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Antonio Agostini

Antonio Agostini nato a Siracusa nel 1976.
Si laurea in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Catania, nell’ambito della cattedra di Storia dell’arte medievale diretta dalla prof.ssa Claudia Guastella, con tesi sulle arti minori.
Presso lo stesso Ateneo consegue il Diploma di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario in Storia dell’arte e da anni collabora alla campagna di catalogazione dei beni culturali mobili della Diocesi di Acireale, città nella quale vive.

Ad Acireale è il presidente dell’Associazione ” Cento Campanili ” che si occupa di valorizzare le nostre opere artistiche per un turismo culturale.

Nel 2014 presso Bonanno Editore ha pubblicato il saggio: 

 

Sei secoli di oreficerie. Artisti e committente internazionali e isolane nell’etnea Randazzo

 

in due volumi di 824 pagine e 324 figure avente per soggetto: : Architettura e Arte Religiosa,Design,Oreficeria (Argento, Gemme, Gioielli, Oro),Pittura.
Un commento al primo volume:
Il
libro presenta uno studio sistematico sulle oreficerie custodite nelle chiese dell’antica città demaniale di Randazzo (Catania).
Partendo da un profilo storico del centro etneo, protagonista nei secoli XIV e XV delle vicende della storia siciliana, viene affrontato cronologicamente il percorso che portò alla realizzazione di oggetti cultuali in materiale prezioso nelle tre maggiori chiese, antiche rivali nella ostentazione del “potere”.
Un commento al secondo volume:
                L’opera presenta un’indagine sistematica sulla suppellettile appartenenti agli edifici religiosi della città di Randazzo, in provincia di Catania, con particolare riguardo alle tre maggiori chiese cittadine.
Partendo dal profilo storico del centro etneo, protagonista nei secoli XIV e XV delle vicende siciliane grazie al ruolo di sede estiva della corte regia, vengono descritte le tappe salienti che portarono alla realizzazione delle oreficerie.
Lo studio individua caratteri internazionali per le suppellettili medievali, svelando provenienze francesi, toscane, veneziane e nord italiane.
Nel periodo che va dal XVI al XIX secolo, la concentrazione di materiale che giunge dai due maggiori centri di produzione siciliana quali Messina e Palermo, unitamente alla presenza degli argentieri di Acireale e Catania, permette di acquisire un valido campionario di marchiature.
La seconda parte è dedicata all’illustrazione e alla descrizione dei singoli oggetti, con lo specifico compito di rilevare la particolare cifra stilistica voluta dalla committenza delle diverse collezioni che, nel loro insieme, costituisce una delle più cospicue raccolte di oreficeria sacra all’interno del panorama isolano.

 

Antonio Agostini

 

 

 

 a cura di Francesco Rubbino

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