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LUCIO RUBBINO

Nato a Catania il 22 settembre 1975, sposato con Giusi padre di Flora Lisa e di Alice.
Sono impiegato al Consorzio di Bonifica e mi occupo di appalti pubblici ed espropriazioni per pubblica utilità.
Diplomato al Liceo Classico Don F. Cavina di Randazzo, in seguito mi sono laureato nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania.
Sono Agente di sviluppo ed esperto in orientamento, ho costituito e collaborato con la Società O.R.O. (orientamento e ricerca dell’occupazione).
Nel periodo universitario ho conosciuto il mondo dell’associazionismo, ho fatto parte di varie associazioni e nel 2006 ho fondato, con alcuni amici, l’associazione universitaria UniSicily che opera all’interno dell’Università.
Da questo mio interesse si è fatta pressante la voglia di impegnarmi anche per il mio paese.
Ho fatto parte del Coordinamento Forza Italia di Randazzo, sono stato delegato provinciale del partito e gestito, in collaborazione con il Coordinamento di Randazzo, il sito forzaitaliarandazzo.it, passato al Popolo della Libertà ho continuato a collaborare con il Coordinamento di Randazzo.
Candidato ed eletto alle elezioni amministrative del 2008 nelle fila del PDL sono stato il più votato della coalizione.
Eletto Presidente del Consiglio con un’ampia maggioranza (13 voti), ho ricoperto anche la carica di Presidente della II Commissione Consiliare Permanente Bilancio e Finanze – Programmazione Economica – Patrimonio per le attività economiche e finanziarie.
Alle elezioni amministrative del 2013 sono stato nuovamente eletto Consigliere Comunale nelle fila del PDL . All’atto della proclamazione ho ricevuto dai miei colleghi consiglieri una importante responsabilità, e sono stato nominato Capogruppo del PDL.

Tra i provvedimenti negli anni della mia consiliatura sono da ricordare:
– il no nel 2009 al passaggio dell’ATO Idrico del servizio di gestione dell’acqua pubblica e degli impianti comunali (votato all’unanimità dal consiglio comunale);
– nel 2010 la risoluzione del problema della carenza di classi dell’istituto Enrico Medi;
– nel 2012 la bocciatura della delibera che istituiva la creazione delle SSR (Società di Regolamentazione dei Rifiuti) e la proposta di riportare il servizio e la gestione in carico ai comuni;
– l’apertura della caserma dei Vigili del fuoco nel 2010;
– l’organizzazione in stretta collaborazione con la ProLoco della manifestazione RandazzoArte (2008-2012);
– nel 2011 il riconoscimento, in occasione dei 150 anni dall’unità d’Italia, quale gruppi di interesse comunale della Corale Polifonica di Santa Maria e della Banda Erasmo Marotta;
– la protesta contro la scarsa velocità delle connessioni Internet (2008-2009)

SANTINO CAMARATA

Santino Camarata

         Camarata Santo (chiamato da tutti Santino) nasce a Randazzo il 16 novembre 1936 da Antonino e Ruffino Maria Catena è il secondo di tre fratelli. Giovanni il più grande e Giuseppe.  Parruchiere (artigiano di qualità) lavora da giovane prima a Messina poi a Milano.
Negli anni sessanta si stabilisce definitivamente a Randazzo.
La sua Grande passione è senza dubbio la Politica, quella con la P maiuscola.

Nelle elezioni del 22 novembre 1964  viene eletto Consigliere Comunale nella lista del PCI come Indipendente di Sinistra.
Viene eletto Sindaco il 22 gennaio 1969 a causa di forti contrasti all’interno della DC e nonostante non avesse la maggioranza in Consiglio con grande coraggio assume la guida della Città e cerca in tutti i modi di evitare la nomina di un Commissario, cosa

Santino Camarata e Angelo Varsallona

che avverrà di lì a poco con le dimissioni di 18 Consiglieri della DC e con la nomina  del Commissario dr. Vincenzo Viviano il 21 giugno 1969.
Viene eletto Consigliere Comunale nella lista del PRI nelle elezioni del 7 giugno 1970 e con la elezione a Sindaco (5 ottobre 1971) di Francesco Rubbino entra in giunta con la delega di Vice Sindaco ed è riconfermato nella carica anche nella seconda sindacatura del Rubbino (31 luglio 1972).
Con la ricomposizione del gruppo DC e con la elezione a Sindaco di Giuseppe Gulino,  passa all’opposizione e con Lui il PRI. 

