Archivio dei tag Erasmo Marotta

Banda Musicale

 

 

 

Foto Tony Trazzera

 

Banda Musicale – Erasmo Marotta

 

Foto Nunzio Zappalà

 

foto Tony Trazzera

 

foto Tony Trazzera

 

Banda-Musicale-di-Noto-e-di-Randazzo-14-agosto-1952-foto-Carmelo-Venezia.

foto Tony Trazzera

1955 – Banda Musicale. foto Carmelo Venezia

 

foto Nunzio Zappalà

 

 

 

1899 – Banda Musicale. foto Vincenzo Rotella

 

foto Tony Trazzera

 

foto Carmelo Venezia

 

25 nov.2017 – Massimo Greco e la Banda Musicale

 

 

25.nov.2017 Massimo Greco e la Banda Musicale

foto Tony Trazzera

 

foto Tony Trazzera

 

foto Tony Trazzera

 

Concerto – 2018

 

MASSIMO GRECO

Dopo aver conseguito nel 1983 la Maturità Classica presso il Liceo Classico Spedalieri di Catania, nel 1984 si diploma in Tromba con “10 e lode” presso il Liceo Musicale V. Bellini di Catania.

Dopo alcune esperienze come “aggiunto” (seconda tromba) presso l’Orchestra del Teatro Massimo V. Bellini di Catania, si introduce nel mondo del jazz.

Massimo Greco

Con la City Brass Big Band di Catania, nel 1987 suona, come tromba solista, insieme ad Enrico Rava, Lee Konitz, Hannibal Marvin Peterson.

Nel 1988, come tromba solista dell’Orchestra Jazz Siciliana di Palermo, registra il suo primo disco sotto la direzione di Carla Bley e Steve Swallow (XtraWATT/ECM). 
Lasciata la sua terra, si trasferisce a Piacenza dove inizia una serie di esperienze musicali anche nel campo della musica leggera e dintorni.
Queste esperienze culminano nel 1995 quando diventa “la tromba” di Zucchero, con il quale collabora tuttora.

Nel Marzo del 1995 rincontra Carla Bley e Steve Swallow suonando insieme a loro come tromba solista dell’OFP Orchestra un importante concerto il 7 Marzo presso l’Aula Absidale di Santa Lucia a Bologna, concerto decantato dalla critica sulla rivista Musica Jazz n.9 del Maggio 1995 (articolo firmato da Helmut Failoni).

Il suo primo progetto jazz come “leader”, compositore ed arrangiatore è il Massimo Greco Quartet con il quale alla fine del 1995 registra il suo primo album intitolato : “Cattivik” (Modern Time). Nel 1996 registra in qualità di tromba solista per la Splash Records l’album intitolato “melodia popolare”. Leader del gruppo il clarinettista Claudio Zappi.

Nel 1997 forma il Clan Greco. Il primo album del Clan Greco, sempre con composizioni ed arrangiamenti originali di M.Greco, é uscito nel Maggio del 1998, si intitola “Musical Fitness” ed è stato prodotto e distribuito dalla Irma Records.
Il Clan Greco è inoltre presente in molte Compilations prodotte sempre dalla Irma Records tra le quali “Live in Montreaux vol. 1“. Degna di nota è infatti la partecipazione del Clan Greco al Montreaux Jazz Festival nel Luglio 1997 e nel Luglio 1998.

Nel 1997 incide ed esce l’album di Giuseppe Arezzo in titolato “Le dodici terre” edito dalla DanzadelleDita Records, album in cui M.Greco è la tromba solista accompagnato da una band di 23 elementi con archi e fiati.

Nel 2000 esce il secondo album del Clan Greco intitolato “Raptus” per la VideoRadioJazz, distribuito dalla Fonola Dischi.

Sempre nel 2000 incontra il pianista Franco D’andrea, con il quale ha registrato, in qualità di tromba solista, 2 albums per la Philology. Il primo si intitola “Eleven” ed il secondo “Combinazione 1“.

Intorno alla fine del 2000 inizia a collaborare, sempre come tromba solista, con uno dei jazzisti italiani più quotati sia in Italia che all’Estero, Gianluigi Trovesi.
Dal 1999 infatti suona con il “Gianluigi Trovesi Ottetto“.
Con il Gianluigi Trovesi Quintet invece, M.Greco registra l’album “live” Freedom in Jazz per la RAI nel Dicembre 2000 con il gruppo di Elton Dean, disco che è uscito con la rivista Musica jazz nel Giugno 2001.

Massimo Greco alla tromba

Nel 2001 M.Greco viene intervistato dal giornalista e critico Riccardo Schwamenthal, intervista che esce su un articolo interamente dedicato a Greco sulla rivista Musica Jazz n.2 del mese di Febbraio.

Nel 2001 suona, come tromba solista, con il sassofonista americano David Liebman in vari Festivals fra cui il “Termoli Jazz Podium“.

Nel Gennaio 2002 esce il terzo album del Clan Greco intitolato “Brassisity” sempre per l’Irma Records.

Tanti i concerti fatti nei Jazz Club, Rassegne e nei Festival Jazz non solo in Italia ma anche all’Estero.

Nel maggio 2003 è uscito il nuovo album del Gianluigi Trovesi Ottetto intitolato “Fugace“, per la prestigiosa etichetta discografica tedesca ECM, uscita seguita da innumerevoli concerti nei più prestigiosi Festival Jazz europei e non solo.

Con l’album “Fugace” il gruppo vince il premio come miglior disco dell’anno 2003 sia in Italia che in Germania.
 
Nel 2004 M.Greco registra come tromba solista, insieme al trombonista Gianluca Petrella, l’album “Basic” di Gaetano Partipilo, album uscito nel mese di Settembre per la Soul Note.

Intorno alla fine del 2004 M.Greco inizia a comporre ed arrangiare per grandi formazioni.

Il suo primo lavoro degno di nota è il concerto che ha eseguito il 16 dicembre 2005 con le bande di Fornovo e di Borgotaro unite insieme più un trio jazz, nell’ambito del “Parma Jazz Festival“.

In questa occasione Greco è stato oltre che il solista anche compositore ed arrangiatore per un organico di ben 60 elementi.

Dal 2005, M.Greco si cimenta, di tanto in tanto, nei panni del produttore artisticodiscografico, grazie anche alla sua buona conoscenza tecnica nell’uso del computer e di diversi programmi musicali professionali (Protools, Logic Audio, Digital Performer, Reason, Ableton Live ed altri).

