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Giacomo Rosa (1472/1548) – Francescano

Angela Militi

Angela Militi ricostruendo la storia de : La Chiesa e il Convento di San Francesco dei Frati Minori Conventuali a Randazzo, si imbatte in un francescano randazzese  Padre Giacomo Rosa molto famoso ai suoi tempi per la sua eloquenza e sepolto addirittura nel chiostro del Noviziato della basilica di Sant’Antonio a Padova.
Qui di seguito la storia.

Per coloro che volessero approfondire la storia del nostro Convento basta cliccare sul titolo per accedere al sito ” Randazzo Segreta” di Angela Militi che ringraziamo di cuore per averci raccontato questa storia.

 

 

Angela Militi – Emblematica Sacra e Alchimia

Il patrimonio culturale della nostra Città si arricchisce di un altro pregevole libro di Angela Militi.


 

Il vecchio coro ligneo della chiesa di Santa Maria in Randazzo: connubio tra Religione e Alchimia

Pubblicato il 21 marzo 2019 da angela-militi     Qui di seguito alcune pagine significative.

Tra le tante opere d’arte che la chiesa di Santa Maria gelosamente conserva, senza dubbio un posto di assoluto rilievo lo occupa il vecchio coro ligneo.

     Figura 1: Parte del vecchio coro ligneo adattato alla nuova sede

L’opera risale alla fase di rinnovamento e abbellimento degli interni della chiesa, avviati nella seconda metà del XVIII secolo, per adeguare la struttura alle esigenze stilistiche e decorative del momento.
Nel mese dicembre del 1767, il procuratore locale dell’Opera de Quatris, Michele Blandini, volendo dotare la chiesa di un nuovo coro, indiceva un bando, con il quale si invitavano gli eventuali offerenti a presentare le proprie offerte. Ad aggiudicarsi i lavori fu il maestro Tommaso Spitaleri di Troina – già noto in città per aver realizzato nel 1763 il coro ligneo della chiesa di San Nicola – per la somma di onze 99,28 (la somma comprendeva anche la realizzazione delle tre porte della facciata) e il 16 gennaio 1768 sottoscrisse il contratto insieme ai maestri Giuseppe Puglisi e Serafino Abbate di Novara di Sicilia.

     Figura 2: Particolare del coro ligneo della chiesa di San Nicola, 1763

Nell’atto di commissione del lavoro si stabiliva che il coro doveva essere realizzato secondo il progetto presentato dallo Spitaleri, maestro principale dell’opera, ossia composto di due ordini, con 22 stalli nell’ordine superiore.
Spitaleri portò a termine l’opera nel mese di dicembre dello stesso anno, con ben sei mesi di anticipo sulla data stabilita.
Tuttavia dopo circa un anno e mezzo sorse un’accesa e lunga controversia tra il maestro Spitaleri e committenti, giacché questi ultimi avanzarono critiche sulla composizione dell’opera lignea che si concluse a sfavore del magister, tant’è che dovette impegnarsi a rifare il coro sacrificando quattro stalli.
L’utilizzo del coro ligneo da parte dei canonici ebbe, però, breve durata: a distanza di mezzo secolo circa dalla sua installazione, in occasione del completo ammodernamento della chiesa (1790-1820), esso fu smontato e trasferito in sedi provvisorie e, infine nel 1823 fu ricomposto nella forma attuale e collocato del corpo della sacrestia, giungendo così fino ai nostri giorni.
Il preciso e dettagliato programma iconografico dei pannelli del postergale, definito dai Canonici, al quale il magister si dovette necessariamente attenere, non lasciava nulla al caso.
La decorazione dei diciotto pannelli è caratterizzata da figure allegoriche, sole o accompagnate da cartigli con citazioni bibliche, incorniciate da volute fogliacee e fiori.

     Figura 3: Un Pannello del postergale

Tale struttura compositiva è tipica dell’emblematica, genere letterario di cui fu antesignano il giureconsulto milanese Andrea Alciati (o Alciato), che nel 1531 formulò la prima serie di emblemi costituiti da un titolo o motto (inscriptio), un’immagine a carattere simbolico-allegorico (pictura) e un epigramma o breve testo in prosa (subscriptio).

     Figura 4Emblematum Liber, Emblema “In astrologos

Trattasi di un piccolo corpus di emblematica sacra, che conobbe il suo massimo sviluppo nel Seicento, in quanto i Canonici ripresero gli emblemi principalmente dal volume del gesuita Henricus Engelgrave, Lucis Evangelicae, e dal volume del frate certosino Nicolás de la Iglesia, Flores de Miraflores.

                                         

Per approfondire: Angela Militi,  EMBLEMATICA SACRA E ALCHIMIA.  Gli “emblemi” del vecchio coro ligneo della chiesa di Santa Maria in Randazzo, Venezia, 2019

Il Libro di 393 pagine con 170 figure oltre che nelle librerie lo puoi trovare anche in edicola.

Vito La Mantia – Consuetudini di Randazzo

http://www.randazzo.blog/2019/05/18/vito-la-mantia-2/Parte Prima


Parte Seconda

a cura di Angela Militi

ANGELA MILITI

Angela Militi – Nata a Randazzo (CT) nel 1976, attualmente vive a Venezia.
Ricercatrice indipendente, attenta in particolar modo alla storia e alle tradizioni della sua città natale, dedica molte ore della sua giornata alla ricerca e allo studio di fonti e documenti. Spirito curioso, ama l’Arte in tutte le sue forme ed espressioni.

Campanile di San Martino

Fin da piccola manifesta una grande passione per l’astronomia e per la conoscenza in generale, tanto che crescendo la sua sete di sapere la porta a interessarsi anche di antiche civiltà, mitologia, archeologia misteriosa, simbolismo, storia antica e medievale, con particolare riferimento alla storia dell’Ordine Templare e a quella di Randazzo. Dal 1995 al 1997 è membro del Consiglio di Gestione della Biblioteca di Randazzo.
Dal 1995 al 1999 è membro dell’Associazione “Gruppo di Volontariato per i Beni Culturali di Randazzo”, partecipando attivamente alle numerose iniziative culturali rivolte al rilancio dei beni culturali di Randazzo. Nel 1997 si trasferisce a Venezia dove l’incontro con alcuni studiosi di astrologia ed esoterismo, la porterà ad approfondire queste discipline esoteriche.

Nel maggio del 2000 diventa membro del Gruppo A

Angela Militi

strologico “Sirio” di Venezia – delegazione del Veneto del CIDA (Centro Italiano di Discipline Astrologiche) –, e inizia a frequentare la scuola d’astrologia “Regulus” di Arturo Zorzan, studioso di grande rilievo dell’astrologia italiana, per dieci anni. Dal 2000 al 2014 è socia del CIDA. Nel settembre 2006, su invito del Gruppo astrologico “Sirio”, tiene la sua prima conferenza dedicata ai cicli di Giove e Saturno, presso l’Hotel Sirio di Venezia. Nell’ottobre del 2006 inizia a interessarsi di epigrafia, brachigrafia medievale e archeoastronomia.

Nel giugno del 2007 partecipa alla Tavola Rotonda organizzata dal Gruppo “Sirio” dal titolo: “Marte”, con il contributo “L’opposizione perielica di Marte”. Nell’ottobre 2007 presenta al Gruppo “Sirio” la prima parte di uno studio archeoastronomico sui monumenti sacri della città di Randazzo, dal titolo: “Civitas Randatii”.

Via santa Catarinella

Angela Militi – Filippo Bertolo

Nel novembre 2008 presenta per lo stesso gruppo, la seconda e ultima parte della ricerca dal titolo: “Allineamenti astronomici, geometria sacra e simbolismo nella città di Randazzo, che, nel novembre 2008, esporrà anche al Gruppo Astrologico “Tergestre” di Trieste – delegazione del Friuli Venezia Giulia del CIDA, su invito della dottoressa Lidia Callegari, presidente del gruppo astrologico. Nel novembre 2009 è relatrice alla conferenza per il Gruppo “Sirio” con tema:“Astronomia per astrologi”, che, nel marzo 2010, esporrà, anche all’Associazione del Centro di Studi Astrologici ed Evolutivi “Lo Zodiaco Padova”, su invito della stessa associazione. Dal dicembre 2009 cura un blog personale “Randazzo Segreta” (http://randazzosegreta.myblog.it/), dove pubblica i suoi studi. Nel febbraio 2010 pubblica sul sito web Due passi nel mistero, l’articolo: Randazzo Segreta. Astronomia, Geometria Sacra e misteri tra le sue pietre”, su invito di Marisa Uberti, webmaster del sito. Alcuni giorni dopo la pubblicazione dell’articolo, viene contattata dal professor Adriano Gaspani, Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio astronomico di Brera- , con il quale inizia, insieme al dottor Filippo Berolo, una collaborazione per un progetto di studio archeoastronomico delle chiese altomedievali di Randazzo. Nell’ aprile del 2010 è relatrice alla conferenza per il Gruppo Astrologico “Tergestre”– con tema: “I cicli di Giove e Saturno”.
Nel dicembre 2010 autopubblica il breve saggio: “L’epigrafe della Basilica Minore di Santa Maria in Randazzo. Esegesi di una data”, nel quale, ha per prima interpretato correttamente, l’epigrafe della Basilica Minore di Santa Maria riportante la data di costruzione della chiesa. Nell’agosto 2011 su invito del Comitato di Via dei Lanza di Randazzo partecipa ad una conferenza/chiaccherata, presso Via dei Lanza. Dal 2012 è membro della S.I.A. (Società Italiana di Archeoastronomia).

Monastero di San Giorgio

Il 5 e 6 ottobre 2012 partecipa, in collaborazione con il dottor Filippo Bertolo e il professor Adriano Gaspani, al XII Convegno Società Italiana di Archeoastronomia, con un contributo dal titolo: “Analisi archeoastronomica delle chiese di Randazzo (CT)”. Il 13 ottobre 2012 pubblica per la casa editrice Tipheret il volume:“Randazzo Segreta. Astronomia, Geometria Sacra e misteri tra le sue pietre”, con la presentazione del professor Adriano Gaspani e del fr. Alberto Zampolli, 47° Gran Maestro dell’Ordine Templare O.S.M.T.J (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem) [recensito da Terra Incognita Magazine].

In occasione della presentazione del volume, viene insignita, dal fr. Alberto Zampolli, del titolo di Cavaliere onorario.

Il 14 e 16 novembre 2013 partecipa, in collaborazione con il dottor Filippo Bertolo e il professor Adriano Gaspani, al XIII Convegno Società Italiana di Archeoastronomia “La misura del tempo”, con un contributo dal titolo: “Analisi archeoastronomica delle chiese di San Martino e San Vito a Randazzo (CT)”. Nel novembre 2014 è relatrice alla conferenza per il Gruppo “Sirio” e per il Gruppo Astrologico “Tergestre” con tema: “Archeoastronomia: megaliti e luoghi sacri”. Ideatrice e organizzatrice insieme a Beppe Petrullo del “Tour del Mistero” edizione 2016 e 2017 e del gioco di ruolo dal vivo “Delitto al Convento” edizione 2017.

Attualmente sta completando lo studio archeoastronomico delle chiese altomedievali di Randazzo di prossima pubblicazione.