Alle elezioni del 1975 non si presenta e non si presenterà più ritenendo chiusa la sua esperienza politico-istituzionale.
Oltre alla sua attività professionale che ha sempre amata, si dedica anche alla agricoltura. Le sue osservazioni politiche sono sempre acute ed ascoltate.
Una banale caduta mentre si trovava a Brescia lo costringe al ricovero ospedaliero, e rientrando in Sicilia viene operato all’ospedale Cannizzaro di Catania.
La caduta gli è fatale. Dopo altre traversie ospedaliere muore serenamente il 1 luglio del 2020.

 

Via Degli Archi, la colonnina donata da Santino Camarata – Randazzo

In fondo si vede la casa paterna di Santino Camarata con la colonnina donata al Comune. Foto di Salvo Manitta.

 

La colonnina di marmo bianco che si trova nel primo Arco (provenienti da piazza Municipio) della via Degli Uffizzi o via Degli Archi è stata regalata da Santino. 
Questa colonnina adornava prima la casa paterna (vedi foto) accanto il castello Svevo attualmente sede del museo Vagliasindi, dopo il negozio di  parrucchiere nel corso Umberto. Il professore Enzo Maganuco, tutte le volte che lo andava a trovare, restava incantato dalla bellezza di questa colonnina.
Il Santino allora gli fece promettere che se si interessava presso la Soprintendenza delle Belle Arti di Catania a far finanziare la ristrutturazione della Via degli Archi l’avrebbe donata al Comune.  E così fu.

 

                Via Degli Archi com’era negli anni trenta del novecento.

Via Degli Archi ristrutturata negli anni ottanta del novecento. Foto 2018

 

 Foto di Santino Camarata che rispecchiano un pò la sua vita.

     
     
     

 

                                    La vetrina della prima parruccheria in corso Umberto. Si nota la colonnina di marmo.

Francesco Rubbino

EMANUELE DILETTOSO

Emanuele Dilettoso nasce ha Randazzo il 7 aprile 1916.

Viene eletto Consigliere Comunale :  
 – 22 novembre 1964
 – 07 giugno 1970 
 – 15 giugno 1975
Viene eletto Sindaco il 30 novembre 1979  carica che detiene fino al 30 giugno 1980. 

GIUSEPPE BONAVENTURA

Giuseppe Bonaventura nasce a Randazzo il 5 ottobre 1919 .
Si presenta per la prima volta alle elezioni comunali del 1960 nella lista della Democrazia Cristiana e  viene eletto Consigliere Comunale.  
  Il 14 dicembre 1960 viene eletto Sindaco. Ovviamente non era facile conciliare la sua attività di sindacalista a Catania con la carica di Sindaco. Il 26 agosto del 1961 si dimette da Sindaco e da Consigliere Comunale per candidarsi al Consiglio Provinciale di Catania  dove eletto viene nominato assessore allo Sviluppo Economico.
Muore Il 17 dicembre del 1964  a Torino dove si era recato nel tentativo estremo di poter guarire da un male incurabile.
La sua salma sarà composta nella Sala Consiliare . 

Settant’anni di Cisl, anche a Catania ricordato l’anniversario

La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori fu fondata da Giulio Pastore, a Roma, il 30 aprile 1950

Oggi, anche la Cisl di Catania ha ricordato i primi 70 anni della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, nel momento storico più drammatico della storia recente, con la pandemia in corso, e in una città già provata dalle vicissitudini legate alla crisi finanziaria comunale.
La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori fu fondata da Giulio Pastore, a Roma, il 30 aprile 1950. L’Assemblea generale che portò alla costituzione del nuovo sindacato si tenne al Teatro Adriano di Roma e vi parteciparono i delegati della LCgil, della Fil e della Ufail. 

«Celebriamo un anniversario in un momento difficile – sottolinea Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese – dove gli effetti della grave emergenza sanitaria stanno avendo pesanti ricadute sul piano economico e sociale. Lo avvertiamo particolarmente a Catania, e nella sua area metropolitana, dove la vita di tanti lavoratori e di tante famiglie è stata già segnata dalla lunga stagione di crisi attraversata dal 2008 e dal dissesto del Comune capoluogo».