Fra alcuni interessanti gruppi da lui prodotti, troviamo: Rodriguez, Ohm Guru, Ninfa, Black Migth Wax, LTJxperience, gruppi con i quali, oltre a collaborare come produttore artistico e compositore, veste sempre il ruolo di tromba solista.

Sempre nel 2005 registra, come di tromba solista, l’album “Biba Band Live”, un omaggio alla musica dei Wether Report, album registrato con la Biba Band di Milano insieme ad altri solisti di eccezione quali Stefano Bollani, Mauro Negri, Roberto Cecchetto, Paolo Costa e tanti altri. Il disco, uscito lo stesso anno, è edito dalla Hucapan.

Dal 2006 presso il Centro Studi Musicali di Verona, nei corsi BTEC Natiolnal Diploma Higher National Diploma, insegna le seguenti materie: tromba, teoria ed armonia funzionale, composizione ed arrangiamento jazz, musica d’insieme.

Dal 2007 al 2009 ha lavorato, sia come arrangiatore per la sezione fiati che come tromba solista, con il cantante Neffa.

Nel settembre 2007, M.Greco continuando la collaborazione con Zucchero, in occasione dei concerti all’Arena di Verona, sia come trombettista che come arrangiatore per la sezione fiati, ha registrato un doppio Cd-Dvd dal vivo.

Nel mese di dicembre 2008 è appunto uscito il doppio cd e doppio dvd di intitolato “Live in Italy“, lavoro che contiene le registrazioni audio-video oltre che dei concerti all’Arena di Verona anche quelle dello stadio S.Siro di Milano.

Dal 2008 M.Greco è entrato a far parte del nuovo quintetto di Gianluigi Trovesi, sostituendo Enrico Rava nel progetto “Espressamente”.

Dal 2008 fino al 2013 ha insegnato tromba classica e tromba jazz presso l’Associazione Musicale Acquarelli Musicali di Bologna.

Sempre nel 2008 registra come ospite tromba solista l’album “Massical”, album del grande poli-percussionista Trilok Gurtu insieme a Jan Garbarek, album che è uscito nel 2009 edito dalla BHM Production.

Dal 2009 al 2012 ha insegnato tromba classica, tromba jazz, teoria ed armonia funzionale presso Liv Centro di Ricerca e Formazione nelle Arti Performative – Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna.

 

Nel 2009 è uscito l’album “Restless Spirits”, album registrato in qualità di tromba solista insieme al pianista Roberto Magris con l’Orchestra Ritmico Sinfonica di Verona.

Da febbraio 2009 M.Greco insegna “Tromba jazz” presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna.

Nel 2010 esce invece l’album “Motion” del gruppo “Faze Liquid”, album in cui partecipa come tromba solista insieme al sassofonista Carlo Atti ed al pianista Nico Menci, prodotto e distribuito dalla Irma Records.

Sempre nel 2010 registra l’album “Britannia shing-a-ling” a Londra presso il famoso Miloco Studio, sempre come tromba solista, insieme ad una band di jazzisti londinesi tra cui i sassofonisti Brandon Allen e Tony Kofl.

L’album è uscito nel 2011 per la Sunlightsquare Records.

Nel 2011 ha suonato nel “Chocabeck World Tour 2011” con Zucchero.  In questo Tour mondiale oltre alla tromba ed al flicorno ha suonato anche il corno francese.

Il 31 di Ottobre 2011, durante una pausa del tour, M.Greco consegue il Diploma di II Livello in Tromba Jazz con voto 110 e lode presso il Conservatorio F.Venezze di Rovigo.

Nel 2012 ha insegnato Tecniche di Composizione ed Arrangiamento Jazz e Tecniche di Orchestrazione e Concertazione Jazz sempre presso il Conservatorio “G.B.Martini” di Bologna.

Sempre nel 2012 fonda gli Afronauti, un quintetto con jazzisti di spicco quali Roberto Rossi e Nico Menci.

Anche in questo gruppo M.Greco ricopre il ruolo di tromba solista, compositore ed arrangiatore.

L’album di questo quintetto dal titolo “A Jazz Odyssey” per l’Irma Records è uscito nel Febbraio 2013, edizioni Music Market.

Nel 2013 ha insegnato Tromba jazz anche presso il Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, Tecniche di improvvisazione presso il Conservatorio F.A.Bonperti di Trento e Composizione jazz presso il Conservatorio G.Martucci di Salerno.

Sempre da Gennaio 2013 collabora con la Reno Galliera Wind Orchestra, un’ orchestra composta da ben 45 strumenti a fiato.

Il primo concerto nato da questa collaborazione è del 10 Giugno 2013 intitolato “Note da Cinema” svoltosi al Teatro Arena del Sole di Bologna.

In quell’occasione M.Greco, oltre che ad essere la tromba solista, ha eseguito alcuni suoi brani originali, scrivendo ed arrangiando ad hoc per la numerosa formazione anche alcune Suite contenenti brani tratti dalle colonne sonore di films italiani.

Nel mese di Maggio 2013 è stato docente di “musica d’insieme jazz” e di “improvvisazione jazz” nel Seminario Jazz al Borgo organizzato dal Comune di Bologna presso la Villa Bernaroli di Borgo Panigale insieme a John Taylor e Diana Torto.

Da Maggio 2013 ha intrapreso una collaborazione con alcuni comici del programma televisivo Zelig off (M.Dondarini, M.Grano, R.Dal Fiume) con i quali ha creato uno spettacolo di teatro e musica in veste non solo di tromba solista, ma anche come compositore, arrangiatore e direttore musicale.
Lo spettacolo si chiama “x man at work” e la “prima” si è svolta il 24 Maggio presso il Rockafè di Bologna.

Sempre da Maggio 2013, M.Greco dirige la University Big Band di Verona con la quale sta preparando il loro nuovo secondo album.

Nel mese di Settembre 2013 è uscito l’album intitolato “Pa’lante” di Hamlet Fiorilli & His Latin Jazz Experience registrato in Austria ed edito dalla Freiaudio Records, album dove M.Greco ha suonato come tromba solista “special guest” insieme al sassofonista Lukas Gabric.

Il 17 Maggio 2014 ha suonato per il Bergamo Jazz Club presso la prestigiosa Sala di Porta S.Agostino con il pianista Fabrizio Puglisi in un concerto interamente dedicato a Miles Davis riscuotendo un enorme consenso da parte del pubblico e della critica come dimostra l’articolo sull’Eco di Bergamo uscito l’11 Maggio scritto da Renato Magni.