 

PUBBLICAZIONI E ARTICOLI

Randazzo Segreta. Tra la Francia e la Sicilia. Intervista ad Angela Militi ricercatrice in Archeoastronomia

Intervista realizzata da Beppe Petrullo

di Beppe Petrullo

Il documento è tratto da: Randazzo Segreta di Angela Militi

Randazzo Segreta. Tra la Francia e la Sicilia

Beppe Petrullo

I Templari avevano acquisito metodi e studi per usare strumenti molto particolari, come l’astrolabio, ed altri strumenti di misurazione, per arrivare a studiare le scienze astronomiche e chimiche. Intorno fra il 1200 ed il 1250 accade un fatto straordinario. In tutta la Francia si edificarono , in un lasso di relativamente breve, chiese particolari, con uno stile che fino ad allora era sconosciuto.
Cosa ha spinto e Come hanno fatto i Templari a progettare e realizzare queste cattedrali con le loro migliaia di tonnellate di peso? Perche oggi appaiono ai nostri occhi leggerissime e tali da sfidare la legge di gravita? Da antichi documenti a Chartres e nell’intera Francia, si vede che assolutamente nulla e lasciato al caso a partire dalla loro disposizione sulla carta geografica.
Le cattedrali Francesi sono dedicate a Notre Dame, cioe alla Vergine.
Se osserviamo con estrema attenzione come sono disposte le cattedrali in Francia potremmo osservare che , le cattedrali disposte sul terreno, cioe quelle piu importanti e grandi, formano esattamente la forma della costellazione della Vergine.Angela Militi, ricercatrice storica che coltiva lo studio dell’archeoastronomia, combinazione di studi astronomici e archeologici.
Nata nella città di Randazzo, ha approfondito lo studio sulla propria città che gli ha dato i natali, svelando ed anticipando particolari storici ancora non svelati e citati da nessuno.
Particolari chiaramente singolari ed interessati che la portano ha scoprire e rilevare cose ancora mai dette sulla Città Medievale di Randazzo e che trovano incredibile similitudine con le cattedrali francesi.
Lo studio e una ricerca minuziosa e precisa, nella simbologia, numerologia ed archeoastronomia delle chiese di Randazzo.
Per la ricerca storica, Angela Militi, si è avvalsa della consulenza di nomi illustri quali: la Professoressa Flavia De Rubeis dell’Universita Ca Foscari, docente di Paleografia latina ed Epigrafia medievale; il Professor. Gaspani . astronomo dell’I.N.A.F di Milano; per i contenuti archeoastronomici, Rav Avraham Dayan, Vice rabbino della Comunità Ebraica di Venezia che ha controllato i valori gematrici del lavoro. Nella splendida cornice di Via dei Lanza a Randazzo, in occasione della sua conferenza, mi ha pregiato di alcune sue riflessioni ed anticipazioni su ciò che potremmo leggere nel suo prossimo lavoro dal titolo “Randazzo Segreta“.

 

Domanda. Beppe Petrullo
Com’e nato questo studio su Randazzo?

Risposta. Angela Militi

Questo Studio e nato, per caso, da una proposta del presidente e della segretaria del gruppo astrologico Sirio di Venezia, li appassionai accennandogli la mia ardente convinzione dell’imprescindibile legame che Randazzo fin dalle sue origini aveva con il numero tre ed i suoi multipli. Scherzando dissi: la citta perfetta!

Domanda

Se consideriamo che nel Medioevo, solo i Monaci o i Religiosi in generale, a parte poche eccezioni, erano in grado di leggere e scrivere. Diventava chiaro, se non indispensabile, che dovevano trasmettere a chi non sapeva leggere le informazioni religiose, attraverso simboli, siano essi stati numeri o immagini. Sappiamo che ognuno di questi aveva un significato preciso e raccoglieva interi concetti filosofici e religiosi. Sappiamo che i numeri erano parte della Simbologia cristiana in quanto, attraverso questi, si era in grado di trasmettere i concetti fondamentali della nostra Religione. Il 3 è un numero fondamentale nella simbologia cristiana, tanto che è a lui che viene dato il massimo valore ,il 3 rappresenta la Trinità. Ci puoi spiegare questo legame della citta di Randazzo con il numero 3?

Risposta

Angela Militi

Randazzo trae le sue origini dall’antica Triocala.
Diodoro nella sua biblioteca storica ci riferisce che fu denominata cosi per le sue tre cose belle, ovvero l’abbondanza e dolcezza delle sue sorgenti, la fertilità delle sue terre e la posizione eccezionalmente forte.
Randazzo era sita in mezzo a tre corsi d’acqua: Fiume Grande (Alcantara) dalla parte settentrionale, Fiume Piccolo . scomparso a seguito della colata lavica del 23 marzo 1536 dalla parte meridionale e il Torrente Annunziata dalla parte occidentale.
Un tempo ben difesa da mura di cinta, sulle quali si aprivano nove porte, multiplo del numero tre, che in seguito diventarono dodici.
Le due vie principali, Via Soprana, l’attuale via Umberto e Via Sottana, oggi via Duca degli Abruzzi, dividono la Citta in tre parti. Le mura erano alte trenta palmi siciliani.
La città fu divisa in tre quartieri cresciuti attorno alle rispettive chiese da cui presero il nome: Santa Maria, San Nicola e San Martino.
Alcuni autorevoli storici sostengono che Federico II di Svevia attribuì a ciascuna città demaniale un appellativo: Randazzo ebbe il titolo di Ennea, termine che deriva dal greco εννεα che significa nove. Randazzo era provvista di quattro fontane: la fontana Grande o del Roccaro, ripartita in due grandi canali; la fonte del Gallo; la fontana dell’Erba Spina o di Santa Maria e la fontana detta di Sana Malati, nome che gli fu attribuito dal popolo per via della dolcezza delle sue acque, divise in cinque rivoli; di conseguenza l’acqua sgorgava da nove condotte
A detta del rev. Giuseppe Plumari su essa soffiano solo tre venti: Aquilone, Euro ed Zefiro. Sul piazzale della chiesa di San Nicola campeggia la statua del Piracmone o come l’ama chiamare il popolo: Randazzo Vecchio, la quale si accompagna a tre simboli solari: l’aquila, simbolo di rinascita, che sul vecchio Piracmone si trovava molto probabilmente sulla spalla, i serpenti, simbolo di conoscenza e saggezza ed il leone, simbolo di forza.
Oggi il suo territorio e compreso fra tre parchi: Parco Regionale dell’Etna, Parco Naturale dei Nebrodi e Parco Fluviale dell’Alcantara.

Domanda

Il centro storico di Randazzo è rappresentato da tante viuzze medioevali, ed opere alto medievali di grande rilievo artistico dove ogni visitatore che ha voglia di conoscere ha l’opportunità straordinaria di passeggiare tra le grandezze dell’ingegno umano. Randazzo, nutre la fame di conoscenza che ogni viaggiatore si porta dentro ma mostra un lato segreto che non e possibile rintracciare tra i normali documenti storici. Una “Randazzo Segreta” tra tradizione popolare, astronomia, e simboli. A questo proposito penso alle 99 Chiese presenti a Randazzo.

Risposta

Esatto, numero che ancora una volta ci conduce all’inseparabile legame con il cielo e al numero tre. Fu proprio mentre stavo cercando di evidenziare su una planimetria della città i punti corrispondenti alle chiese di Randazzo elencate nel manoscritto Storia di Randazzo del rev. Giuseppe Plumari, che notai che molte di esse erano dedicate alla Vergine Maria, al chè mi vennero in mente le cattedrali dell’Ile de France che, come evidenzia Luois Charpentier nel suo libro I misteri della Cattedrale di Chartres, disegnano al suolo la costellazione della Vergine.
La costellazione della Vergine e la seconda costellazione del cielo per dimensioni ed e immaginata come una donna alata che tiene nella mano sinistra una spiga di grano. Per uno strano motivo decisi di provare ad unire tra di loro i punti corrispondenti alle chiese dedicate alla Vergine Maria di Randazzo, e il risultato finale fu suggestivo.
Infatti notai che:

  • Porrima, Gamma Virginis, corrisponde alla Basilica minore di Santa Maria;
  • Theta Virginis coincide con la chiesa di Santa Maria della Volta;
  • Spica, Alfa Virginis, e in simmetria con la chiesa di Santa Maria dell’Agonia;
  • Zeta Virginis combacia con la chiesa di Santa Maria degli Ammalati;
  • Delta Virginis con la chiesa di Santa Maria di Loreto, oggi non piu esistente;
  • Kappa Virginis corrisponde alla chiesa di Santa Maria della Misericordia;
  • Tau Virginis con la chiesa Santa Maria di Gesu;
  • la stella 38 Virginis e coincidente con la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo;
  • la stella TYC 4953 1222-1 (nomenclatura di Tycho) collima con la chiesa di Santa Maria dell’Elemosina;
  • 49 Virginis e in simmetria con la chiesa di Santa Maria delle Grazie, abbattuta per costruirvi il convento di San Domenico;
  • la stella 61 Virginis e in simmetria con la chiesa di Santa Maria dell’Itria;

Domanda

Ulteriore prova della profonda devozione dei Randazzesi verso la Vergine Maria? Oppure ci troviamo davanti ad un progetto per la citta di Randazzo minuziosamente concepito dall’Ordine dei Cavalieri templari braccio armato dei Cistercensi e sempre presenti nei luoghi di culto mariani?

Risposta

Campanile Chiesa san Nicola – Randazzo

Manifestazione di Templari a Randazzo

Manifestazione di Templari a Randazzo

Una delle teorie più intriganti che riguarda questo Ordine e quello che furono loro o fornire ai costruttori delle cattedrali le tecniche costruttive basate sulle Leggi divine dei numeri, dei pesi e delle misure, riportate alla luce dagli stessi durante gli scavi sotto un’ala del palazzo di re Baldovino II, dove un tempo sorgeva il Tempio di Salomone.
Vi faccio notare che aggiungendo alle chiese precedentemente indicate anche quelle dedicate a santi cari ai Templari notiamo che la stella Zaniah Eta Virginis corrisponde alla chiesa del monastero di San Giorgio, inizialmente dedicato a Santa Maria Maddalena; la stella Beta Virginis e correlativa alla chiesa del Signore Pieta; la stella Epsilon Virginis corrisponde alla chiesa di San Giovanni Evangelista; la stella 16 Virginis coincide con la chiesa di San Michele Arcangelo, oggi Santuario della Madonna del Carmelo; 82 Virginis e in simmetria con la chiesa di San Martino; la stella 76 Virginis e relativa alla chiesa di Santo Stefano e la stella 95 Virginis e correlativa la chiesa di Santa Caterina (Catarinella), la similitudine tra la costellazione della Vergine e la disposizione delle chiese di Randazzo appare evidente.

Domanda

Si tratta di un progetto unitario o e solo frutto del caso?, Chi commissionò le chiese, chi progettò le chiese nella nostra Randazzo?

Risposta

Queste chiese furono edificate in un periodo, il Medioevo, in cui nell’edificazione delle chiese nulla era lasciato al caso ma essa comprendeva nella loro forma architettonica, un insieme di regole astronomiche, matematiche e geometriche, patrimonio delle corporazioni di costruttori, allo scopo di collegare il cielo con la terra.
Corporazioni in grado di realizzare opere prestigiose, in un’ epoca in cui le tecniche costruttive si limitavano all’uso del filo a piombo, della squadra, del compasso e della corda a dodici nodi.
Per poter comprendere gli edifici sacri medievali bisogna analizzare: le caratteristiche geometriche e matematiche degli stessi nonchè la loro orientazione rispetto alle direzioni astronomiche fondamentali, al cielo visibile all’epoca della loro fondazione o edificazione, in quanto la chiesa romana aveva stabilito delle regole fisse che dovevano essere seguite dal Maestro d’opera (l’architetto), ma questo non sempre avveniva in quanto ciascuna corporazione possedeva il proprio bagaglio di conoscenze e la propria simbologia astronomica che li contraddistingueva, conoscenze che erano tramandate da padre in figlio, da maestro ad apprendista.
Matematica, geometria, astronomia, perfezione delle forme sono in ogni linea di Randazzo.

