si incontrano con i delegati di Don Bosco –  Don Gio­vanni Cagherò e Don Celestino Durando – per firmare la “Convenzione”dove si stabiliscono i lavori di ristrutturazione e ammodernamento del vecchio monastero basiliano che avrebbe dovuto ospitare il Collegio Salesiano e si fissò la data dell’inizio dell’opera con scuole elementari e ginnasiali per l’ottobre del medesimo anno 1879.

1885 – Viene eletto sindaco Paolo Vagliasindi (1858/1905) a soli 27 anni.

1887 – Viene rieletto sindaco Paolo Vagliasindi (1858/1905).

1887 – Si diffonde una epidemia di colera. Il sindaco Paolo Vagliasindi, per la sua opera meritoria gli viene attribuita la medaglia d’argento al valore civile da parte del Governo.

1887 – Viene costruito il ponte sul fiume Alcantara tutto in pietra lavica e con una serie di accorgimenti per consolidare il terreno circostante. Il 13 agosto 1943 i tedeschi ritirandosi fecero crollare con delle mine le tre arcate. 

1895Inaugurazione della Ferrovia CircumEtnea il 29 settembre.  Mario Mandalari (1851-1908), che arrivò a Randazzo comodamente seduto sul treno inaugurale, descrive, nel libro “Ricordi di Sicilia: Randazzo” del 1902, con accenti trionfali “ la vittoria dell’Uomo sul Mostro”, il Gigante Mongibello, che, ormai cinto di rotaie, non riesce ad ostacolare la marcia del Progresso !

1896Andrea Capparelli  fu nominato Rettore dell’Università di Catania. Nato a Randazzo il 14.12.1854 .  Nel 1880 si laurea in Medicina all’Università di Catania. Fisiologo si interessò pure di Neurologia, Istologia e Terapia. Importanti i suoi studi sul diabete. Morì a Catania nel giugno 1921 . 

1897 – Scoppia nella nostra Città una epidemia di colera.

1899 – l’onorevole Paolo Vagliasindi  (1858/1905), deputato per 4 legislature, il  14 maggio del 1899 viene nominato Sottosegretario all’Agricoltura, Industria e Commercio durante il governo di Luigi Pelloux.  Carica che mantiene fino al 21 giugno 1900.

1903 Cesare Finocchiaro pubblica il libro. “L’acqua potabile in Randazzo “. Editore: lo Stabilimento Tipografico di Catania. 

1903 Vito La Mantia Commendatore, Grande Ufficiale e Primo Presidente Onorario di Corte d’Appello –  pubblica il libro : ” Consuetudini di Randazzo “.  Editore : Tip.Stab. A. Giannitrapani via Monteleone n. 23 – Palermo

1905 – Sindaco è l’avvocato Gualtiero Fisauli 

1905 – il 23 dicembre 1905 a soli 47 anni muore di pleurite a Catania l’onorevole Paolo Vagliasindi (1858/1905)

1907 –  Randazzo ebbe la luce elettrica per la prima volta dall’Officina del Sig. D. Ciccione Vagliasindi,

1908 – Sindaco della Città è Sebastiano Polizzi.  Il 30 giugno 1908 firma la transazione dove vengono sanciti i criteri e stabilite le norme e segnate le quote che spettano a ciascun Ente dell’eredità della Baronessa Dè Quatris.

1909 – Federico De Roberto pubblica il libro “Randazzo e la Valle dell’Alcantara”.  Editore: Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo. Il libro contiene n.147  illustrazioni e I tavola. 

1909 – L’avvocato Sebastiano Polizzi è il Sindaco della nostra Città.

1909 Vito La Mantia (1822/1904) storico e giurista siciliano il quale  fu anche Consigliere di corte di Cassazione a Roma, coadiuvato dai figli completò alcuni lavori originali in materia di diritto consuetudinario  tra cui   “Le consuetudini di Randazzo”  che venne pubblicato nel 1909.  L’intero testo lo puoi leggere nel profilo di Angela Militi.

1910 –  il Sacerdote don Salvatore Calogero Virzì nasce 11 gennaio a Cesarò (ME). Salesiano, Educatore, Storico della nostra Città, Ricercatore.  Si spegne intorno alle ore venti del 21 novembre 1986 al San Basilio di Randazzo.