Alla fine di Maggio 2014 è uscito l’album intitolato degli Estrela Guia “Equilibrio acustico” nel quale M.Greco è oltre che tromba solista anche compositore ed

Massimo Greco

arrangiatore.
Il disco è uscito per l’Irma Records ed è edito dalla Music Market.

Nei giorni 6,7 ed 8 di Giugno 2014 M.Greco ha svolto tre giorni di Seminari in qualità di   docente di Musica d’insieme jazz e Tecniche di improvvisazione.
I Seminari si sono svolti all’interno di Imola in Musica e sono stati organizzati dal Comune di Imola e dalla Scuola Civica V.Baroncini.

Oltre a svolgere l’attività di docente, ha tenuto tre concerti serali, rispettivamente il 6, il 7 e l’8, in qualità di compositore, arrangiatore e tromba solista: il primo con il M.Greco Trio, formazione alla quale fanno parte Marco Micheli al contrabbasso e Roberto Cecchetto alla chitarra; il secondo in Duo con il pianista

svedese Jan Lundgren ed il terzo con il gruppo Estrela Guia con il quale ha presentato il nuovo disco.

Il 9 Novembre 2014 ha suonato, come tromba solista, con la Big Band del Conservatorio G.B.Martini di Bologna, all’interno della rassegna “Bologna Jazz Festival”, insieme a John Taylor, Giulian Siegel e Diana Torto.

A Maggio 2015 è uscito l’album intitolato “Two suites for jazz orchestra” di Oscar Del Barba “featuring” il sassofonista Dave Liebman, album in cui M.Greco ha partecipato in qualità di tromba solista.

Nell’A.A 2014/2015 ha insegnato Musica d’Insieme Jazz e Composizione Jazz presso il Conservatorio Tito Schipa” di Lecce, Tecniche di Improvvisazione presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna e Tromba Jazz presso il Conservatorio L.Campiani” di Mantova.

Nel 2015, nei giorni 6,7 ed 8 di Giugno 2015  M.Greco ha svolto tre giorni di Seminari in qualità di docente di Musica d’insieme jazz e Tecniche di improvvisazione.
I Seminari si sono svolti all’interno di Imola in Musica e sono stati organizzati dal Comune di Imola e dalla Scuola Civica V.Baroncini. Oltre a svolgere l’attività di docente, ha tenuto un concerto, il venerdì 5, insieme al chitarrista Bebo Ferra, concerto durante il quale i due musicisti hanno presentato le loro nuove composizioni.

Sempre nel 2015 incide per l’Irma Records di Bologna due albums con due progetti trasversali al proprio, progetti di cui M.Greco è direttore, compositore, arrangiatore e tromba solista. Il primo è “Smoothy Jazz” del gruppo JBX Experience ed il secondo è “Looking for stardust” del gruppo Gals & Bra.

Il 15 e 17 Luglio 2015 M.Greco, con il suo quintetto, il Clan Greco, è stato protagonista di due concerti all’ EXPO MILANO 2015 all’interno del Padiglione Bio-Mediterraneo,nella rassegna Etna e le sue eccellenze, in qualità di “testimonial musicale” della sua Terra (la Sicilia) e dei Suoi prodotti autoctoni.

Il 13 Ottobre 2015 ha partecipato come compositore, arrangiatore e tromba solista al Salento Guitar Festival all’interno della rassegna “I musicisti del Terzo Millennio”.

Nel 2016 ha insegnato Composizione e Arrangiamento Jazz, Armonia Jazz, Analisi delle forme sia classiche che jazz, Videoscrittura musicale e Tromba Jazz presso il Conservatorio A.Buzzola di Adria, Tromba Jazz presso il Conservatorio L.Campiani di Mantova, Composizione Jazz, Tromba Jazz, Forme,sistemi e linguaggi musicali presso il Conservatorio G.Verdi di Como, Tromba Jazz presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna.

Tuttora dirige la University Big Band di Verona con all’attivo, già nei primi mesi di quest’anno, alcuni importanti concerti come quelli eseguiti presso il Teatro Camploy di Verona, presso la Sala Rossa di Villa S.Fermo a Lonigo (Vi) e presso il Teatro Centrale di S.Bonifacio (Vr).

Nel mese di Giugno 2016 M.Greco ha registrato il suo nuovo album intitolato “Misticanze” con il Massimo Greco Quartet (composizioni ed arrangiamenti originali di M.Greco), album che è uscito il 2 Dicembre 2016 per la prestigiosa etichetta jazz italiana “To be jazz”.

Il 19 Luglio 2016 ha suonato in qualità di prima tromba e tromba solista della Colours Jazz Orchestra con il chitarrista brasiliano Toninho Horta e con il baritonista statunitense Ronnie Cuber all’interno dell’Ancona Jazz Festival.

Sempre a Luglio 2016 ha registrato un album con la Colours Jazz Orchestra insieme ai musicisti statunitensi Scott Robinson e Joe La Barbera, album in uscita per la fine dell’anno.

Nel mese di Settembre 2016 ha registrato, come tromba e flicorno solista, nel nuovo album di Luciano Ligabue, album che si intitola “Made in Italy” in uscita alla fine dell’anno, mentre il 24 e 25 Settembre ha suonato insieme a Luciano Ligabue nei due grandi concerti-evento all’Autodromo di Monza davanti ad un pubblico che ha raggiunto le 80.000 presenze a concerto.

Il 18 Novembre 2016 è uscito l’album “Made in Italy” del cantante Luciano Ligabue per la prestigiosissima etichetta “Warner Music”.

In questo album M.Greco ha suonato in qualità di tromba e flicorno solista.

A Gennaio 2017 è uscito l’album intitolato “ArrangiMenti” di Massimo Morganti, per l’etichetta discografica “Notami Jazz”, album in cui M.Greco ha suonato come prima tromba. In questo album ha suonato insieme agli statunitensi Joe La Barbera, Bill Cunliffe, Martin Wind e Scott Robinson.

In questo Anno Accademico 2016/2017 a M.Greco è stata assegnata la cattedra di Composizione Jazz presso il Conservatorio G.Frescobaldi di Ferrara.

Dal 1 Febbraio 2017 M.Greco è in tournè come tromba e flicorno solista con il cantante Luciano Ligabue nel “Made in Italy tour”, tour proseguito fino al mese di Novembre 2017 con più di 70 concerti in Italia e all’Estero.

Anche in quest’Anno Accademico 2017/2018, M.Greco svolge la docenza di Composizione ed Arrangiamento Jazz, Tromba Jazz e Musica d’insieme Jazz presso vari Conservatori italiani.