Domanda

Matematica, geometria, astronomia, perfezione delle forme sono in ogni linea di Randazzo. Dove possiamo trovare quanto ci hai appena detto?

Risposta

Chiesa di Santa Maria – Randazzo

In tutte le chiese alto medievali della città.
Se permetti oggi vorrei parlare della chiesa di Santa Maria.
La chiesa oggi si presenta un tutt’uno con il suo campanile, ma inizialmente esso si distaccava dal prospetto della chiesa di 14 palmi siciliani.
Nel Medioevo, al contrario di oggi, i numeri avevano una rilevanza sacra, e erano utilizzati dai costruttori.
Considerando la chiesa nel suo nucleo principale essa risulta costruita su un modulo geometrico ad quadratum, in pratica si sviluppa seguendo un reticolo geometrico a modularità quadrata.
E inscritta in un rettangolo lungo 6 quadrati e largo 3 quadrati, in totale 18 quadrati (1+8=9). Da rilevare che la dimensione del rettangolo espressa in antichi palmi siciliani misura utilizzata in Sicilia fino al 1840: lunghezza 171 palmi siciliani (1+7+1= 9), larghezza 81 palmi siciliani (8+1=9); per di piu il lato dei quadrati risulta essere 27 palmi siciliani (2+7=9) mentre le diagonali misurano ciascuna 189 palmi siciliani (1+8+9=18 ovvero 1+8=9).
Il nove e tre volte sacro; nella cabala questo numero esprime la sintesi perfetta del Cosmo; esso esprime e rappresenta il rapporto tra Dio e l’uomo.
Numero che fu importante anche per i Templari infatti: nove furono i primi cavalieri che fondarono l’Ordine; la Regola Templare, redatta da San Bernardo, era composta da settantadue articoli (7+2=9) e l’articolo II prevedeva che all’ora del Vespro i Cavalieri dovevano recitare nove Pater; l’ordine templare era diviso in nove province.

Domanda

Qual e il legame tra l’astronomia e la chiesa oltre a quello dei numeri e delle caratteristiche costruttive.

Risposta

In tutti i tempi l’astronomia e stata una parte essenziale dell’architettura.
Come detto precedentemente la costruzione di una chiesa doveva soggiogare a regole ben precise di orientazione del suo asse longitudinale.
Anche l’asse di orientazione di una chiesa, nella direzione che parte dalla porta d’ingresso e continua verso abside, ha il suo particolare valore di azimut.
L’ asse della chiesa di Santa Maria e diretto verso un punto dell’orizzonte naturale locale spostato di 80gradi rispetto al Meridiano locale o Nord geografico.
Questa direzione dell’asse della chiesa nel XIII secolo, epoca in cui fu edificata la chiesa, corrispondeva al punto di levata del Sole all’orizzonte naturale locale in due date durante l’anno, e cioè quella del 3 aprile e quella del 28 agosto (calendario giuliano).
La data in agosto non e rilevante, mentre .quella del 3 aprile potrebbe essere collegata con la direzione lungo la quale si poteva osservare sorgere il Sole nella domenica di Pasqua sull’orizzonte naturale in questi anni.
Considerando che i lavori per la costruzione del tetto della cripta iniziarono nel 1214, è possibile che il rito di fondazione della chiesa potrebbe essere avvenuto la domenica di Pasqua del 3 aprile del 1211, quindi quest’anno la chiesa festeggia il suo ottava centenario.
I costruttori delle cattedrali, no ma non solo, come vedremo, al fine di legare le stesse al luogo in cui sorgevano, inserirono nella struttura architettonica il valore angolare della latitudine del luogo, nella chiesa di Santa Maria la diagonale della stessa apre un angolo con la linea equinoziale pari a 38 gradi latitudine della città, ma i costruttori inserivano anche l’angolo riguardante le culminazioni solari.
Alla latitudine di Randazzo il Sole, al solstizio d’estate, culmina ad un’altezza pari a 75 gradi, agli equinozi culmina ad un’altezza pari a 52 gradi ed infine al solstizio d’inverno culmina ad un’altezza pari a 28 gradi.
Vediamo dove i costruttori hanno inserito questi valori.
La diagonale della chiesa apre un angolo con l’asse longitudinale della stessa di 28 gradi, pari alla culminazione del Sole al solstizio d’inverno.
L’abside e alta 75 palmi siciliani pari alla culminazione del Sole al solstizio d’estate, mentre le due absidiole sono alte 52 palmi siciliani pari alla culminazione del Sole agli equinozi.
Se dalla cima del vecchio campanile tracciamo una linea immaginaria sino alla soglia della porta d’ingresso (sempre prima dell’ampliamento), tale linea aprirà un angolo di 75 gradi, pari alla culminazione del Sole al solstizio estivo.
Mentre se dalla cima dello stesso tracciamo un’altra linea immaginaria sino all’estremità dell’abside, otteniamo un angolo di 28 gradi, pari alla culminazione del Sole al solstizio invernale.
Questo dimostra che il campanile fu progettato e costruito contemporaneamente alla chiesa.

Domanda

Conoscenze costruttive che possono quindi essere anche riportate ai Templari? A Randazzo sono presenti segni visibili che possono testimoniare la presenza dei Templari nel nostro paese?

Risposta

Alcuni segni visibili riconducibili ai Templari ancora oggi si possono ammirare tra le decorazioni poste sopra i timpani delle trifore della cella campanaria del campanile di San Martino, dove sul lato settentrionale e stata scolpita una Stella di Davide o Sigillo di Salomone, essa cominciò a comparire in molte chiese cristiane soltanto in epoca medievale e i primi ad utilizzarla furono proprio i templari, nel nostro caso la stella e ruotata di 90, formando una M, un chiaro riferimento alla Vergine Maria, verso la quale i cavalieri Templari nutrirono una profonda devozione.
Un altro simbolo che i templari portarono dalla Terra Santa in Europa e utilizzarono nei loro edifici fu anche il Fiore della Vita, che ritroviamo scolpito accanto alla stella di Davide ma anche sul lato meridionale ed occidentale.
Notai che essi non furono scolpiti a caso infatti,  i Fiori posti sui lati meridionali e settentrionali furono scolpiti in modo tale che i petali indicassero le direzioni cardinali Sud e Nord, mentre quello collocato sul lato occidentale fu scolpito in maniera tale che i petali indicassero la direzione cardinale Ovest.
Altri segni si trovavano sulla facciata della chiesa di Santo Stefano, di essa rimangono un disegno della sua facciata, fatto eseguire dal rev. Giuseppe Plumari; esaminandolo con attenzione, richiama lo sguardo il bassorilievo dell’Agnus Dei scolpito nella lunetta del portale ogivale, un elemento tipico dell’iconografia templare, presente in molte chiese attribuite ad essi ed utilizzato come uno dei sigilli nei loro documenti; e il viso femminile posto subito sopra il portale che, a mio avviso, raffigura il volto della Vergine Maria.

Domanda.

Certamente ritorneremo a parlare nuovamente ampliando l’argomento ma prima di salutarci una tua riflessione sulla città che ti ha dato i natali e dovuta.

Risposta

Questa città e i suoi monumenti nonostante siano passati molti secoli dalla sua edificazione  e molto si e scritto, è ancora in grado di stupirci poichè essa parla a chi la sa ascoltare.

F.to Beppe Petrullo

 

CONSUETUDINI DI RANDAZZO di Angela Militi

” Era il 26 ottobre del 1466, quando il viceré Lupum Ximenez d’Urrea approvava, per la prima volta, le Consuetudini di Randazzo, un sistema di norme civili – composte da 58 articoli – che regolavano la vita comunitaria della città.
Le stesse furono redatte durante «un Consiglo generale in locu» e sottoposte allo stesso viceré per la conferma, il 6 giugno dello stesso anno, dal reverendo Jaymum de Citellis, arcipresbitero della terra di Randazzo e dal nobile Michaelem la Provina «sindicos et ambaxiatores universitatis terre Randacii» (La Mantia V., Consuetudini di Randazzo, Palermo, 1903, p. 1).

Le Consuetudini di Randazzo, come in tutte le altre città siciliane, rimasero in vigore fino al 1819, anno in cui fu promulgato il Codice per lo Regno delle due Sicilie.
In particolare l’articolo 3 della legge del 21 maggio, emanata da Ferdinando I di Borbone (1751-1825), disponeva che: «Dal giorno indicato nel precedente articolo [1 settembre dell’anno] le leggi romane [cioè il diritto comune], le costituzioni, i capitoli del regno, le prammatiche, le sicule sanzioni, i reali dispaci, le lettere circolari, le consuetudini generali e locali, e tutte le altre disposizioni legislative cesseranno ne’ nostri dominj al di là del Faro di aver forza di legge nelle materie che formano oggetto delle disposizioni contenute nel mentovato codice per lo regno delle Due Sicilie» (Codice per lo Regno delle Due Sicilie, Napoli, 1848, Parte Prima , p. 288).

La prima, e unica, edizione del testo delle Consuetudini di Randazzo, fu curata da Vito La Mantia, giurista e storico italiano e stampata a Palermo presso lo Stabilimento Tipografico di A. Giannitrapani, nel 1903.
Questo documento, prezioso testimone della memoria storica – stranamente mai menzionato dal reverendo Plumari –, fu rinvenuto, dal giurista, nel corso delle sue ricerche, in un volume della Regia Cancelleria, conservato presso l’Archivio di Stato di Palermo.

Oggi, questa edizione, è quasi introvabile e poche sono le biblioteche* che ne possiedono una copia e poiché essa, fornisce un prezioso contributo alla conoscenza della storia della nostra città, in quanto ci fa conoscere meglio i nostri avi e le leggi da loro enunciate per regolare il quieto vivere della comunità, ho deciso di condividere questo libro con tutti voi.

*Biblioteca regionale universitaria di Catania
Biblioteca nazionale centrale di Firenze
Biblioteca del Dipartimento di diritto privato e storia del diritto dell’Università degli studi di Milano
Biblioteca della Società napoletana di storia patria di Napoli
Biblioteca centrale della Regione siciliana Alberto Bombace di Palermo
Biblioteca Etnografica Giuseppe Pitré di Palermo
Biblioteca statale del Monumento nazionale di Grottaferrata – RM –
Biblioteca di Studi meridionali Giustino Fortunato di Roma
Biblioteca Centrale Giuridica di Roma

Biblioteca Universitaria di Sassari”

Libro “Consuetudini di Randazzo” di Vito La Mantia

segue
 

Approfondimenti

  Chartres. La cattedrale e la città vecchia (Attinenza: 13%): La cattedrale di Notre Dame di Chartres, l’emblema del gotico 
  Abbazia delle Tre Fontane (Roma) (Attinenza: 13%): L’Abbazia dei Santi Vincenzo ed Anastasio alle Tre Fontane, un autentico gioiello dell’architettura medievale cistercense 
  Blera, la città altomedievale – Scavi in località Petrolone (Attinenza: 13%): Gli scavi in loc. Petrolone Viterbo sono stati intrapresi nel 1998 dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (Dipartimento di Scienze Storiche Archeologiche e Antropologiche dell’Antichità, Cattedra di Archeologia Medievale 
  Federico II e i Templari (Attinenza: 13%): Il rapporto basato sull’analisi storica tra Federico II e i Templari

 

 

2008

  • Militi A., L’opposizione perielica di Marte, in “Linguaggio Astrale. Pubblicazione Trimestrale del Centro Italiano di Discipline Astrologiche”, Anno XXXVIII, N. 152, 2008, pp. 14-25 (Articolo su rivista).