Secondo il numero uno della Cisl etnea «anche oggi, come 70 anni fa, la Cisl, è chiamata a svolgere un ruolo importante nel movimento sindacale e indicare la strada della rinascita civile e delle necessarie riforme economiche e sociali: nel 1950 con Pastore, nella ricostruzione del Dopoguerra; oggi, guidata da Annamaria Furlan, nella ricostruzione dopo l’emergenza sanitaria». 

«Per fare ciò – conclude Attanasio – dobbiamo ripartire dagli stessi valori morali e culturali del cattolicesimo sociale che rappresentano una parte importante delle nostre radici ideali e culturali. Si devono mettere al primo posto i diritti della persona, la dignità e la sicurezza del lavoro, l’inclusione sociale, la lotta alla povertà, per tornare a guardare al futuro con coraggio e fiducia».

A Catania, la Cisl ebbe tra i fondatori Vito Scalia, Peppino Bonaventura e Giuseppe D’Amico. Scalia guidò il sindacato etneo dal 1950 al 1961; fu segretario generale nazionale aggiunto negli anni Settanta. Nel 1962, gli succedette Bonaventura, protagonista a Randazzo delle lotte dei braccianti, al quale è dedicata la sede della Cisl catanese di via Vincenzo Giuffrida 160.

 

 

 
 
INTITOLATA A PEPPINO BONAVENTURA LA SEDE DELLA CISL

INTITOLATA A PEPPINO BONAVENTURA LA SEDE DELLA CISL

Cerimonia con Annamaria Furlan e il sindaco Enzo Bianco

Catania, 18 dicembre 2017 – È stato intitolato a Giuseppe “Peppino” Bonaventura (1919-1964), sindacalista Cisl di Randazzo, il palazzo sede della Cisl di Catania, al 160 di via Vincenzo Giuffrida.
La cerimonia di inaugurazione si è tenuta alla presenza di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl nazionale che ha svelato la targa posta all’ingresso dello stabile, e di Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea.
Vi hanno partecipato anche Enzo Bianco, sindaco di Catania e della Città metropolitana, dirigenti della Cisl regionali e delle altre province siciliane, una rappresentanza catanese di Cgil, Uil e Ugl.
La figura di Bonaventura è stata ricordata dalla figlia Alfina: il padre iniziò la sua attività sindacale nel 1943, durante la guerra, nel territorio di Randazzo, allora chiamata la “Cassino di Sicilia”, per i bombardamenti subiti; già all’età 24 anni rappresentava i disagi e l’oppressione dei contadini del luogo patiti per mano del nobilato prima e dei proprietari terrieri dopo. Peppino Bonaventura divenne segretario provinciale della FISBA, la federazione cislina dei braccianti agricoli, per la quale girava campi e latifondi in sella alla sua Moto Guzzi, con i giornali e le deleghe sotto braccio.
Fu delegato al primo congresso della Cisl, tenuto a Napoli l’11 novembre del 1951. A Catania, fu tra i fondatori della Cisl, assieme a Vito Scalia e a Giuseppe D’Amico; dell’Unione sindacale catanese fu componente di segreteria e poi segretario generale dal 1961 al 1964. Bonaventura morì prematuramente all’età di 45 anni.
«Questa è la casa dei lavoratori, dei dirigenti, degli iscritti e degli operatori della Cisl di Catania – ha affermato Attanasio – ed è grazie al loro impegno e ai loro sacrifici, e al sostegno dei vertici regionali e nazionali che finalmente abbiamo potuto realizzare il sogno di una sede tutta nostra.
Da qui continueremo a puntare a nuovi obiettivi e a rappresentare e dare voce ai lavoratori, ai pensionati e ai più deboli».
«Ogni sede sindacale – ha sottolineato Annamaria Furlan – è un baluardo di democrazia e partecipazione in tutto il Paese, contro le avversità di ogni giorno.
La sede della Cisl di Catania è un atto di generosità e un investimento per il futuro delle donne e degli uomini, dei lavoratori e degli iscritti della nostra organizzazione».

Nella foto, da sin. Maurizio Attanasio, Annamaria Furlan, Enzo Bianco. nel riquadro, in b/n Peppino Bonaventura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARLAVECCHIO MARIO

Parlavecchio Mariano nasce a Randazzo il 3 febbraio 1933

Viene eletto Consigliere Comunale :

 – 7 giugno 1970
 – 15 giugno 1975
 – 30 giugno 1980

Viene eletto Sindaco il 18 luglio 1980.

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