 

              Intervista a Massimo Greco

        Ieri sera, prima del concerto di Ligabue, ho avuto l’onore di conoscere ed intervistare il grande Massimo Greco, per 20 anni “la tromba” di Zucchero e da quest’anno trombettista di Ligabue.
Per le domande ho preso spunto dal mastro intervistatore Zosimo. Scusate per la poca inventiva, spero vi piaccia comunque.

Massimo Greco

Ciao Massimo! Iniziamo subito con la domanda di rito: perché la tromba?
Non lo so…quando avevo 10 anni mi regalarono una fisarmonica giocattolo e io ci giocavo dalla mattina alla sera. Mio papà allora mi disse che se mi piaceva mi avrebbe mandato alla banda. Ci sono andato, mi sono iscritto ed ho iniziato con il flicornino in Mib…poi la tromba…poi sono andato al conservatorio, ecc.

Al mondo del jazz, ti sei avvicinato da autodidatta o sei andato da qualche maestro?
Assolutamente da autodidatta.

Cosa c’è ora nel tuo ipod? Non ce l’ho…
Non ascolti musica? Poca, e ti spiego anche il perché. Fortunatamente sono impegnato un sacco in molti progetti e passo molto tempo ad ascoltare e studiare i pezzi che poi devo suonare.

Oltre che di tromba e trombone, sei insegnante di informatica musicale applicata: di cosa si tratta?
Nello specifico, in conservatorio, si tratta di studiare e approfondire il programma Finale come programma musicale per scrivere partiture, ecc.

Hai mai pensato di fare musica classica?
Io in realtà sono diplomato in tromba classica. Per quasi due anni sono stato seconda tromba al Bellini di Catania, in orchestra, però poi ho incontrato il jazz e ho girato l’angolo…

Se non avessi suonato la tromba, quale strumento avresti scelto o se non avessi suonato la tromba che lavoro avresti voluto fare?
Non ne ho la più pallida idea…so fare solo questo!

Visto che il nostro è un forum di trombettisti, oltre alla musica ci interrano anche cose prettamente tecniche tipo la spasmodica ricerca dell’acuto. Tu che ne pensi?
Non me ne frega assolutamente niente! Io arrivo fino al fa parlando per il piano, quindi al nostro Sol sopra il pentagramma in maniera pulita ed intonata e sono apposto così.

Riguardo all’impostazione, ne hai una normale o hai cercato qualcosa di particolare?
Assolutamente niente, normalissima, vengo dal classico quindi un’impostazione molto pulita e semplice.

Massimo Greco

Qual è la tua tipica giornata di studio?
Suono soprattutto le parti che devo suonare in giro.

Altra domanda da trombettisti: tu sei famoso per la tua Martin rossa, hai altre trombe?
Adesso si, prima di oggi ho avuto solo la mia Martin rossa, ora ho anche la Martin blue. Comunque sia sempre e solo Martin, sono abituato all’emissione e per me è molto importante.

E invece come flicorno?
Attualmente ho solo un Leblanc. Ora mi sto muovendo per cercarne uno di scorta e credo che prenderò un Courtois, secondo me uno strumento molto interessante.

Per i bocchini cosa usi?
Yamaha GP ma non ricordo il numero…l’ho provato, mi trovavo benissimo e l’ho tenuto.

Hai mai fatto una ricerca per il suono con i bocchini? Ne hai provati molti?
Ni….ho iniziato con il classico Bach, poi sono passato allo Schilke e poi il Yamaha GP che ho da 20 anni

Se avessi a disposizione una macchina del tempo con chi vorresti suonare?
Andando nel passato vorrei trovarmi al posto di Miles Davis con Charlie Parker!

Oltre che un grande musicista sei un grande compositore e direttore artistico: come si conciliano le tre cose?


Le 3 cose sono perfettamente parallele: come musicista ti fai le ossa con i tuoi progetti, col trio o col quartetto ecc., poi passi a dirigere la big band, direi che è tutto collegato. Man mano che cresci negli anni diventa tutto naturale.

Come vedi la situazione del jazz in Italia?
Direi buona soprattutto perché insegnando in conservatorio incontro tanti giovani che amano il jazz e secondo me ci sono tanti talenti e tante proposte nuove molto interessanti.

Dopo tanti anni con Zucchero ora sei in tournee con Ligabue. Com’è quest’esperienza?
Ottima, mi sento in famiglia.

Grazie Massimo, sei stato gentilissimo. Un saluto agli amici del forum.

          Ragazzotti mi raccomando:  STU-DIA-RE!  Ciao! 

 

       LA “FAVOLA” DI MASSIMO DA RANDAZZO A LIGABUE    18 febbraio 2017

Massimo Greco con la Banda Musicale” Erasmo Marotta” – Randazzo

Dalle falde dell’Etna, a prestigiosi palchi, dalla banda “E. Marotta” all’Arena di Verona, e non solo. E’ la favola di Massimo Greco, Randazzese, trombettista, strumento che ha iniziato a suonare con la banda di Randazzo, e che lo ha portato ad affiancare artisti del calibro di Zucchero, Neffa ed ora Ligabue.
Abbiamo incontrato Massimo, tra le 3 date del tour di Ligabue ad Acireale. “Mi trovo qui per caso – ci dice – ho suonato il  Filicorno in una canzone del suo ultimo album; e poco prima dell’inizio della tournée, Liga , mi ha chiesto di fare parte della sua band.
Una grande soddisfazione, che si unisce alle tante avute in carriera”. Massimo è nato in Francia, ma a sei mesi si trovò a Randazzo: “Sono randazzese, ho vissuto lì per anni, e la mia famiglia risiede ancora a Randazzo, mio padre lavorava nell’edilizia

 

 

Massimo Greco con la Banda Musicale” Erasmo Marotta” – Randazzo

A 11 anni sono entrato nella banda, dove ho suonato fino a 16 anni quando mi trasferii al conservatorio.
Laurea in tromba con 10 e lode.
Poi la gavetta, con tante band in Sicilia, ma l’insoddisfazione di essere pagati poco o niente.
A 26 anni – continua – ho lasciato la Sicilia per andare a Piacenza, quella è stata la svolta della mia carriera musicale”.
A Piacenza e nei dintorni Massimo riesce a vivere di Musica, specie jazz, la sua passione, e inizia anche la carriera di compositore, che continua tutt’ora con molti dischi all’attivo.
“Nel 1994 ho effettuato un provino per Zucchero, che mi volle nella sua band, con la quale ho suonato fino al 2011.
Poi la collaborazione con Neffa, e l’attuale collaborazione con Ligabue, che seguirò per il tour nei palazzetti partito da Acireale, che mi terrà impegnato fino a fine maggio”.
Un musicista che è noto in Italia e nel mondo per la musica jazz, anche se arriva alla notorietà collaborando con artisti pop di grande livello.
“Ricordo ancora le mie prime esperienze con la Banda Musicale di Randazzo “Erasmo Marotta” alla quale mi sento molto legato, tra l’altro mio fratello è l’attuale Presidente, e sono felice di sapere che molti giovani partiti come me dalla banda, attualmente sono in Conservatorio”.
Qualche anno fa, Massimo è tornato a suonare a Randazzo, con degli arrangiamenti particolari per la Banda Musicale suonando insieme.
“Nel mio ultimo disco la copertina è di Sergio Treglia, artista Randazzese”.
 LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 18-02-2017