 

2010

  • Militi A., Randazzo Segreta. Astronomia, Geometria Sacra e misteri tra le sue pietre, in “Due passi nel mistero”, febbraio 2010 (Articolo su sito web)
  • “Una Randazzo segreta? Il racconto del passaggio dei cavalieri templari”, intervista a cura di Ornella Lodin pubblicata sul sito web “Tifeo Web”,l’8 novembre 2010 e sul sio web “Maletto Web Community dell’Etna”il 16 novembre 2010.
  • Militi A., L’epigrafe della Basilica Minore di Santa Maria in Randazzo. Esegesi di una data, Venezia, 2010 (ISBN 978-88-905390-0-8)

2011

  • Militi A., I Cavalieri Templari e il codice stellare della Vergine a Randazzo,in “spHera”, Anno II, n. 1, Gennaio 2011, pp. 44-47 (ISSN 2038-257X) (Articolo su rivista)
  • Randazzo Segreta. Tra la Francia e la Sicilia, intervista a cura Beppe Petrullo pubblicata sul sito web “Il Portale Medievale”, settembre 2011.

2012

  • Militi A., Randazzo Segreta. Astronomia, Geometria Sacra e misteri tra le sue pietre, Acireale –Roma, Tipheret, 2012 (ISBN 978-88-6496-080-7)

2013

2014

  • Militi A., I Misteri di Randazzo, in “Miti e Misteri”, 10 gennaio 2014 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Basilica minore di Santa Maria in Randazzo: le due epigrafi commemorative, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 2 febbraio 2014 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Anima Templi in Sicilia, in “Siciliafan”, 22 febbraio 2014 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Sant’Agata: storia di una chiesa scomparsa, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 15 agosto 2014 (Articolo su sito web)
  • “Una Randazzo segreta? Il racconto del passaggio dei cavalieri templari”, intervista a cura di Ornella Lodin pubblicata su “Nuove Pagine”, settembre 2014

2015

  • Militi A., Rocca Pizzicata (Roccella Valdemone, Me): un probabile sito protostorico di osservazione astronomica, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 16 gennaio 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Analisi archeoastronomica delle chiese di San Martino e San Vito a Randazzo, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 8 febbraio 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Il campanile della chiesa di San Martino a Randazzo, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 14 febbraio 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Un Giovanni molto femminile in un’opera del Gagini, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 23 febbraio 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Una “Ile de France” italiana, in “Luoghi Misteriosi”, 27 febbraio 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Una nuova proposta interpretativa sui resti architettonici di via Orto, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 1 marzo 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., L’iscrizione del palazzo Clarentano a Randazzo: nuova lettura e interpretazione, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 13 marzo 2015 (Articolo su sito web)
  • Militi A., Un singolare bassorilievo, in “Randazzo segreta” e “Academia”, 16 marzo 2015 (Articolo su sito web)

2016

Rannazzu Vecchiu

 

Randazzo Vecchio: liber mutus alchemico

Angela Militi

Pubblicato il 22 ottobre 2017 da angela-militi

Nell’ammirare i monumenti di una città, spesso, ci limitiamo alla loro estetica e/o alla loro storia superficiale trasmessaci dalle guide o dai libri.
Tuttavia, se ci si soffermassimo ad osservarli con un occhio più attento, scopriremo che tali monumenti possono nascondere intriganti segreti, come nel caso dell’enigmatico “Randazzo Vecchio”, che si erge imponente sul suo alto basamento in pietra lavica, dominando la piazza antistante la chiesa di San Nicola in Randazzo, il quale all’apparenza sembrerebbe una normale statua, ma, in realtà, questa scultura, emblema e memoria della storia della città, nasconde, come vedremo, un messaggio segreto, lasciato ben in vista, ma passato del tutto inosservato agli occhi profani.

Figura 1: Randazzo, Piazza San Nicolò

Il monumento, è sempre stato circondato da un alone di mistero legato all’identificazione del personaggio effigiato, molto dibattuta e non risolta, di cui ci siamo occupati in un nostro precedente lavoro (A proposito di Randazzo Vecchio (Rannazzu Vecchio), 2013), dell’avvenimento storico che ha determinato la sua erezione, nonché al suo significato, incomprensibile se non si entra in possesso della chiave adatta, ovvero della regola per decifrarlo o svelarlo.
Innanzitutto occorre ricordare che l’attuale statua è, in realtà, una copia, realizzata negli anni ’30 del 700, commissionata dall’abate Pietro Rotelli (†1765 agosto)[1], a sostituzione della statua originaria, in arenaria, risalente al XII secolo, i cui resti – un leone, un’aquila e un berretto frigio –, attualmente, si trovano murati sulla parete settentrionale della chiesa di San Nicola.

Figura 2: Resti della vecchia statua in arenaria

Collocata dov’è oggi, nel 1746, essa, però, presenta alcune varianti iconografiche rispetto all’originale, tali da conferire alla statua un significato diverso rispetto a quello dato originariamente alla statua primitiva, poiché il leone, l’aquila e il berretto frigio (che i latini chiamavano pileus) sono emblemi legati al potere e alla regalità.

       Figura 3: Il leone                                       Figura 4: L’aquila                             Figura 5: Il berretto frigio

Per poter comprendere il significato della “nuova” statua occorre, prima di tutto, considerare il periodo storico in cui essa fu realizzata.
Il XVIII secolo, che la storia letteraria e filosofica definisce «secolo dei lumi», fu un secolo in cui l’astrologia, l’esoterismo e l’alchimia (Ars Regia) suscitavano ancora grande fascino e interesse negli artisti e nei committenti (sopratutto nobili ed ecclesiastici) del tempo.
E proprio l’alchimia sembra essere una delle possibili chiavi di lettura, poiché rinveniamo una simbolica che riconduce alla Magnum Opus, che non possiamo ignorare.
L’alchimia è una scienza esoterica antichissima e universale, in cui la metallurgia, la chimica, la fisica, l’astrologia, la medicina e il misticismo si sono fuse per formare una scuola di pensiero. Uno dei più ardui obiettivi degli Alchimisti era conquistare l’onniscienza, ovvero raggiungere il massimo della conoscenza in tutti i campi della scienza, rappresentato dalla Pietra Filosofale o Quintessenza, il principio capace di rivelare i segreti dell’esistenza e della materia. Essa era disciplina solo per pochi Eletti, pertanto gli alchimisti (“Filosofi”) cercavano di nascondersi e utilizzavano varie allegorie e simboli per criptare il messaggio ermetico.

Figura 6: Blasone dell’Arte Regia

Ma veniamo al significato nascosto della statua.

Figura 7Randazzo Vecchio

Essa, raffigura un uomo maturo nudo. Nella simbologia alchemica esso rappresenta la “materia prima”, la materia grezza da trasformare.
La figura virile è accompagnata da 4 animali: un leone, due serpenti e un’aquila che rappresentano i 4 elementi: fuoco (leone), aria (aquila), terra e acqua (i due serpenti), i principi fondamentali della vita e in alchimia indispensabili per creare la Pietra Filosofale.
Ai piedi dell’uomo si trova un leone. In alchimia il leone verde simboleggia l’inizio dell’Opera. Esso è inteso come solvente e acido che tutto corrode con un Fuoco Segreto, ovvero un potente elemento in grado di produrre la trasmutazione.

Figura 8:Particolare del leone che sta ai suoi piedi

Intorno alle gambe si attorcigliano due serpenti che simboleggiano lo zolfo, principio dell’infiammabilità, e il mercurio, principio metallico della instabilità, che mescolati alla “materia prima” e scaldati nell’Athanor[2] si trasformano gradualmente, passando attraverso tre fasi – Nigredo, Albedo e Rubedo – in Pietra Filosofale. Un serpente si avvolge intorno alla gamba destra sino a quasi all’altezza dell’ombelico, sede dell’essenza vitale, in alchimia simbolo del fuoco; l’altro, una vipera[3], si avvolge intorno alla gamba sinistra e striscia sino al cuore, sede della Coscienza spirituale.

Figura 9: Particolare dei due serpenti

Un’aquila, con gli artigli posati sulle spalle, poggia il suo rostro sulla testa dell’uomo, sede della Coscienza psichica. In alchimia l’aquila allude alla materia dopo la sublimazione e il raggiungimento della Pietra Filosofale.

Figura 10:Particolare dell’aquila

La statua, quindi, nasconde il percorso iniziatico dell’Adepto, comprensibile soltanto ad un piccola élite di iniziati.
A tale proposito sorge spontanea una domanda: gli “Iniziati” appartenevano alla sfera ecclesiastica, come l’abate Rotelli, considerato che Randazzo Vecchio puntava l’indice[4]verso la chiesa?

Figura 11Randazzo Vecchio in una foto, degli inizi del Novecento, di  Federico  De Roberto

Va ricordato che nel corso della storia numerosi sono stati gli ecclesiastici, per lo più francescani e domenicani, che si sono dedicati allo studio dell’alchimia, tra essi Bonaventura da Iseo (†1250?), frate francescano, Tommaso D’Aquino (1225-1274), frate domenicano, Alberto Magno (†1280), vescovo, Ruggero Bacone (1214-1294), frate francescano, Raimondo Lullo (1232-1316), Terziario francescano, Athanasius Kircher (1602-1680), gesuita.

Angela Militi    –  Randazzo Segreta 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vito La Mantia

 

LA MANTIA VITO

di Maria Antonella Cocchiara – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 63 (2004

 