1910Per iniziativa di Giovanni Puglisi ( anarchico e poi socialista)  il 18 maggio venne scoperta una lapide nella casa natale di Nicola Petrina che così diceva: 
                ” In questa casa / il 13 novembre 1861 / schiudeva gli occhi / a vita intensa di entusiasmi e di lotte NICOLA PETRINA // Le calamità pubbliche e il carcere iniquo / furono per lui campo fecondo / di azione di pensiero / La catastrofe di Messina del 28 dicembre 1908 / tragicamente lo travolse // Il Popolo di Randazzo / pose questo ricordo / il giorno 18 maggio 1910 / solennemente commemorando / il tribuno gagliardo l’apostolo fervente / di una civiltà più vera ed umana “.
              La lapide non esiste più a causa degli eventi bellici del 1943 che distrussero un gran parte della nostra Città.

1911 – Dopo aver inaugurato la statua del Re Umberto  I nella Piazza Roma di Catania, il Re Vittorio Emmanuele III e la Regina Elena  il 31 maggio vennero a Randazzo con il treno reale della Circumetnea.  Alla stazione il commissario  Spasiano  a nome della Città offrì un mazzo di fiori. Proseguendo i reali si fermarono alla villa Statella del marchese Giovanni Romeo. Accompagnavano Sua Maestà il Re il Ministro degli Esteri Sangiuliano, il Ministro di Grazia e Giustizia Finocchiaro Aprile, il Ministro dei Lavori Pubblici Sacchi, la Presidenza del Senato e della Camera dei Deputati con parecchi Onorevoli ed il Prefetto della Provincia.

1913Walter Leopold (1882-1976) in un lavoro svolto per la sua tesi di dottorato a Dresda : ” Studio sulle architetture medievali a Castrogiovanni (odierna Enna), Piazza Armerina, Nicosia e Randazzo” a proposito della nostra città scrive :  «la roccia nera di basalto lavico su cui Randazzo è stata costruita scende a strapiombo verso il fiume Alcantara, che scorre proprio sotto le sue mura. Sono da apprezzare le caratteristiche paesaggistiche particolari di un centro storico incastonato sui declivi dell’imponente vulcano Etna. Estremamente interessanti sono la Chiesa di Santa Maria e la torre di San Martino». 
(Antonino Portaro). 

1915 La prima Guerra Mondiale (1915-1918) causò a Randazzo la morte di ben 150 nostri Concittadini e un gran  numero di feriti e mutilati. I superstiti di questa spaventosa guerra furono insigniti del titolo di “ Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto “.  

1918 – Sindaco di Randazzo è  Andrea Capparelli ( la giunta è formata da: U.Vagliasindi, G. Caldarera, D Vagliasindi, G. Fisauli, G. Panissidi ).

1919 – A seguito di molte manifestazioni di Popolo per le condizioni misere in cui versava, vi fu una scalata al Municipio e la folla inferocita  resistette  alla forza pubblica che fu costretta ad usare le armi e sparò sui manifestanti  causando la morte di nove Cittadini.

1920  –  Il 25 luglio, preceduto da una serie di proteste anche da parte di molte donne, vi fu una grande dimostrazione di Cittadini contro il Commissario Prefettizio Rocco Scriva, a causa della mancanza del pane e da una iniqua distribuzione della farina. I dimostranti assaltarono il Municipio e dopo che furono stati costretti ad uscire si accalcarono dietro le due porte d’uscita. I carabinieri , forse impauriti da tutta questa gente, incominciarono a sparare sulla folla. Il risultato fu che vi furono sette morti ( i contadini Vincenzo Calcagno, Francesco Paolo Magro, Giuseppe Sorbello, il pastore Giuseppe Giglio, il calzolaio Luigi Celona, il falegname Benedetto La Piana, e lo scalpellinoGaetano Mangione) e sedici feriti di cui quattro dell’Arma.