     DISCOGRAFIA

 

 

 

 

ERASMO MAROTTA

ERASMO MAROTTA (1576 – 1641)

Banda Musicale “Erasmo Marotta” – Randazzo

Nacque a Randazzo (presso Catania) da Francesco e da Salvuzza Svendroli il 24 febbr. 1576 e fu battezzato il giorno seguente nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò (Policastro, p. 113).
Ancora adolescente si trasferì a Roma dove condusse gli studi musicali e ricevette gli ordini sacerdotali.
Secondo Aguilera (p. 393) le doti vocali e musicali gli valsero una fama precoce, grandi onori e un posto di rilievo tra i musicisti della città papale. Ad ambienti romani sono legate le sue prime composizioni musicali conosciute: il Marotta, infatti, contribuì con una coppia di madrigali (Son le risa e Non sono risa) alla raccolta curata da un altro giovane musicista siciliano, Gioan Pietro Flaccomio di Milazzo, Le risa a vicenda (Venezia, G. Vincenzi, 1598).
Due anni dopo il Marotta pubblicò la sua prima raccolta a stampa, l’Aminta musicale… Il primo libro di madrigali a cinque voci, con un dialogo a otto (Venezia, A. Gardano, 1600), dedicandola, da Roma il 1° genn. 1600, al cardinale Girolamo Mattei, celebre collezionista di pitture e appassionato di musica.
Nella dedica di questa raccolta di madrigali, quasi tutti su versi tratti dall’Aminta di T. Tasso, il Marotta, dopo aver ringraziato il cardinale Mattei per averlo «fatto degno del suo servitio […] tutt’il tempo di mia vita», dichiarava di aver «preso ardire di dargli luce sotto ’l nome di V.S. Illustrissima […] per esser nati [questi madrigali] in casa sua».
È probabile, quindi, che il Marotta fosse entrato al servizio di Mattei in giovanissima età e che all’epoca vivesse nel palazzo romano (poi Caetani) del cardinale.
Della raccolta, pervenutaci in un solo esemplare privo di alcuni libri-parte, si conosce un solo madrigale che fu ripubblicato dall’editore P. Phalèse nell’antologia Il Helicone (Anversa 1616).
La notorietà dell’Aminta musicale sembra testimoniata anche da un dipinto d’impronta caravaggesca, attribuito a Bartolomeo Cavarozzi (per le figure) e al maestro della natura morta Acquavella.
Esso raffigura un suonatore di flauto a becco, incoronato di foglie, insieme con un altro personaggio appoggiato a un tamburello con aria mesta.
Sul tavolo, dinanzi a loro, un tralcio di vite con dei grappoli d’uva, un violino di scorcio e un libro di musica di cui sono visibili le pagine contenenti il madrigale Dolor che sì mi crucii (Tasso, Aminta, vv. 1417-1438) tratto appunto dall’Aminta musicale del Marotta. L’identificazione del brano ha permesso di precisare il soggetto del quadro, che raffigurerebbe Aminta insieme con la ninfa Dafne o Tirsi, in questo caso con riferimento ai versi 1319-1320 del testo tassiano, nei quali si ricorda l’abitudine di Aminta di «raddolcir gli amarissimi martiri al dolce suon de la sampogna chiara» (Colin Slim, p. 250).
Restano tuttora ignoti il committente e le circostanze d’esecuzione del dipinto, che è stato datato al 1614-15 (Cottino).
Nel 1603 il M. partecipò col madrigale Cede a vostri zaffiri il vago azzurro onde s’adorna il cielo alla raccolta Infidi lumi  stampata a Palermo quale omaggio a donna Giovanna, figlia di Giovanni d’Austria, in occasione delle sue nozze con Francesco Branciforte Barresi, principe di Pietraperzia e marchese di Militello; ma il volume, cui parteciparono 18 compositori siciliani oltre allo spagnolo Sebastián Raval, è purtroppo andato perduto.
L’8 dicembre 1603 morì il cardinale Mattei e Erasmo Marotta, pur senza il suo protettore, rimase probabilmente a Roma fino a quando, il 10 maggio 1612, fu ammesso al noviziato dei gesuiti di Palermo.
Nel marzo 1613 si trasferì in quello di Messina, contribuendo a introdurre in questa città la pratica della monodia su basso continuo.
Nella Pasqua di quell’anno, infatti, per la prima volta il Passio secundum Iohannem fu cantato in musica a tre voci soliste dal M. e altri cantori (Aguilera, p. 34).
Dopo qualche tempo il Marotta ritornò al collegio gesuitico di Palermo dove si mise in luce per le proprie capacità musicali: le sue esecuzioni divennero presto un richiamo per il popolo e le autorità cittadine, tanto che un nuovo organo fisso fu installato nella chiesa, fino ad allora fornita soltanto di un organo portatile.
Nel 1618 il Marotta  fu incaricato di comporre le musiche, oggi perdute, per la tragedia Pelagius martyr, commissionata al gesuita Fabrizio de Spuches dal viceré Francesco Castro duca di Tauresana, e poi rappresentata nel collegio gesuitico.
È stato inoltre ipotizzato che i madrigali dell’Aminta siano stati eseguiti come intermedi, quando l’omonima favola pastorale di Tasso fu rappresentata allo Spasimo, al tempo del viceré duca d’Ossuna (1611-16).
La corrispondenza tra il padre generale dei gesuiti e i confratelli siciliani rende manifesto che i superiori della Compagnia non vedevano di buon occhio le esecuzioni di musica del Marotta, malgrado valessero più di qualunque predica «ad efficiendos enim pios et salutares animi motus» (Aguilera, p. 393).
In particolare, veniva deplorato ch’egli suonasse e cantasse avvalendosi di musicisti esterni e che nei collegi fossero eseguiti «dialoghi vulgari con balli et moresche» (lettere del 26 marzo 1616: cit. in Calagna, p. IX).
Di nuovo nel 1618 e ancora nel 1619, il padre generale ribadiva la proibizione di far musica con musicisti esterni e si rifiutava di dispensare il Marotta da alcuni esami di teologia.
Nel febbraio 1620 il generale della Compagnia permetteva tuttavia l’esecuzione di musiche del Marotta, a patto che quest’ultimo non vi prendesse parte, considerato che si trattava di opere «spirituali e che caggionano consolatione e divotione» (ibid., p. X).
In conseguenza di questo clima di ostilità, nell’ottobre 1620 il Marotta  fu trasferito a Mineo, presso Catania, come rettore del locale collegio dei gesuiti, restandovi per il consueto triennio, sino al novembre 1623.
Anche la sua permanenza a Mineo lasciò traccia di alcune attività musicali: documenti contabili attestano, infatti, spese per esecuzioni di musiche in occasione delle feste di S. Francesco Saverio e di S. Ignazio, per l’acquisto di carta rigata e di un organetto.
Rientrato a Palermo, il Marotta vi fu accolto calorosamente, ma con ogni probabilità si astenne per qualche tempo dal partecipare in prima persona all’attività musicale.
All’epoca riuscì a guadagnarsi la fiducia di Antonio Aragona Moncada, duca di Montalto, e di sua moglie Juana de la Cerda, divenendo confessore di entrambi.
In tale veste, nel 1628, il Marotta  fu coinvolto nella fondazione a Palermo del nuovo monastero Carmelitano dell’Assunta, di cui la duchessa divenne priora nel 1633, col nome di madre Teresa dello Spirito Santo.
Sempre nel 1628 il Marotta  si recò a Randazzo per fondarvi un collegio ma l’iniziativa andò avanti fra molte difficoltà e nel 1638 il collegio fu chiuso.
Negli ultimi anni di vita il Marotta ritornò a dedicarsi alla musica.
Nel 1635 un suo parente, Agapito Marotta, curò la stampa a Palermo dell’unica opera del Marotta pervenutaci integralmente: la Raccolta dei mottetti. Libro primo, a due, tre, a quattro, cinque con il basso continuo et un salmo a tre et una litania a cinque o a sei, dedicata a una figlia dei duchi di Montalto, carmelitana scalza col nome di suor Antonia Gertrude.
Sempre a Palermo nel 1636 pubblicò una raccolta di Madrigaletti a tre e due voci, oggi perduti, così come un’altra sua opera menzionata in un inventario soltanto come «musica cum quatuor vocibus» (Federhofer).
I documenti contabili del collegio gesuitico di Palermo mostrano il Marotta  sovrintendere di nuovo alla musica della chiesa negli anni 1638-40; e nel 1638 due noti organari palermitani, Antonio e Raffaele La Valle jr., lo interpellavano come perito circa la costruzione dell’organo della chiesa madre di Caltanissetta.