Vito La Mantia

LA MANTIA, Vito. – Nacque il 6 nov. 1822 a Cerda, piccolo comune del Palermitano, da Francesco e da Rosa Arcara, entrambi appartenenti a famiglie dell’agiata borghesia terriera. Compiuti gli studi superiori a Termini Imerese, si trasferì a Palermo per iscriversi alla facoltà giuridica, dove ebbe tra i suoi maestri E. Amari e B. D’Acquisto. 
Negli anni di studi universitari fu insignito del premio Angioino per l’economia politica e del premio Di Giovanni in lingua greca e latina, storia sacra e storia di Sicilia. A uno di tali premi è legata la sua prima pubblicazione, Sul modo di procurare la ricchezza e la civiltà delle nazioni (Palermo 1843), in cui il La Mantia  professava un’incondizionata adesione al liberismo economico, pur differenziando le proprie posizioni da quelle della scuola degli economisti siciliani di matrice autonomistica e liberale, quali R. Busacca e F. Ferrara.
Dopo qualche anno di pratica legale presso lo studio di P. Calvi, nel febbraio 1846 conseguì la laurea in giurisprudenza, dedicandosi, dopo un vano tentativo di ottenere un incarico universitario, all’avvocatura. 
Antinapoletano convinto e prudente sostenitore del movimento liberale siciliano, restò tuttavia estraneo all’esperienza rivoluzionaria e costituzionale del 1848 e, di conseguenza, all’ondata di persecuzioni successive al ritorno dei Borbone. Fino all’Unità, continuò a esercitare la professione di avvocato. Risalgono a questo periodo diverse memorie difensive e il progetto di dotare il foro siciliano di una rivista di legislazione e giurisprudenza, gli Annali di legislazione e giurisprudenza patria e straniera: nel 1858 ne pubblicò il primo (e unico) volume, seguito dalla raccolta di Decisioni della Corte suprema di Sicilia (Palermo 1858), relativa al primo decennio di attività della Suprema Corte siciliana (1819-29).
Nel 1856, il L. sposò Antonina Salemi, sorella del democratico-radicale G. Salemi-Oddo. Dalla loro unione nacquero quattro figli, Francesco Giuseppe, Giuseppe – futuri collaboratori del padre e autori anch’essi di numerosi lavori storico-giuridici -, Rosa e Maria Concetta.
In un contesto culturale impoverito dalla fuga di cervelli causata dalla repressione borbonica, il L. avviò il primo nucleo di studi di storia dell’antico diritto siciliano. Nell’opuscolo Discorso sulle basi della legislazione seguito da un progetto di storia del diritto civile e penale in Sicilia (Palermo 1853), presentò l’ambizioso disegno che, con qualche modifica resasi ancor più necessaria a seguito dell’unificazione territoriale e legislativa del Regno d’Italia, avrebbe preso corpo con la pubblicazione della Storia della legislazione civile e criminale di Sicilia (I-IV, ibid. 1858-74). L’opera, che gli avrebbe dato ampia notorietà, è ancora oggi punto di riferimento per gli studi di storia del diritto siciliano.
Articolata su due grandi aree temporali (dai tempi primitivi all’espulsione degli Arabi dall’isola e dalla conquista normanna sino ai suoi giorni), la Storia della legislazione, dopo i primi due volumi pubblicati nel 1858 e nel 1859, fu completata dopo l’Unità d’Italia (Palermo 1866 [ma 1868] e 1874), finendo per costituire una sorta di testimonianza dell’impatto con il processo di unificazione e codificazione nazionale.
Il 6 agosto 1860 il La Mantia  fu nominato giudice del tribunale civile di Palermo, entrando così a far parte della rinnovata magistratura siciliana. Nei trentacinque anni di attività giudiziaria, il L. continuò a coltivare gli studi di storia del diritto, spesso anteponendoli a interessanti prospettive di carriera e affrontando con rigore la difficoltà di conciliarli con i doveri del suo ufficio. All’età di 73 anni, pressato dal carico di lavoro connesso ai compiti di consigliere di Corte di cassazione, chiese l’anticipato collocamento a riposo, per dedicarsi totalmente alla ricerca storico-giuridica e, in particolare, ai lavori sulle consuetudini siciliane.
La dimensione praticistica dei suoi studi, sollecitati sin dagli anni giovanili anche da esigenze di natura professionale, trovò alimento nell’attività di magistrato: le indagini per risolvere le controversie sottoposte alla sua cognizione si associavano alla ricerca storica sulle fonti, ritenuta necessaria per dominare un sistema giuridico di tipo codicistico, ma con vaste influenze dell’antico sistema giurisprudenziale del diritto comune. Rivelavano interferenze tra il lavoro di giudice e l’impegno di storico del diritto i numerosi approfondimenti su argomenti presi in esame in ragione del suo ufficio.
Si ricordano, in proposito, le ricerche in tema di prescrizione centenaria, di diritti del Pubblico Demanio sulle spiagge e terreni adiacenti, di decime siciliane e di tonnare. Su quest’ultimo argomento il L. pubblicò la monografia Le tonnare in Sicilia (Palermo 1901), che riprendeva una nota alla sentenza della Corte di cassazione di Palermo del 22 marzo 1890, di cui era stato estensore. Lo studio ricostruiva, con ampio corredo di fonti documentarie e normative, la regolamentazione giuridica delle tonnare siciliane, ripercorrendone le tappe: dal sistema della libertà della pesca, riconosciuto dal diritto romano, alle concessioni di età normanna, sveva, angioina e aragonese, fino alla normativa di età borbonica e alla vigente legislazione unitaria. Un esame già effettuato in occasione del giudizio di cassazione, non per gusto antiquario ma per ragioni processuali, poiché, pur nel vigore della normativa nazionale, il caso concreto esigeva, per accertare il titolo del possesso, un’indagine storica sulle fonti.
Riconducibili ai suoi percorsi di carriera furono anche le ricerche sugli statuti di Roma, primo passo verso l’ambizioso progetto, rimasto incompiuto, di scrivere una storia della legislazione italiana. Il L. iniziò questo filone di studi quando, nel 1877, trasferito a Perugia in seguito alla promozione a consigliere di corte d’appello, fu costretto ad allontanarsi dagli archivi siciliani e quindi a sospendere le ricerche da tempo intraprese sulle consuetudini delle città di Sicilia.
Avviate in occasione del rinvenimento di un codice membranaceo custodito nell’Archivio segreto Vaticano, le indagini sfociarono in un breve saggio intitolato Statuti di Roma: cenni storici (Roma 1877), che costituì il primo lavoro critico intorno agli statuti romani di età medievale. L’illustre Eugène de Rozière elogiò il lavoro, conferendo al L. notorietà e consensi negli ambienti storico-giuridici e letterari d’Oltralpe e consacrandolo come l’iniziatore di quegli studi.
Affrontato in un più articolato saggio dal titolo Origini e vicende degli statuti di Roma (Firenze 1879), il tema sarebbe stato successivamente ripreso e sviluppato nella memoria I Comuni dello Stato romano nel Medio Evo (s.l. 1884) e, quindi, nella più vasta opera Storia della legislazione italiana, I, Roma e Stato romano (Torino 1884). A questo volume fu riservata, però, un’inattesa, negativa accoglienza da parte della intelligencija accademica.
Se la parte relativa alla ricostruzione delle fonti – la cosiddetta “storia esterna” – fu unanimemente apprezzata, il metodo storico-sistematico, con il quale il L. seguì cronologicamente l’evoluzione del diritto, degli studi giuridici e della giurisprudenza per aree politico-geografiche differenziate, suscitò aspri giudizi. Il tentativo di passare da una dimensione localistica a una storia del diritto nazionale produceva una somma di storie regionali che prendevano in sostanza le mosse dall’età comunale. Scelta infelice in anni in cui proprio alla storia del diritto italiano e al diritto romano si affidava il compito di saldare i nessi dell’unità culturale della nazione italiana, all’insegna della continuità tra l’antica Roma e l’ottocentesco Regno d’Italia.
Forse in conseguenza di quelle critiche, il L. archiviò il progetto di una storia generale del diritto italiano e tornò a dedicarsi agli studi sull’antico diritto siciliano e, soprattutto, ai lavori sulle consuetudini delle città di Sicilia, che suscitarono interesse e approvazione tra i contemporanei e ai quali ancora oggi è in gran parte legata la sua notorietà.

 


Avviati intorno agli anni Sessanta, con la pubblicazione di una raccolta di Consuetudini delle città di Sicilia (Palermo 1862) in cui si limitava a includere i capitoli di diritto civile ritenuti utili per risolvere questioni pendenti in giudizio, gli studi sulla legislazione cittadina sarebbero stati da lui approfonditi in successivi lavori: Notizie e documenti su le consuetudini delle città di Sicilia, monografia pubblicata a puntate nell’Archivio storico italiano, poi raccolta in estratto (Firenze 1888); le Consuetudini siciliane in lingua volgare, in Il Propugnatore, XVI (1883), pp. 3-73; Leggi civili del Regno di Sicilia: 1130-1816 (Palermo 1895).
Seguirono altri saggi che confluirono nell’ampia silloge Antiche consuetudini delle città di Sicilia (ibid. 1900), comprensiva non solo dei testi delle consuetudini in senso stretto, ma di gran parte dello ius proprium, costituito da privilegi, capitoli, ordinationes ecc. Una scelta apprezzata, che avrebbe consentito di registrare in modo organico l’estensione delle libertates vantate, in tempi diversi, dalle varie città siciliane.
Socio dell’Accademia di scienze, lettere e arti di Palermo e della Società siciliana per la storia patria, il L. fu anche assiduo collaboratore del più originale tra i cenacoli culturali palermitani, il Circolo giuridico, editore dell’omonimo periodico (dopo la morte del fondatore, Circolo giuridico Luigi Sampolo), fra le cui pagine pubblicò, a puntate, dal 1883 al 1894, il saggio Diritto civile siciliano esposto secondo l’ordine del codice italiano. Il lavoro, in cui ripercorreva la tradizione giuridica isolana in aderenza con la sistematica del codice civile del 1865, fu poi dato alle stampe, nella redazione completa, nel citato volume Leggi civili del Regno di Sicilia.
Protagonista di vivaci polemiche con storici del diritto italiani e stranieri (particolarmente aspre quelle con O. Hartwig, A. Del Vecchio, A. Todaro della Galia), che rivelavano l’intransigenza e la spigolosità del carattere, fu peraltro legato da rapporti di amicizia e cooperazione con illustri esponenti della cultura giuridica nazionale, da F. Sclopis a P.S. Mancini, su invito del quale scrisse diverse voci dell’Enciclopedia giuridica italiana. Collaboratore di prestigiose riviste storiche e giuridiche nazionali, il L. pubblicò, tra monografie, saggi, memorie, recensioni e scritti polemici, oltre cento lavori.
Coadiuvato dai figli il La Mantia completò altri lavori originali in materia di diritto consuetudinario, come quelli sulle Consuetudini di Paternò (Palermo 1903) e le Consuetudini di Randazzo (ibid. 1903), riproponendosi di dare alle stampe in tempi brevi un volume conclusivo sulla legislazione cittadina siciliana di età medievale e moderna.

Il progetto non si realizzò. Vito La Mantia  morì a Palermo, dopo breve malattia, il 16 giugno 1904.

Apparve postumo, per cura dei figli, il volume L’Inquisizione in Sicilia. Serie dei rilasciati al braccio secolare, 1487-1732. Documenti su l’abolizione dell’Inquisizione 1782 (Palermo 1904), che completava il suo precedente lavoro sull’Inquisizione siciliana (Origine e vicende dell’Inquisizione in Sicilia, ibid. 1886). Si tratta di un’opera ricca di documenti inediti, capace di suggerire interessanti itinerari di ricerca, e in grado di offrire agli studiosi un prezioso materiale per indagini ancora passibili di sviluppi.

Il libro “Consuetudini di Randazzo”  di Vito La Mantia (che puoi sfogliare cliccando sui link sottostanti) è una gentile concessione di Angela Militi – 

Consuetudini di Randazzo 01.pdf

Consuetudini di Randazzo 02.pdf

 

AVVENIMENTI STORICI – CRONOLOGIA

CRONOLOGIA

254 – Il 1° febbraio del 254 si verificò una terribile eruzione dell’Etna. Gli abitanti del luogo si rivolsero alla SS Vergine che accogliendo le suppliche salva la Città dalla lava.   Grati del celeste favore i Tiraciesi costruirono una Chiesa di legno nella quale rimase nello stesso luogo dove si era trovato il pilastro con l’Immagine della Madonna che si ebbe un culto di speciale devozione e fu chiamata  Santa Maria del Pileri.  (Padre L.Magro) 

1088 Il Pontefice Urbano II (ispiratore della Prima Crociata per la liberazione di Costantinopoli e realizzatore del programma di portare e tenere   la  Campania e la  Sicilia saldamente nella sfera d’influenza cattolica,) diretto a Troina si fermò a Randazzo e celebrò messa nella chiesa di S. Maria (unica di rito latino).

1217  –  La chiesa di Santa Maria. La data della costruzione della Chiesa si trova scolpita nell’ Epigrafe  sul pilastro di tramontana della Chiesa che recita  (la traduzione è di don Calogero Virzì) 🙁 una nuova versione di Angela Militi la data 12 marzo del 1214. vedere: randazzo segreta)

     “ Nel lasso di tempo del 1217 dopo la nascita della Vergine Maria del Verbo, fu costruito questo edificio coperto da volte in pietra sopra archi sostenuti da dodici colonne lavorate con arte eccellente.  Un leone collocato sopra la parte terminale orna con arte questa opera egregia, tempio venerato di Cristo.  Nell’anno del Signore 1239 questa opera fu portata a termine “.
 Con Lettere Apostoliche  del 20 settembre 1957 fu elevata a Basilica Minore Pontificia.  