1921 Il 14 gennaio  Padre Domenico Spadafora fu dichiarato, dal Papa Benedetto XV (1854-1922) ufficialmente Beato. Nasce a Randazzo nel 1450 dai Conti Spadafora. Educato dai padri Domenicani consegue il titolo di  Maestro di Teologia. Viene consacrato sacerdote nel 1479 e dietro invito della locale comunità nel 1491 si reca a  Montecerignone dove fa costruire il conventino con sei celle per i frati e la Chiesa dedicata alla Madonna. Nel 1494 durante la quaresima avvenne ” il miracolo dei fiori”. Muore il 21 dicembre 1521

1921 – Il Principe Ereditario Umberto di Savoia il 28 ottobre fu ospite del marchese Giovanni Romeo nella sua casa di Statella. La data di questa visita è incisa in una delle  tre lapidi murate nella facciata del Castello sulla veranda.

1921 – Gli abitanti di Randazzo sono  17.762  il massimo storico.

 1923 – Le principesse Mafalda ( morì il 27 agosto 1944  nel  Campo di concentramento di Buchenwald, Weimar, Germania ) e Giovanna di Savoia il 24 aprile furono ospiti del marchese Giovanni Romeo alla Statella.  La data di questa visita è incisa in una delle  tre lapidi murate nella facciata del Castello sulla veranda.

1929 – Con Decreto del 13 luglio del Governo di S.M. il Re Vittorio Emanuele III la superiora Suor Maria Carolina Zefilippo e la direttrice Suor Antonietta Veggiotti  dell’Istituto Santa Caterina, furono decorate con Medaglie D’Oro per gli oltre quarant’anni di insegnamento con lodevolissimi risultati. ( L.Magro)

1934 – Il parapetto della “Tribonia”  (oggi largo Monsignore Vincenzo Mancini) è stato costruito nel 1934. Questa data risulta incisa nel secondo pilone di destra, guardando verso il fiume. (segnalato da Vincenzo Rotella).

1937 – Francesco Fisauli  discute la sua tesi di laurea in diritto ecclesiastico, dal tema “Le Confraternite di Randazzo nella Storia e nel diritto ecclesiastico”
all ‘Università di Bologna , relatore il Prof. Cesare Magni.

1943 Dal 13 luglio al 13 agosto Randazzo fu oggetto di pesantissimi bombardamenti da parte degli Alleati. Le incursioni aeree furono 84 e furono utilizzati 425 bombardieri medi, 249 leggeri e 72 cacciabombardieri. Si calcola che su Messina e Randazzo volarono più di 1.100 aerei.  L’80% degli edifici furono distrutti – la chiesa di S.Martino fu la più danneggiata – e i tedeschi completarono l’opera saccheggiandola. 

1944 Naufragio del piroscafo Oria il 12 febbraio, una delle maggiori tragedie della seconda guerra mondiale, nella quale persero la vita oltre 4000 soldati italiani che, fatti prigionieri dai tedeschi, dovevano  essere trasferiti da Rodi al Pireo e da lì deportati in Germania. Soldati che  non si erano piegati al volere nazista. Tra questi due soldati Randazzesi: Salvatore Fornito e Renato Vagliasindi.  (Vito Gullotto).

1945  –  Antonio Canepa, noto pure con lo pseudonimo di Mario Turri, nasce a Palermo il 25 ottobre 1908 e la mattina del 17 giugno 1945 fu ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri, in contrada Murazzu Ruttu sulla SS n. 120, in circostanze non del tutto chiare. Insieme a Lui morirono Carmelo Rosano di 22 anni e Giuseppe Lo Giudice di 18 anni. Canepa è stato un docente e politico italiano e fu comandante dell’ Esercito Volontario per la Indipendenza della Sicilia  (EVIS).  Sul luogo dove è stato ucciso sorge un cippo dedicato ai caduti dell’ E.V.I.S. Antonio Canepa è sepolto nel cimitero di Catania, nel viale dei siciliani illustri, accanto a Giovanni Verga e Angelo Musco.

1946 – Il Consiglio Comunale il 18 aprile 1946 elegge Sindaco il dottor Giuseppe Emanuele.

1947Il Consiglio Comunale nella seduta del 9 maggio 1947 approva il  Piano di Ricostruzione redatto dal prof. Giovanni Rizzo. Definitivo il 12 febbraio 1948.

1947
Il Consiglio Comunale in data 5 luglio 1947 elegge Sindaco Pietro Vagliasindi. 

1948Antonio Pallante, giovane studente universitario di Giurisprudenza di Randazzo, (aveva allora 24 anni)  il 14 luglio davanti a Montecitorio ferisce gravemente il segretario del PCI Palmiro Togliatti con quattro colpi di calibro 38. Subito preso fu condannato a 19 anni di reclusione. Ne sconto 5 anni. Togliatti ordinò ai suoi di non commettere azioni che potevano comportare l’inizio di una guerra civile. Così si salvò la Repubblica.