Erasmo Marotta morì a Palermo il 6 ottobre 1641

 

ERASMO MAROTTA (1576 – 1641), UN GESUITA CHE AMÒ LA MUSICA – Eliade Maria Grasso

ERASMO MAROTTA (1576 – 1641), UN GESUITA CHE AMÒ LA MUSICA

Eliade Maria Grasso

Erasmo Marotta nasce a Randazzo nel 1576 da una nobile famiglia originaria di Capua arrivata in Sicilia sotto gli aragonesi.
Già dalla più tenera età mostra un innato talento  musicale e, giunta anche la vocazione sacerdotale, viene mandato a Roma  per completare gli studi e prendere i voti nella Compagnia del Gesù.
Musicista e compositore in un’epoca in cui si va delineando la forma musicale del  mottetto, una composizione polifonica vocale che dal ‘500 ricalca il modello compositivo di tradizione fiamminga.
 Anche Marotta muove i suoi passi di compositore nell’ambiente musicale del tempo i cui  nomi più illustri della scuola italiana sono Orlando di Lasso, Pierluigi da Palestrina, e i veneziani  Andrea e Giovanni Gabrieli.
In seguito, in pieno ‘600,  il mottetto, pur conservando il rigore contrappuntistico assume carattere più libero o, meglio dire, “concertato” in cui, fermo restando la presenza del testo religioso, la sua esecuzione elude l’esclusiva dell’ambito liturgico.
Marotta, dopo aver accuratamente studiato e applicato il contrappunto,  si libera da ogni rigida costrizione formale donando alle sue composizioni una maggiore aderenza tra musica e testo a favore di una maggiore cantabilità.
 A Roma Erasmo Marotta  era in servizio come musico presso il Cardinal Mattei a cui dedicò L’Aminta, la sua prima raccolta di composizioni musicali pubblicata a Venezia nel 1600.
Nel 1612 ritorna in Sicilia per essere ammesso al Noviziato Gesuita di Casa Professa.
Il motto Gesuita non cantat non si confà di certo al nostro Erasmo, la cui attività musicale lo mette in cattiva luce con gli alti gradi dell’Ordine dei Gesuiti,  tanto che nel 1616 il Padre generale di Roma scrive al Padre Provinciale di Messina una missiva con la quale lo esorta  a proibire a Padre Marotta di esibirsi durante le feste con musicisti esterni all’Ordine religioso: <<… mi dica chi l’ha permesso per farne la debita dimostrazione et Voscenza Reverendissima da qui avanti non permetta simil cosa>>.
La battaglia musicale di Padre Marotta non si ferma qui, egli riesce a far acquistare alla Casa Professa un organo stabile, che sostituiva un fatiscente strumentino a tastiera portatile usato, e anche di rado,  durante le celebrazioni più solenni.
Successivamente, nel 1620, viene trasferito a Mineo per ricoprire la carica di Rettore dove, oltre agli adempimenti imposti dall’Ordine,  continua ad acquistare strumenti e a  finanziare numerose attività musicali organizzando concerti e messe cantate.
Detto così sembrerebbe che avesse le “mani bucate”  invece era anche un ottimo amministratore e il collegio di Mineo, sotto la sua guida, conobbe un periodo assai florido.
Il Padre Generale, sconfitto ormai nel tentativo di stroncare le iniziative musicali di Padre Marotta scrive nel febbraio del 1620 un’altra lettera al Provinciale di Messina in cui proibiva a Erasmo di esibirsi personalmente ma non proibiva la sua musica: <<… Mi è stato rappresentato che l’opere del P. Marotta sono tutte spirituali e che cagionano consolatione e divotione e però mi è parso bene che si cantino e sonino […] purchè il Padre non canti e non suoni...>>.
La battaglia musicale di Erasmo è vinta!
Erasmo Marotta finisce i suoi giorni terreni a Palermo nel 1641. Siamo certi che in un angolo del Paradiso stia cantando ancora.                                                                                                           

Bibliografia:

Marotta E. Mottetti concertati a 2,3,4,5 voci -1635 a cura di P.E.Carapezza – Collezione Musiche rinascimentali siciliane, Leo S.Olchki, 1993, Firenze

 

Erasmo Marotta

 

Nacque a Randazzo da Francesco e da Salvuzza Svendroli il 24 febbr. 1576 e fu battezzato il giorno seguente nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò (Policastro, p. 113).