1239 – Nella cornice del  muro di destra della Basilica di Santa Maria (dalla parte del corso Umberto I) si legge la scritta  “IMPERANTE”.  Doveva esserci scritto: ” IMPERANTE FEDERICO II “. La domenica di Palma del 1239, però, il Papa Gregorio IX  scomunica per la seconda volta l’Imperatore e quindi  la frase resta incompleta.

1282  –  Pietro I d’Aragona il 10 agosto 1282 sbarcava a Trapani e dopo essere stato incoronato a Palermo si diresse (8 settembre) a Randazzo  – unica città murata dell’entroterra del Valdemone posta sull’alto Alcantara che presentava per l’esercito siciliano tutte le garanzie di una città fortificata – e qui fece attendere il suo esercito, in una località che ancora, a ricordo, porta il nome di “Camporè“, per soccorrere Messina assediata dagli Angioini.  

1282 –  Randazzo prese parte ai Vespri Siciliani (ribellione scoppiata a Palermo all’ora dei vespri di Lunedì dell’Angelo contro i francesi). La città insorse contro gli Angioini e nel piano che circonda il lago Gurrita i randazzesi sterminarono le truppe francesi che presidiavano la città.

1282 Pietro I d’Aragona fa restaurare la porta aragonese, detta anche Porta di San Giuliano, che deve il suo nome al fatto che Re Pietro d’Aragona restaurandola, fece apporre accanto allo stemma del paese anche il proprio e quello della moglie Costanza. 

1300 – Agli inizi del 1300, il duca Roberto d’Angiò, sferrò un attacco armato contro Randazzo, città fedelissima a re Federico III d’Aragona. I randazzesi serrarono le porte, le munirono di armati e presidiarono le otto torri di guardie scelte. Per evitare un lungo, probabile assedio, i cittadini passarono al contrattacco: in una notte di buio fittissimo, l’esercito randazzese uscì da Porta Pugliese ed attaccò gli armati angioini. Seguì un furioso combattimento: l’esercito angioino fu costretto a battere in ritirata dall’impeto dei randazzesi. L’avvenimento va sotto il nome di “assalto della Fonte del Roccaro”, una  fontana che ancora esiste sulle sponde del fiume Alcantara.

1303  –  Federico d’Aragona o Federico III (Barcellona 1273-Paternò 1337),  incoronato re di Sicilia (o di Trinacria) a Palermo il 25 marzo del 1296, per una particolare distinzione di onore e per lo sviluppo  urbanistico della Città, il 10 febbraio 1303 emanò un decreto con cui fece obbligo a tutti i baroni del regno di trasferirsi a Randazzo assieme alla sua Corte per villeggiare nei quattro mesi estivi.

1411  –  La regina Biancadopo aver visitato in lungo e in largo la Sicilia con la sua corte itinerante, venne anche a Randazzo  il 3 giugno 1411 e venne accolta con tutti gli onori. Fu così contenta che fece scrivere una missiva dal suo segretario a Palermo: “…….. hodie intrammu feliciter in quista terra di randazu, undi fommu richiputiet ascuntrati cum solemni festa et alligrizia da tucti universaliter....”.

1466 – “ Era il 26 ottobre del 1466, quando il viceré Lupum Ximenez d’Urrea approvava, per la prima volta,  le Consuetudini di Randazzo, un sistema di norme civili – composte da 58 articoli – che regolavano la vita comunitaria della città. Le stesse furono redatte durante «un Consiglo generale in locu» e sottoposte allo stesso viceré per la conferma, il 6 giugno dello stesso anno, dal reverendo Jaymum de Citellis, arcipresbitero della terra di Randazzo e dal nobile Michaelem la Provina «sindicos et ambaxiatores universitatis terre Randacii» (Vito La Mantia.Consuetudini di Randazzo, Palermo, 1903, p (dal blog.: www. randazzo segreta.it di Angela Militi). 

1470Ruggero Spadafora, barone di Maletto, ma residente a Randazzo in piazza San Nicola nel “Palazzo del Duca “,  fondò  l‘Ospedale Civile  con atto pubblico del 31-10-1470, in Notaio Pino Camarda,   “per suo gusto et anima eius”, assegnando nel suo testamento, “sub quo decessit”, il vistoso patrimonio dei salti d’acqua del fiume grande di Randazzo a lui infeudati.

1492 – Gli ebrei di Randazzo sono costretti a lasciare la Città a seguito del provvedimento di  Ferdinando II  d’Aragona re della Sicilia (1468/1516) che prevedeva l’espulsione di tutti gli ebrei dai suoi territori. A seguito di ciò vendettero alle Monache di S. Giorgio la sopraddetta casa con l’attigua Moschea e due altri casaleni con degli annessi e il Cimitero confinanti con il Monastero, con il patto di ritorno nel caso che fossero richiamati dall’esilio. L’atto fu redatto presso il Notaro Staiti il 26 novembre IIª Indiz. 1492,

1506  –  La baronessa Giovannella De Quatris, con atto notarile redatto  il 5 marzo dal Notaro Geronimo Crupi di Palermo, lasciò il suo vistoso patrimonio alla Chiesa di Santa Maria creando la sua “maramma” o fabbriceria per cui si fu in grado di terminare i lavori di ricostruzione e la si potè arricchire di quegli arredi sacri preziosissimi che formano il suo pregevolissimo tesoro.

1535 – Il sindaco (Magistrato Civico per quei tempi)  è  Francesco Lanza.

1535  –  Ai piedi di questo campanile ( di S.Martino ) si affacciò la cavalcata del biondo e triste  Imperatore Carlo V  il 16 ottobre e si fermò per  tre giorni nel Palazzo Reale prima di ripartire per Messina. A Lui si attribuiscono le fatidiche parole. ” Estoes  todos  Caballeros ” ( Siate tutti Cavalieri ).   Dal che il sottotitolo di questo sito: ” tutticavalieritutti “.

1535 L’imperatore Carlo V giunse a Randazzo il 16 ottobre del 1535. Dicono pure i nostri storici concittadini, nei loro manoscritti che, quando l’Imperatore, dal punto della diruta Chiesa di S. Elia scoprì il nostro Paese, volgendosi ai circostanti, abbia detto queste parole: “Come si appella questa Città con tre Torri?” indicando i Campanili delle tre Chiese Parrocchiali; alla quale domanda il Magistrato rispose: “Semprecché la Parola Reale di Vostra Cesarea Maestà non deve andare indietro, è questa la Città di Randazzo dalla Vostra Maestà or ora onorata col  Titolo di Città”.  Al ché l’Imperatore soggiunse: resta accordato. (Padre Luigi Magro). A ricevere l’Imperatore è stato il Magistrato Civico (Sindaco di quei tempi) che si chiamava Francesco Lanza così come riportato nel libro rosso della chiesa di San Martino.

1535Tra il 1535 e il 1540, secondo un pregevole ragionamento di Don Virzì,  deve essere il periodo nel quale i Randazzesi costruirono “a Vara”.  Carro trionfante alto 18 metri con 25 figure viventi che rappresentano i Misteri Mariani:
  Dormizione o Morte,  Assunzione  e  Incoronazione di Maria Santissima. Costruito  dai nostri bravi artigiani dietro la direzione – pare – dell’architetto messinese Andrea Calamech.

1540 – In una notte di tempesta del settembre del 1540 alcuni viandanti, che portavano un crocifisso, chiesero ospitalità al parroco della chiesa di San Martino. L’indomani e per tre giorni successivi, non poterono ripartire in quanto il temporale era sempre più violento. Questo fu interpretato dalla Comunità Ecclesiale come un segno del Signore che voleva che il Crocifisso rimanesse nella chiesa. Fu acquistato e ” Il Crocifisso della Pioggia”  o “‘u Signuri ‘i l’acqua “ da allora è fatto segno di grande devozione soprattutto nei periodi di siccità e carestia.
 
1544 – Fondazione del Convento de’ Frati Minori Cappuccini. Un secondo Convento fu costruito nel 1600. Il Convento e l’orto nel 1866 furono incamerati dal Governo e riacquistati dai Frati che vi eressero il Seminario Serafico. Distrutto dalla guerra nel 1943 fu ricostruito e ingrandito e il Seminario rimase funzionale sino alla chiusura definitiva dopo il Concilio.

1551 – Il primo aprile G. Antonio Fasside, nato a Randazzo, vescovo di Cristopoli e ausiliare dell’Arcivescovo di Monreale, consacrò la nostra monumentale Basilica. (Padre Vincenzo Mancini).  Nel  2001450° dalla Dedicazione – viene ricordata questa data con una solenne celebrazione nella Basilica e con la pubblicazione ” La Basilica Santa Maria di Randazzo”.

1552 – Il 1 di ottobre fu commissionato allo scultore di Palermo Antonello Gagini (1478/1536) la statua di San Nicola – che ancora ora si trova nella omonima chiesa – per intervento (come fideiussore) di Gian Michele Spadafora nipote del Beato Domenico Spadafora.(P.Raimondo ) . Federico De Roberto ci racconta che se la statua non fosse riuscita bene il Gagini avrebbe dovuta rifarla.

1567 Camerata Girolamo pubblica il libro ” Trattato dell’honor vero, et del vero dishonore. Con tre questioni qual meriti più honore, ò la donna, ò l’huomo. O’ il soldato, ò il letterato. O’ l’artista, ò il leggista ”  presso l’editore Alessandro Benacci.

1575 – La nostra Città fu funestata dalla peste fino al 1580. Molte famiglie nobili abbandonarono per sempre Randazzo.

1582 – La chiesa di San Nicola venne rifatta ed ingrandita per la terza volta, lo dimostra la scritta all’esterno dell’abside dal lato di mezzogiorno: 
              ”  L’antichità fece – il tempo disfece – la posterità con mezzi – pubblici e privati – più bellamente rifece –   (Padre Luigi Magro).

1636 –  Il 27 agosto del 1636, Filippo IV re di Spagna, bisognoso di denaro  inviò alla città di Randazzo una pergamena reale con la quale chiedeva ai cittadini una notevole somma per la Corona, minacciando di annullare la demanialità della Città, con la conseguente vendita in qualità di Feudo.  I Randazzesi raccolsero il donativo dal feudo Torrazzo e dalla vendita del Castello.

1640 – L’11 gennaio 1640, don Carlo Romeo  comprò dal Regio Fisco per 404 onze il Castello di Randazzo (dove ora è ubicato il Museo Archeologico Vagliasindi)  e il titolo di barone del Castello di Randazzo.

1647 – Dal 16 luglio al 9 agosto scoppiò a Randazzo una rivolta a causa dell’aumento delle tasse e per l’estrema miseria nella quale era ridotta la Città. Don Muzio Spatafora, Vicario Generale, alla testa di sei compagnie entrò il 27 luglio nella nostra Città e dopo aver eseguito arresti e alcune condanne a morte ristabilisce la pace. Il cardinale Trivulzio dichiara che il motivo scatenante della rivolta palermitana dell’agosto 1647 è stata proprio la dura repressione militare avvenuta a Randazzo.  ( Daniele Palermo) 

1686  La confraternita di Maria SS Annunziata della Chiesa dell’Annunziata è stata fondata il 25 maggio 1686 ed  un tempo riuniva massari ( Contadini a cui era affidata la gestione di un appezzamento di terreno  in base a un contratto di locazione – detto contratto di masseria).