1950 – La confraternita del S. Cuore è Stata costituita il 12 novembre 1950, lasciata chiudere dagli stessi confrati nel 1966 e ricostituita nel 1999.

1951 Il padre LuigiMagro da Randazzo dei Frati Minori Cappuccini al secolo Magro Santo fu Vincenzo muore il 16 novembre. Nato il 29 giugno 1881 a Randazzo, fu ordinato sacerdote a Nicosia il 7 febbraio 1904. Oltre che apprezzato per il suo impegno pastorale, ha dedicato la sua vita alla ricerca e allo studio della Storia di Randazzo scrivendo:   Cenni storici della Città di Randazzo    dai primi abitatori della Sicilia fino al 1946. Questo documento rivisitato dal salesiano don Sergio Aidala , è fondamentale per la conoscenza della Storia della nostra Città.

1952 – Consiglio Comunale nella seduta del 10 giugno 1952  elegge Sindaco  Pietro Vagliasindi. 

195411 febbraio Francesco Vagliasindi fonda l’Opera Pro Facci Mucciati in onore dei suoi genitori Giuseppe ed Anna Vagliasindi.

1955 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 28 febbraio 1955 elegge Sindaco Nicolò Palermo. 

1955 – Il Consiglio Comunale elegge nella seduta del 12 giugno 1956 Sindaco Pietro Vagliasindi. 

1959 – Alla presenza dell’on.le Angelini Ministro dei Trasporti il 4 giugno viene inaugurato il tronco ferroviario  Alcantara-Randazzo . Si conclusero così positivamente anni di lotta di tutti i Comuni della Valle avendo come alfiere l’avvocato Ferdinando Basile.

1960 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 14 dicembre 1960 elegge Sindaco Giuseppe Bonaventura.

1961 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 26 agosto 1961 elegge Sindaco  Giuseppe Montera. 

1962 – Monsignore Salvatore Russo – Vescovo di Acireale – dispone, dopo avere ottenuto dal Cardinale Prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi, la licenza ad erigere a “Congregazione Religiosa delle Ancelle di Gesù Sacerdote” l’Opera della N.D.  Giuseppina Dilettoso,  il 3 agosto 1962  con un Suo decreto “l’erezione canonica in persona morale dell’Opera Betania – Ancelle di Gesù Sacerdote – con sede a Randazzo via Musco, 14.  Nomina Direttrice, vita natural durante, La  Signora Dilettoso Giuseppina ved. Vagliasindi, promotrice e sostenitrice dell’Opera suddetta”. 

1964Leonardo Sciascia durante un suo viaggio sull’Etna visita la nostra Città, lo accompagna Ferdinando Scianna, noto fotografo, che gli scatta alcune foto nella piazza di San Martino. In seguito scriverà un bell’articolo  sui “Paesi Etnei”. 

1965 Il Consiglio Comunale nella seduta del 20 febbraio 1965 elegge Sindaco Sebastiano Giuffrida .

1966 Nel Settimanale “ABC” del 14 agosto compare un articolo di Luigi Stancampiano dal titolo: “Brache di cemento par il Ciclope Piracmone ” dove si racconta che, con bella ironia,  “ un ignoto muratore ha ricoperto nottetempo l’addome della antica statua con uno strato di malta a presa rapida per onorare la severità dell’epoca in cui viviamo”. (R.N. n.3 del novembre 1982). Era sulla bocca di tutti che ha commettere questo atto “moralistico” pare sia stato il signor S.S. istigato dal un noto professionista S.D.

1968 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 27 marzo 1968 elegge Sindaco Sebastiano Giuffrida. 

1968 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 31 agosto 1968 delibera di acquistare la villa  “Vagliasindi”  di piazza Loreto con tutta l’area circostante per consentire la costruzione dell’attuale Scuola Media. 

1969 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 22 gennaio 1969 elegge Sindaco Santo Camarata.