Associazione Erasmo Marotta – Randazzo.

Ancora adolescente si trasferì a Roma dove condusse gli studi musicali e ricevette gli ordini sacerdotali. Secondo Aguilera (p. 393) le doti vocali e musicali gli valsero una fama precoce, grandi onori e un posto di rilievo tra i musicisti della città papale. Ad ambienti romani sono legate le sue prime composizioni musicali conosciute: il M., infatti, contribuì con una coppia di madrigali (Son le risa e Non sono risa) alla raccolta curata da un altro giovane musicista siciliano, Gioan Pietro Flaccomio di Milazzo, Le risa a vicenda (Venezia, G. Vincenzi, 1598). Due anni dopo il M. pubblicò la sua prima raccolta a stampa, l’Aminta musicale… Il primo libro di madrigali a cinque voci, con un dialogo a otto (Venezia, A. Gardano, 1600), dedicandola, da Roma il 1° genn. 1600, al cardinale Girolamo Mattei, celebre collezionista di pitture e appassionato di musica. Nella dedica di questa raccolta di madrigali, quasi tutti su versi tratti dall’Aminta di T. Tasso, il M., dopo aver ringraziato il cardinale Mattei per averlo «fatto degno del suo servitio […] tutt’il tempo di mia vita», dichiarava di aver «preso ardire di dargli luce sotto ’l nome di V.S. Illustrissima […] per esser nati [questi madrigali] in casa sua». È probabile, quindi, che il M. fosse entrato al servizio di Mattei in giovanissima età e che all’epoca vivesse nel palazzo romano (poi Caetani) del cardinale. Della raccolta, pervenutaci in un solo esemplare privo di alcuni libri-parte, si conosce un solo madrigale che fu ripubblicato dall’editore P. Phalèse nell’antologia Il Helicone (Anversa 1616).

La notorietà dell’Aminta musicale sembra testimoniata anche da un dipinto d’impronta caravaggesca, attribuito a Bartolomeo Cavarozzi (per le figure) e al maestro della natura morta Acquavella. Esso raffigura un suonatore di flauto a becco, incoronato di foglie, insieme con un altro personaggio appoggiato a un tamburello con aria mesta. Sul tavolo, dinanzi a loro, un tralcio di vite con dei grappoli d’uva, un violino di scorcio e un libro di musica di cui sono visibili le pagine contenenti il madrigale Dolor che sì mi crucii (Tasso,Aminta, vv. 1417-1438) tratto appunto dall’Aminta musicale del Marotta. L’identificazione del brano ha permesso di precisare il soggetto del quadro, che raffigurerebbe Aminta insieme con la ninfa Dafne o Tirsi, in questo caso con riferimento ai versi 1319-1320 del testo tassiano, nei quali si ricorda l’abitudine di Aminta di «raddolcir gli amarissimi martiri al dolce suon de la sampogna chiara» (Colin Slim, p. 250). Restano tuttora ignoti il committente e le circostanze d’esecuzione del dipinto, che è stato datato al 1614-15 (Cottino).

Nel 1603 il M. partecipò col madrigale Cede a vostri zaffiri il vago azzurro onde s’adorna il cielo alla raccolta Infidi lumi stampata a Palermo quale omaggio a donna Giovanna, figlia di Giovanni d’Austria, in occasione delle sue nozze con Francesco Branciforte Barresi, principe di Pietraperzia e marchese di Militello; ma il volume, cui parteciparono 18 compositori siciliani oltre allo spagnolo Sebastián Raval, è purtroppo andato perduto. L’8 dic. 1603 morì il cardinale Mattei e il M., pur senza il suo protettore, rimase probabilmente a Roma fino a quando, il 10 maggio 1612, fu ammesso al noviziato dei gesuiti di Palermo. Nel marzo 1613 si trasferì in quello di Messina, contribuendo a introdurre in questa città la pratica della monodia su basso continuo. Nella Pasqua di quell’anno, infatti, per la prima volta il Passio secundum Iohannem fu cantato in musica a tre voci soliste dal M. e altri cantori (Aguilera, p. 34).

Dopo qualche tempo il M. ritornò al collegio gesuitico di Palermo dove si mise in luce per le proprie capacità musicali: le sue esecuzioni divennero presto un richiamo per il popolo e le autorità cittadine, tanto che un nuovo organo fisso fu installato nella chiesa, fino ad allora fornita soltanto di un organo portatile. Nel 1618 il M. fu incaricato di comporre le musiche, oggi perdute, per la tragedia Pelagius martyr, commissionata al gesuita Fabrizio de Spuches dal viceré Francesco Castro duca di Tauresana, e poi rappresentata nel collegio gesuitico. È stato inoltre ipotizzato che i madrigali dell’Aminta siano stati eseguiti come intermedi, quando l’omonima favola pastorale di Tasso fu rappresentata allo Spasimo, al tempo del viceré duca d’Ossuna (1611-16). La corrispondenza tra il padre generale dei gesuiti e i confratelli siciliani rende manifesto che i superiori della Compagnia non vedevano di buon occhio le esecuzioni di musica del M., malgrado valessero più di qualunque predica «ad efficiendos enim pios et salutares animi motus» (Aguilera, p. 393). In particolare, veniva deplorato ch’egli suonasse e cantasse avvalendosi di musicisti esterni e che nei collegi fossero eseguiti «dialoghi vulgari con balli et moresche» (lettere del 26 marzo 1616: cit. in Calagna, p. IX). Di nuovo nel 1618 e ancora nel 1619, il padre generale ribadiva la proibizione di far musica con musicisti esterni e si rifiutava di dispensare il M. da alcuni esami di teologia. Nel febbraio 1620 il generale della Compagnia permetteva tuttavia l’esecuzione di musiche del M., a patto che quest’ultimo non vi prendesse parte, considerato che si trattava di opere «spirituali e che caggionano consolatione e divotione» (ibid., p. X).