1693 –  Il  più forte evento sismico (Mw=7.4) avvenuto negli ultimi 1000 anni sull’intero territorio nazionale si verificò in tutta la SiciliaIl primo terremoto fu il 9 gennaio 1693 attorno alle ore 21:00. Il  secondo terremoto – preceduto circa 4 ore prima da un’altra forte scossa che però non aggravò sensibilmente i danni della prima – avvenne il giorno 11 gennaio 1693 alle ore 13:30 ed ebbe effetti veramente catastrofici. Tutto il periodo sismico fu, inoltre, accompagnato da un’intensa attività dell’Etna. La statistica ufficiale, redatta nel maggio 1693, riporta circa 54.000 morti.  Catania, Acireale e i piccoli centri del versante sud-orientale dell’Etna furono quasi interamente distrutti.  Anche  Randazzo ebbe diversi morti e notevoli  danni alle abitazioni.  Le repliche, anche di forte intensità, furono avvertite per oltre 3 anni.

1720 – Vi fu una notevole siccità. Infatti non piovve per ben 18 mesi. Delle sette fontane da cui attingevano acqua i nostri concittadini cinque erano prosciugate ( Roccaro, Gallo, Erba Spina, Sanamalati e Sela dei PP.Cappuccini) solo due (Flascio e Faucera) erano attive.

1724  –  Francesco Onorato Colonna storico e letterato scrive il libro  Idea dell’antichità della Città di Randazzo.

1741 –  Carlo III , Re delle due Sicilie, istituì a Randazzo un Tribunale Commerciale con ampia Giurisdizione sopra 27 Città e Terre.  (L.Magro)             

1741 -Infante Filippo. primo figlio maschio di Carlo III, Re delle Due Sicilie, nato il 13 giugno 1741,  ebbe il titolo di Conte di Calabria e  Duca di Randazzo.

1746 – 29 novembre, fu innalzata, nella piazza antistante la chiesa di San Nicola, la nuova statua, in marmo, di Randazzo Vecchio, emblema e memoria della storia della città. Essa venne commissionata dall’abate Pietro Rotelli (†1765 agosto), a sostituzione della statua originaria, in arenaria, risalente al XII secolo. Diverse sono le ipotesi avanzate sul personaggio che rappresenta: ciclope Piracmone, Ducezio, re dei Siculi, o l’unione delle tre etnie della città (Lombardi, Greci e Latini). Differenti sono anche le interpretazioni avanzate, sin’ora, intorno al significato allegorico dei tre animali – leone, serpenti e aquila – che accompagnano Randazzo Vecchio. (Angela Militi)

1760 Il Collegio San Basilio nasce come Monastero Basiliano tra il 1760 e il 1768. Divenuto di proprietà del Comune, grazie alle leggi eversive del 1866/67, fu concesso ai Salesiani nel 1879 che per volontà di don Bosco divenne il primo centro studi salesiano della Sicilia.

1770  –  L’Arciprete D. Giuseppe Plumari ed Emmanuele, nacque il 17 agosto dal notaio D. Candeloro  e da Paola Emmanuele. Gloria primaria ed unica della Storiografia Randazzese, ci ha lasciato una grande opera , che ci parla di tutte le glorie della nostra Città. Muore nell’ottobre del 1851 e probabilmente fu seppellito nella Chiesa di S.Maria, ma della sua tomba si è perduto ogni ricordo.  

1789 – Al fine di equilibrare su tutti i cittadini del Regno le entrate dello Stato  Ferdinando III re di Sicilia (Ferdinando IV re di Napoli) fece eseguire un censimento generale. A Randazzo si ebbe  il seguente risultato: 
             Quartiere di Santa Maria:  Maschi 607     Femmine 467   totale 1074
              Quartiere di san Nicolò:    Maschi 1415    Femmine 1183  totale 2598
              Quartiere di San Martino: Maschi 1476   Femmine 1129 totale 2605
              Totale : 6277 anime.
Il censimento è stato fatto da Don Girolamo Saletti deputato della locale Deputazione.

1824 –  Alla morte del re Ferdinando I , la Chiesa di San Nicola – che funzionava da Cattedrale del triennio – celebrò solenne funerale; ma, dato il caso specialissimo, anche le altre due chiese vollero celebrare il suo: e i funerali furono tre. (Pietro Silvio Rivetta in arte Toddi).

1836 – La presunta data dell’apertura del Cimitero. Questa data infatti è riportata in una lapide ancora esistente nella zona pericolante.

1836 La confraternita dell’Addolorata, che precedentemente si chiamava Confraternita di Maria SS.ma degli Agonizzanti, non possiede alcun documento manoscritto che ne attesti la data di fondazione. Ha solo un recente dattiloscritto in cui tra l’altro si legge: data di fondazione 20 luglio 1834; data di autorizzazione da parte di Ferdinando II, re delle due Sicilie, 13 febbraio 1836.

1838  –  Paolo Vagliasindi Polizzi, nasce nel 1838 e si deve a Lui l’esistenza del Museo Archeologico Vagliasindi.  Infatti nel 1889 in un suo fondo in contrada Sant’Anastasia-Mischi  furono trovati casualmente dei reperti archeologici oggi esposti nel museo archeologico di Randazzo e nel museo Paolo Orsi di Siracusa.

1847 l’Arciprete Giuseppe Plumari scrive: ” Storia di Randazzo trattata in seno ad alcuni cenni della Storia Generale di Sicilia esposta dall’Arciprete di essa Città Giuseppe Plumari ed Emmanuele dottore in Sacra Teologia e socio dell’Accademia dè Zelanti di Scienze, Lettere, ed Arti della Città di Aci-Reale. Divisa in tre volumi. – Volume I  anno 1847 “.

1849 –  l’Arciprete Giuseppe Plumari scrive: ” Storia di Randazzo trattata in seno ad alcuni cenni della Storia Generale di Sicilia esposta dall’Arciprete di essa Città Giuseppe Plumari ed Emmanuele dottore in Sacra Teologia e socio dell’Accademia dè Zelanti di Scienze, Lettere, ed Arti della Città di Aci-Reale. Divisa in tre volumi. – Volume II   anno 1849″.

1855 –  Muore nel Monastero di Randazzo l’Abate D. Paolo Vagliasindi. Fu Segretario della Camera dei Pari nel 1848, profondo conoscitore delle scienze storiche, archeologiche, economiche siciliane. Scrisse sull’eruzione dell’Etna del 1832 e La Riflessione Sull’Appendice (1835). Sostituì le lettere ad uno Obelisco egiziano. Seppellito nella chiesa di S.Maria di Gesù sulla tomba fu inciso: “Voce mortale non potrà accrescere meriti alla fama di Lui “.
( Luigi Magro cappuccino randazzese).

1859 Padre Gesualdo De Luca, ex Provinciale Cappuccino da Bronte,  “ In S. Martino di Randazzo chiesa collegiata Parrochiale a turno matrice “, fece l’elogio funebre per Sua Maestà Ferdinando II re delle Due Sicilie. Il testo integrale lo trovi nella sezione “LIBRERIA”. 

1860Giuseppe Garibaldi da Messina ordina a Nino Bixio di recarsi a Randazzo – dove giunge il 6 agosto insediandosi nella casa di Giuseppe Fisauli –  per sedare la rivolta scoppiata a Bronte, Linguaglossa, Adrano.

1861   –  Nicola Petrina, politico, sindacalista e uno dei fondatori dei  Fasci Siciliani, nasce a Randazzo il 13 novembre e muore il 28 dicembre del 1908 a Messina a causa del tremendo terremoto che ha colpito questa città.

1861 – Gli abitanti di Randazzo sono : 7005 

1872 – La città di Randazzo che fino al 1872 faceva parte della diocesi di Messina, passa con la diocesi di Acireale.

1878 – Le nostre Autorità Municipali, preoccupati di dare una buona educazione ai nostri giovani, in accordo con le Autorità Ecclesiastiche, fecero venire le Suore di Carità che presero la Direzione dell’Asilo, della Scuole Elementari ed in seguito dell’Ospedale. (L.Magro) 

1879 – Sindaco della Città è il barone Giuseppe Fisauli.

1879 – Su indicazione del prefetto di Catania Conte Ottavio Lovel de Maria e il comm. Achille Basile. che caso stranissimo, rappresentavano uno Stato massonico e anticlericale, ed il vescovo di Acireale Mons. Gerlando Genuardi,  le autorità della Città –  l’Arciprete Francesco Fisauli, il Sindaco B.ne Giuseppe Fisauli, il Consigliere Provinciale Giuseppe Vagliasindi –  si incontrano con i delegati di Don Bosco –  Don Gio­vanni Cagherò e Don Celestino Durando – per firmare la “Convenzione”dove si stabiliscono i lavori di ristrutturazione e ammodernamento del vecchio monastero basiliano che avrebbe dovuto ospitare il Collegio Salesiano e si fissò la data dell’inizio dell’opera con scuole elementari e ginnasiali per l’ottobre del medesimo anno 1879.

1885 – Viene eletto sindaco Paolo Vagliasindi (1858/1905) a soli 27 anni.

1887 – Viene rieletto sindaco Paolo Vagliasindi (1858/1905).

1887 – Si diffonde una epidemia di colera. Il sindaco Paolo Vagliasindi, per la sua opera meritoria gli viene attribuita la medaglia d’argento al valore civile da parte del Governo.

1887 – Viene costruito il ponte sul fiume Alcantara tutto in pietra lavica e con una serie di accorgimenti per consolidare il terreno circostante. Il 13 agosto 1943 i tedeschi ritirandosi fecero crollare con delle mine le tre arcate. 

1895Inaugurazione della Ferrovia CircumEtnea il 29 settembre.  Mario Mandalari (1851-1908), che arrivò a Randazzo comodamente seduto sul treno inaugurale, descrive, nel libro “Ricordi di Sicilia: Randazzo” del 1902, con accenti trionfali “ la vittoria dell’Uomo sul Mostro”, il Gigante Mongibello, che, ormai cinto di rotaie, non riesce ad ostacolare la marcia del Progresso !

1896Andrea Capparelli  fu nominato Rettore dell’Università di Catania. Nato a Randazzo il 14.12.1854 .  Nel 1880 si laurea in Medicina all’Università di Catania. Fisiologo si interessò pure di Neurologia, Istologia e Terapia. Importanti i suoi studi sul diabete. Morì a Catania nel giugno 1921 . 

1897 – Scoppia nella nostra Città una epidemia di colera.

1899 – l’onorevole Paolo Vagliasindi  (1858/1905), deputato per 4 legislature, il  14 maggio del 1899 viene nominato Sottosegretario all’Agricoltura, Industria e Commercio durante il governo di Luigi Pelloux.  Carica che mantiene fino al 21 giugno 1900.

1903 Cesare Finocchiaro pubblica il libro. “L’acqua potabile in Randazzo “. Editore: lo Stabilimento Tipografico di Catania. 

1903 Vito La Mantia Commendatore, Grande Ufficiale e Primo Presidente Onorario di Corte d’Appello –  pubblica il libro : ” Consuetudini di Randazzo “.  Editore : Tip.Stab. A. Giannitrapani via Monteleone n. 23 – Palermo

1905 – Sindaco è l’avvocato Gualtiero Fisauli 

1905 – il 23 dicembre 1905 a soli 47 anni muore di pleurite a Catania l’onorevole Paolo Vagliasindi (1858/1905)

1907 –  Randazzo ebbe la luce elettrica per la prima volta dall’Officina del Sig. D. Ciccione Vagliasindi,

1908 – Sindaco della Città è Sebastiano Polizzi.  Il 30 giugno 1908 firma la transazione dove vengono sanciti i criteri e stabilite le norme e segnate le quote che spettano a ciascun Ente dell’eredità della Baronessa Dè Quatris.

1909 – Federico De Roberto pubblica il libro “Randazzo e la Valle dell’Alcantara”.  Editore: Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Bergamo. Il libro contiene n.147  illustrazioni e I tavola. 