1970  –  Si svolsero le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale dopo la parentesi commissariale del dr. Vincenzo Viviano. Il consigliere Vincenzo Munforte (1906)  del PSIUP ebbe a dire, con grande soddisfazione, che finalmente erano stati estromessi i  nobili dal civico consesso.  Infatti tra i trenta Consiglieri eletti nella votazione del 6 giugno per la prima volta nella storia della nostra Città, non vi erano rappresentati nobili nè loro discendenti.  

1970 – Il consiglio Comunale nella seduta del 13 agosto 1970 elegge Sindaco  Paolo Felice Iovino

1971 – Il Consiglio Comunale nella seduta del ….. aprile 1971 elegge Sindaco   Giuseppe Montera 

1971 –  Il Consiglio Comunale nella seduta del 5 ottobre 1971 elegge Sindaco  Francesco Rubbino

1971 – Vengono consegnati  con una commovente cerimonia svoltasi nella sala del Consiglio Comunale la Medaglia e l’Attestato agli insigniti di “Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto ” per avere partecipato alla guerra 15/18.  così come previsto dalla legge 18 marzo 1968 n.263 

1972 – Viene approvata dall’ARS la legge n. 44 del 22 luglio 1972 , ottenuta a furor di popolo,che autorizzava i Mercati Domenicali in Sicilia,  ove per tradizione si erano svolti. In esecuzione di questa legge, l’Assessore Regionale all’Industria e Commercio, con D.A. n. 558 del 13 settembre 1972 sanciva il diritto all’apertura del Mercato Domenicale nel Comune di Randazzo, di fatto esistente da oltre trentacinque anni.

1972 –  Il Consiglio Comunale nella seduta del 31 luglio 1972 elegge Sindaco  Francesco Rubbino

1972 – La legge n. 44 del 22 luglio 1972 , ottenuta a furor di popolo, autorizzava i  Mercati Domenicali in Sicilia,  ove per tradizione si erano svolti. In esecuzione di questa legge, l’Assessore Regionale all’Industria e Commercio, con D.A. n. 558 del 13 settembre 1972 sanciva il diritto all’apertura del Mercato Domenicale nel Comune di Randazzo, di fatto esistente da oltre trentacinque anni. 

1975  –  Giuseppe (Pippo) Gullotto e Alfio Scirto  danno vita a Radio Randazzo International  la prima radio libera di Randazzo. 

1976Il Consiglio Comunale il 24 aprile istituisce La Biblioteca Comunale .  Dopo una apertura saltuaria dal mese di ottobre 1978 inizia a funzionare con regolarità. 

1979  –  Il Consiglio Comunale (Sindaco Francesco Rubbino) nella seduta del 2 febbraio 1979 concede la “Cittadinanza Onoraria” al Salesiano Salvatore Calogero Virzì  per essersi distinto con azioni e opere a valorizzare e fare conoscere le tradizioni ed il patrimonio storico ed artistico della Città.

1981 – Nel mese di febbraio iniziano le trasmissioni di  TVR ( Tele Video Randazzo), la prima rete televisiva randazzese. Pippo Gullotto inizia la sua avventura televisiva presentando programmi che riscuotono sempre grande successo.

1981  –  Il 17 marzo ebbe inzio “Eruzione di Randazzo“. Dopo tutta una serie di scosse telluriche e aperture di varie fratture a quota 2625 e 2500 m, ebbe inizio la colata lavica principale con fuoruscita di lava a quota 1800 m. con direzione tra Randazzo e Montelaguardia, distruggendo boschi, vigneti, coltivazioni,  case di campagne . Inoltre tagliava il binario della CircumEtnea e della Ferrovia dello Stato, la SS.120, la strada provinciale verso Moio ed altre strade comunali e poderali e raggiungeva le sponde del fiume Alcantara. Dopo aver percorso km.7,5 la lava si fermò. L’attività  delle bocche di frattura (1250-1115) continuò fino al 23 marzo ma il braccio di lava che minacciava Randazzo rallentò fino ad arrestarsi a circa 2 km dall’abitato. 

1982 – il 19 marzo viene inaugurata la statua di San Giuseppe dello scultore Gaetano Arrigo. Messa nella piazza San Giovanni Bosco, guarda il vulcano Etna, nella speranza che la città possa essere protetta.