In conseguenza di questo clima di ostilità, nell’ottobre 1620 il M. fu trasferito a Mineo, presso Catania, come rettore del locale collegio dei gesuiti, restandovi per il consueto triennio, sino al novembre 1623.

Anche la sua permanenza a Mineo lasciò traccia di alcune attività musicali: documenti contabili attestano, infatti, spese per esecuzioni di musiche in occasione delle feste di S. Francesco Saverio e di S. Ignazio, per l’acquisto di carta rigata e di un organetto. Rientrato a Palermo, il M. vi fu accolto calorosamente, ma con ogni probabilità si astenne per qualche tempo dal partecipare in prima persona all’attività musicale. All’epoca riuscì a guadagnarsi la fiducia di Antonio Aragona Moncada, duca di Montalto, e di sua moglie Juana de la Cerda, divenendo confessore di entrambi. In tale veste, nel 1628, il M. fu coinvolto nella fondazione a Palermo del nuovo monastero carmelitano dell’Assunta, di cui la duchessa divenne priora nel 1633, col nome di madre Teresa dello Spirito Santo. Sempre nel 1628 il M. si recò a Randazzo per fondarvi un collegio ma l’iniziativa andò avanti fra molte difficoltà e nel 1638 il collegio fu chiuso.

Negli ultimi anni di vita il M. ritornò a dedicarsi alla musica. Nel 1635 un suo parente, Agapito Marotta, curò la stampa a Palermo dell’unica opera del M. pervenutaci integralmente: la Raccolta dei mottetti. Libro primo, a due, tre, a quattro, cinque con il basso continuo et un salmo a tre et una litania a cinque o a sei, dedicata a una figlia dei duchi di Montalto, carmelitana scalza col nome di suor Antonia Gertrude. Sempre a Palermo nel 1636 pubblicò una raccolta di Madrigaletti a tre e due voci, oggi perduti, così come un’altra sua opera menzionata in un inventario soltanto come «musica cum quatuor vocibus» (Federhofer). I documenti contabili del collegio gesuitico di Palermo mostrano il M. sovrintendere di nuovo alla musica della chiesa negli anni 1638-40; e nel 1638 due noti organari palermitani, Antonio e Raffaele La Valle jr., lo interpellavano come perito circa la costruzione dell’organo della chiesa madre di Caltanissetta.

Il M. morì a Palermo il 6 ott. 1641.

Oltre alle opere citate si conserva manoscritta la parte del tenore di alcuni brani appartenenti alla raccolta Miserere e Motteti per li venerdì di Quaresima (Palermo, Arch. della Casa professa dei gesuiti: Calagna) e il mottetto in dialogoAve quae est ista. Salutatio angelica a due con ripieni attribuito al M. (Mdina, Museo della cattedrale, Mss., Mus.155a-b).

Anna Tedesco

La lapide nel cortile del Municipio 

 

Un grande musicista gesuita siciliano: Erasmo Marotta (prima parte)

 

Nasce a Randazzo (Catania) il 24 febbraio 1576 (alcune fonti riportano il 1578), da Francesco e Salvuzza Svendroli ed è battezzato il giorno seguente nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò. Ancora giovanissimo, per le sue spiccate qualità musicali, viene inviato a Roma dove, infatti, compone le sue prime opere musicali. G.P. Flaccomio lo include tra i nove compositori che a gara mettono in musica il doppio madrigale Le risa a vicenda, raccolta dedicata nel 1598 al card. F.M. Del Monte, e la composizione del giovanissimo Marotta è tra le migliori. 

Antonino Lo Nardo – Il lamento di Aminta

A Roma è al servizio del card. G. Mattei, quando il 1° gennaio 1600 gli dedica l’Aminta Musicale: il primo libro di madrigali a cinque voci, con un dialogo ad otto tutti su versi della favola pastorale di T. Tasso.
È già sacerdote nella curia romana, quando nel 1610 chiede di entrare nella Compagnia di Gesù, e viene ammesso nel noviziato dei gesuiti di Palermo il 10 maggio 1612. Nel 1613 è trasferito in quello di Messina, dove introduce l’uso di cantare la Passione a voci sole su basso continuo, ed egli stesso fa la parte del Cristo.
Torna spesso a Palermo, ma i superiori della Compagnia non vedono di buon occhio le sue esecuzioni musicali che si avvalgono anche di musicisti esterni. Dopo una lunga corrispondenza tra il Generale e i suoi confratelli siciliani, viene permessa l’esecuzione di musiche di Marotta a condizione che questi non vi prendesse parte.
E per tre anni (1620-1622), forse a causa di questa atmosfera ostile, viene inviato a Mineo come rettore di quel Collegio. Torna a Palermo nel 1623, da dove si allontana per missioni diplomatiche a Roma e Napoli (1627-1628); Randazzo fonda un Collegio. Muore a Palermo il 6 ottobre 1641. A suo ricordo, vi sono a Randazzo una lapide commemorativa nel chiostro del palazzo comunale, il titolo della Scuola musicale ed del corpo bandistico; a Catania vi è un viale a lui intitolato. 
Marotta fu un raffinato musicista caduto a poco a poco nell’oblio. L’Aminta musicale raggiunse una certa notorietà come ci testimonia il quadro Il lamento di Aminta dipinto nella ii metà del sec. xvii probabilmente da B. Cavarozzi (Collezione privata).
Non si conosce per (conto di) chi il dipinto sia stato prodotto ma, considerando la sua impronta caravaggesca, non è da escludere che possa essere stato qualche personaggio dell’
entourage del card. Del Monte. L’identificazione, nel contenuto del dipinto, del madrigale Dolor, che sì mi crucii, uno di quelli composti da Marotta e basato sull’opera di Tasso ha permesso di comprendere il contenuto del dipinto; si tratta di due giovani: l’uno, un pastore (Aminta?) che triste suona il flauto, e l’altro, possibilmente, la ninfa Dafne o Tirsi, che si appoggia pensierosa su un tamburino.

 

Erasmo Marotta – Sancta Maria sopra un aria siciliana (mottetto a due voci) – Elaborazione musicale: Giulio Nido

 

Erasmo Marotta – Si vis perfectus (mottetto a tre voci) Elaborazione musicale : Giulio Nido

 

Erasmo Marotta – Sancta Maria (mottetto a quattro voci) Elaborazione musicale  di Giulio Nido 

 

Rubrica a cura di Giulio Nido 

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