1983 – Dopo varie vicissitudini burocratiche, giudiziarie, amministrative e finanziarie alle ore 19,24 del 22 agosto dal pozzo 2 di Santa Caterina sgorgava in abbondanza l’acqua rinvenuta a una profondità di 160 metri. Per la nostra Città è un evento storico ha dichiarato il sindaco Salvatore Agati ai cittadini, tecnici e amministratori presenti.

1987 – il 1 febbraio del 1987 si svolge la cerimonia della riapertura dell’Ospedale Civile . Presenti alla cerimonia, oltre ad un folto pubblico di cittadini ed addetti alla sanità e  con la gioiosa partecipazione della Banda Musicale di Randazzo “Erasmo Marotta“,  il Presidente Rino Nicolosi (che ha finanziato l’opera), l’assessore alla Sanità Aldino Sardo Infirri, l’assessore agli Enti Locali Francesco Parisi, il Sottosegretario ai Trasporti Nicola Grassi Bertazzi, gli onorevoli Nino Perrone, Salvatore Leanza, Nino Caragliano, Raffaele Lombardo, il Sindaco Salvatore Agati e molte autorità politiche, civili e religiose non solo del nostro Comune.
Nel ringraziare tutti  il Presidente dell’USL n.39  Francesco Rubbino, ha ricordato le tante vicissitudini passate per poter ristrutturare ed ammodernare il Presidio Ospedaliero.

1987Sabato 23 maggio 1987 ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione di una piazza al Maggiore paracadutista Francesco Vagliasindi. Il sindaco Salvatore Agati assieme al fratello del Maggiore Paolo Vagliasindi ha scoperto la lapide commemorativa alla presenza di numerose autorità e di cittadini.

1988 – Il Consiglio Comunale il 13 dicembre elegge sindaco Salvatore Agati.

1989 – Il Consiglio Comunale su proposta del sindaco Salvatore Agati con delibera n. 192 del 27 novembre 1989 concede la Cittadinanza Onoraria all’on. Calogero Mannino.

1990 – Il consiglio Comunale il 29 maggio  elegge sindaco Francesco Rubbino.

1991 – La Siciliana Gas inizia i lavori di metanizzazione della Città.

1992 – il Consiglio Comunale il 23 novembre elegge sindaco Giovanni Germanà.

1993 – Il Consiglio Comunale il 21 aprile elegge sindaco Francesco Lanza.

1994 – Nelle elezioni comunali del 27 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Angela Vecchio.

1996   Il Consiglio Comunale, Sindaco  Angela Vecchio, Presidente Fabio Aidala, con delibera n. 33 del 6 maggio denomina  la Sala del Consiglio in
“Sala Consiliare Giovanni Falcone Paolo Borsellino “.

1996 – Tra il 20 e il 29 marzo si verificò un evento franoso che interessò il lato sinistro del fiume Alcantara. Il movimento esteso per circa 1850 metri di lunghezza e di circa 900 metri di larghezza copri 165 ettari di terreno. La frana distrusse quasi un chilometro di S.S. n° 116, che collega gli abitati di Randazzo e Santa Domenica Vittoria, trascinò a valle terreni coltivati di un certo pregio causando danni all’economia locale, infine, rovinò all’interno dell’alveo del fiume, ostruendolo e formando un invaso di sbarramento naturale di circa 375.000 m³, che impediva il normale deflusso delle acque verso valle.

1998 – Nelle elezioni comunali del  8 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Ernesto Del Campo.

2002 – La Link Japan, una tra le maggiori reti televisive giapponesi, annualmente produce uno special televisivo di 30 minuti, dedicato ad un personaggio nazionale o straniero che si è distinto particolarmente per la sua attività.  Il 2002 è stato celebrato dall‘ONU come anno dedicato alla montagna e alla natura ed è stato questo il motivo per cui i responsabili dell’emittente nipponica hanno voluto dedicare uno dei suddetti programmi ad un personaggio che si occupa di ambiente e natura.
La scelta è caduta sul nostro concittadino Vincenzo Crimi Commissario Superiore della  Forestale
.

2003 –  Nelle elezioni comunali del  10 giugno  i cittadini eleggono direttamente sindaco Salvatore Agati.

2005  –  Medaglia D’Argento al Merito Civile. Data del Conferimento il 25 gennaio 2005 con la seguente motivazione: Comune, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall’esercito tedesco, fu sottoposto per trentuno giorni, tanto da essere definito  ” la Cassino di Sicilia “, a violentissimi bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione dell’intero abitato. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.  13 luglio – 13 agosto 1943

2006 – Il 20 settembre 2006, all’età di 83 anni, si è spento a Catania  Angelo Priolo. Ornitologo di fama mondiale. Nel 1983 viene costituito il Museo Civico di Scienze Naturali . Nel 1986 consegna al Comune la sua Collezione Ornitologica di 2250 esemplari che rappresenta una delle maggiori raccolte di uccelli che si conservino nell’Italia Meridionale. Nel 1991 viene nominato, assieme a Luigi Lino del WWF, Conservatore Onorario del Museo. Nel 2012 aderendo ad una richiesta dell’Associazione Ornitologica, ma soprattutto per riconoscenza e gratitudine della nostra Comunità,  gli viene intitolato il Museo.

2007 Emanuele Manitta, già portiere della A.S.Randazzo, fa il suo esordio nel campionato di calcio della Serie A nella partita Livorno – Roma (1-1) 21 gennaio 2007. E’ il primo giocatore di calcio Randazzese che ha giocato nella massima divisione calcistica. Emanuele Manitta ha anche giocato nel Bari, Ragusa, Messina, Napoli, Catanzaro, Bologna, Siena.

2008 – il 22 febbraio muore all’età di 90 anni ad Acireale  padre Antonino Maugeri. Era nato a Randazzo il 4 settembre 1918 primo di nove fratelli di cui un altro , padre Rosario, anch’esso sacerdote.  Per più di 40 anni canonico della chiesa San Pietro e Paolo di Acireale fu stimato ed amato dagli acesi non solo per la missione sacerdotale, ma soprattutto per l’intelligenza e cultura. Appassionato di musica fu pianista, organista, compositore vincendo diversi concorsi di musica sacra. Nel 1990 nasce la Corale Polifonica ” Don Antonino Maugeri “. Il 23 maggio 2007 gli è stato intitolato l’Auditorium dell’Istituto “G.Galilei”  di Acireale.

2008 –  Nelle elezioni comunali del  1 luglio  i cittadini eleggono direttamente sindaco Ernesto Del Campo.

2011 – Gli abitanti di Randazzo sono:  11.108

2013 –  Nelle elezioni comunali del  12 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Michele Mario Mangione.

2013 Carmelo Carmeni  (nato a Randazzo il 29 settembre 1972) ha vinto il sesto campionato del mondo di forgiatura disputatosi a Stia (Arezzo) nei giorni tra il cinque e l’otto settembre durante la XX Biennale Europea d’Arte Fabbrile La gara  ha visto la partecipazione di 200 fabbri provenienti da 20 paesi stranieri e aveva come temaPlasticità“.  Carmeni ispirandosi alla Sicilia e a Luigi Pirandello ha intitolato la sua opera “Uno, nessuno e centomila”
I lavori eseguiti sono stati giudicati da una giuria internazionale.

2016 – Alla presenza di molte autorità e cittadini il 29 aprile si è svolta la cerimonia di  intitolazione dello spiazzo antistante il lato nord della chiesa e la sacrestia (‘a Tribonia) all’Arciprete Monsignore Vincenzo Mancini che d’ora in poi si chiamerà  “Largo mons. Vincenzo Mancini”. Il sindaco Michele Mangione ha dichiarato che la Giunta  con delibera n. 19 del 19 febbraio 2016 stabilendo di dedicargli questo “largo” ha voluto riconoscere i tanti meriti dell’Arciprete Mancini nei confronti della nostra Cittadinanza.  Il vescovo Antonino Raspanti e il parroco don Domenico Massimino hanno ricordato il suo impegno sacerdotale.

2017 – il 23 settembre nasce il sito: www.randazzo.blog . Lo scopo è dare una rappresentazione dell’arte, della storia, della cultura, dei costumi, degli avvenimenti, dei personaggi e dei luoghi della nostra Città.  Amministratori : Giulio Nido, Francesco Rubbino, Lucio Rubbino .

2018 –  Nelle elezioni comunali del  11 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Francesco Sgroi.

Rubrica a cura di Francesco Rubbino

 

 

 

 

 

 

 

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