1909 – L’avvocato Sebastiano Polizzi è il Sindaco della nostra Città.

1909 Vito La Mantia (1822/1904) storico e giurista siciliano il quale  fu anche Consigliere di corte di Cassazione a Roma, coadiuvato dai figli completò alcuni lavori originali in materia di diritto consuetudinario  tra cui   “Le consuetudini di Randazzo”  che venne pubblicato nel 1909.  L’intero testo lo puoi leggere nel profilo di Angela Militi.

1910 –  il Sacerdote don Salvatore Calogero Virzì nasce 11 gennaio a Cesarò (ME). Salesiano, Educatore, Storico della nostra Città, Ricercatore.  Si spegne intorno alle ore venti del 21 novembre 1986 al San Basilio di Randazzo.

1910Per iniziativa di Giovanni Puglisi ( anarchico e poi socialista)  il 18 maggio venne scoperta una lapide nella casa natale di Nicola Petrina che così diceva: 
                ” In questa casa / il 13 novembre 1861 / schiudeva gli occhi / a vita intensa di entusiasmi e di lotte NICOLA PETRINA // Le calamità pubbliche e il carcere iniquo / furono per lui campo fecondo / di azione di pensiero / La catastrofe di Messina del 28 dicembre 1908 / tragicamente lo travolse // Il Popolo di Randazzo / pose questo ricordo / il giorno 18 maggio 1910 / solennemente commemorando / il tribuno gagliardo l’apostolo fervente / di una civiltà più vera ed umana “.
              La lapide non esiste più a causa degli eventi bellici del 1943 che distrussero un gran parte della nostra Città.

1911 – Dopo aver inaugurato la statua del Re Umberto  I nella Piazza Roma di Catania, il Re Vittorio Emmanuele III e la Regina Elena  il 31 maggio vennero a Randazzo con il treno reale della Circumetnea.  Alla stazione il commissario  Spasiano  a nome della Città offrì un mazzo di fiori. Proseguendo i reali si fermarono alla villa Statella del marchese Giovanni Romeo. Accompagnavano Sua Maestà il Re il Ministro degli Esteri Sangiuliano, il Ministro di Grazia e Giustizia Finocchiaro Aprile, il Ministro dei Lavori Pubblici Sacchi, la Presidenza del Senato e della Camera dei Deputati con parecchi Onorevoli ed il Prefetto della Provincia.

1913Walter Leopold (1882-1976) in un lavoro svolto per la sua tesi di dottorato a Dresda : ” Studio sulle architetture medievali a Castrogiovanni (odierna Enna), Piazza Armerina, Nicosia e Randazzo” a proposito della nostra città scrive :  «la roccia nera di basalto lavico su cui Randazzo è stata costruita scende a strapiombo verso il fiume Alcantara, che scorre proprio sotto le sue mura. Sono da apprezzare le caratteristiche paesaggistiche particolari di un centro storico incastonato sui declivi dell’imponente vulcano Etna. Estremamente interessanti sono la Chiesa di Santa Maria e la torre di San Martino». 
(Antonino Portaro). 

1915 La prima Guerra Mondiale (1915-1918) causò a Randazzo la morte di ben 150 nostri Concittadini e un gran  numero di feriti e mutilati. I superstiti di questa spaventosa guerra furono insigniti del titolo di “ Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto “.  

1918 – Sindaco di Randazzo è  Andrea Capparelli ( la giunta è formata da: U.Vagliasindi, G. Caldarera, D Vagliasindi, G. Fisauli, G. Panissidi ).

1919 – A seguito di molte manifestazioni di Popolo per le condizioni misere in cui versava, vi fu una scalata al Municipio e la folla inferocita  resistette  alla forza pubblica che fu costretta ad usare le armi e sparò sui manifestanti  causando la morte di nove Cittadini.

1920  –  Il 25 luglio, preceduto da una serie di proteste anche da parte di molte donne, vi fu una grande dimostrazione di Cittadini contro il Commissario Prefettizio Rocco Scriva, a causa della mancanza del pane e da una iniqua distribuzione della farina. I dimostranti assaltarono il Municipio e dopo che furono stati costretti ad uscire si accalcarono dietro le due porte d’uscita. I carabinieri , forse impauriti da tutta questa gente, incominciarono a sparare sulla folla. Il risultato fu che vi furono sette morti ( i contadini Vincenzo Calcagno, Francesco Paolo Magro, Giuseppe Sorbello, il pastore Giuseppe Giglio, il calzolaio Luigi Celona, il falegname Benedetto La Piana, e lo scalpellinoGaetano Mangione) e sedici feriti di cui quattro dell’Arma.

1921 Il 14 gennaio  Padre Domenico Spadafora fu dichiarato, dal Papa Benedetto XV (1854-1922) ufficialmente Beato. Nasce a Randazzo nel 1450 dai Conti Spadafora. Educato dai padri Domenicani consegue il titolo di  Maestro di Teologia. Viene consacrato sacerdote nel 1479 e dietro invito della locale comunità nel 1491 si reca a  Montecerignone dove fa costruire il conventino con sei celle per i frati e la Chiesa dedicata alla Madonna. Nel 1494 durante la quaresima avvenne ” il miracolo dei fiori”. Muore il 21 dicembre 1521

1921 – Il Principe Ereditario Umberto di Savoia il 28 ottobre fu ospite del marchese Giovanni Romeo nella sua casa di Statella. La data di questa visita è incisa in una delle  tre lapidi murate nella facciata del Castello sulla veranda.

1921 – Gli abitanti di Randazzo sono  17.762  il massimo storico.

 1923 – Le principesse Mafalda ( morì il 27 agosto 1944  nel  Campo di concentramento di Buchenwald, Weimar, Germania ) e Giovanna di Savoia il 24 aprile furono ospiti del marchese Giovanni Romeo alla Statella.  La data di questa visita è incisa in una delle  tre lapidi murate nella facciata del Castello sulla veranda.

1929 – Con Decreto del 13 luglio del Governo di S.M. il Re Vittorio Emanuele III la superiora Suor Maria Carolina Zefilippo e la direttrice Suor Antonietta Veggiotti  dell’Istituto Santa Caterina, furono decorate con Medaglie D’Oro per gli oltre quarant’anni di insegnamento con lodevolissimi risultati. ( L.Magro)

1934 – Il parapetto della “Tribonia”  (oggi largo Monsignore Vincenzo Mancini) è stato costruito nel 1934. Questa data risulta incisa nel secondo pilone di destra, guardando verso il fiume. (segnalato da Vincenzo Rotella).

1937 – Francesco Fisauli  discute la sua tesi di laurea in diritto ecclesiastico, dal tema “Le Confraternite di Randazzo nella Storia e nel diritto ecclesiastico”
all ‘Università di Bologna , relatore il Prof. Cesare Magni.

1943 Dal 13 luglio al 13 agosto Randazzo fu oggetto di pesantissimi bombardamenti da parte degli Alleati. Le incursioni aeree furono 84 e furono utilizzati 425 bombardieri medi, 249 leggeri e 72 cacciabombardieri. Si calcola che su Messina e Randazzo volarono più di 1.100 aerei.  L’80% degli edifici furono distrutti – la chiesa di S.Martino fu la più danneggiata – e i tedeschi completarono l’opera saccheggiandola. 

1944 Naufragio del piroscafo Oria il 12 febbraio, una delle maggiori tragedie della seconda guerra mondiale, nella quale persero la vita oltre 4000 soldati italiani che, fatti prigionieri dai tedeschi, dovevano  essere trasferiti da Rodi al Pireo e da lì deportati in Germania. Soldati che  non si erano piegati al volere nazista. Tra questi due soldati Randazzesi: Salvatore Fornito e Renato Vagliasindi.  (Vito Gullotto).

1945  –  Antonio Canepa, noto pure con lo pseudonimo di Mario Turri, nasce a Palermo il 25 ottobre 1908 e la mattina del 17 giugno 1945 fu ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri, in contrada Murazzu Ruttu sulla SS n. 120, in circostanze non del tutto chiare. Insieme a Lui morirono Carmelo Rosano di 22 anni e Giuseppe Lo Giudice di 18 anni. Canepa è stato un docente e politico italiano e fu comandante dell’ Esercito Volontario per la Indipendenza della Sicilia  (EVIS).  Sul luogo dove è stato ucciso sorge un cippo dedicato ai caduti dell’ E.V.I.S. Antonio Canepa è sepolto nel cimitero di Catania, nel viale dei siciliani illustri, accanto a Giovanni Verga e Angelo Musco.

1946 – Il Consiglio Comunale il 18 aprile 1946 elegge Sindaco il dottor Giuseppe Emanuele.

1947Il Consiglio Comunale nella seduta del 9 maggio 1947 approva il  Piano di Ricostruzione redatto dal prof. Giovanni Rizzo. Definitivo il 12 febbraio 1948.

1947
Il Consiglio Comunale in data 5 luglio 1947 elegge Sindaco Pietro Vagliasindi. 

1948Antonio Pallante, giovane studente universitario di Giurisprudenza di Randazzo, (aveva allora 24 anni)  il 14 luglio davanti a Montecitorio ferisce gravemente il segretario del PCI Palmiro Togliatti con quattro colpi di calibro 38. Subito preso fu condannato a 19 anni di reclusione. Ne sconto 5 anni. Togliatti ordinò ai suoi di non commettere azioni che potevano comportare l’inizio di una guerra civile. Così si salvò la Repubblica.

1950 – La confraternita del S. Cuore è Stata costituita il 12 novembre 1950, lasciata chiudere dagli stessi confrati nel 1966 e ricostituita nel 1999.

1951 Il padre LuigiMagro da Randazzo dei Frati Minori Cappuccini al secolo Magro Santo fu Vincenzo muore il 16 novembre. Nato il 29 giugno 1881 a Randazzo, fu ordinato sacerdote a Nicosia il 7 febbraio 1904. Oltre che apprezzato per il suo impegno pastorale, ha dedicato la sua vita alla ricerca e allo studio della Storia di Randazzo scrivendo:   Cenni storici della Città di Randazzo    dai primi abitatori della Sicilia fino al 1946. Questo documento rivisitato dal salesiano don Sergio Aidala , è fondamentale per la conoscenza della Storia della nostra Città.

1952 – Consiglio Comunale nella seduta del 10 giugno 1952  elegge Sindaco  Pietro Vagliasindi. 

195411 febbraio Francesco Vagliasindi fonda l’Opera Pro Facci Mucciati in onore dei suoi genitori Giuseppe ed Anna Vagliasindi.

1955 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 28 febbraio 1955 elegge Sindaco Nicolò Palermo. 

1955 – Il Consiglio Comunale elegge nella seduta del 12 giugno 1956 Sindaco Pietro Vagliasindi. 

1959 – Alla presenza dell’on.le Angelini Ministro dei Trasporti il 4 giugno viene inaugurato il tronco ferroviario  Alcantara-Randazzo . Si conclusero così positivamente anni di lotta di tutti i Comuni della Valle avendo come alfiere l’avvocato Ferdinando Basile.

1960 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 14 dicembre 1960 elegge Sindaco Giuseppe Bonaventura.

1961 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 26 agosto 1961 elegge Sindaco  Giuseppe Montera. 

1962 – Monsignore Salvatore Russo – Vescovo di Acireale – dispone, dopo avere ottenuto dal Cardinale Prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi, la licenza ad erigere a “Congregazione Religiosa delle Ancelle di Gesù Sacerdote” l’Opera della N.D.  Giuseppina Dilettoso,  il 3 agosto 1962  con un Suo decreto “l’erezione canonica in persona morale dell’Opera Betania – Ancelle di Gesù Sacerdote – con sede a Randazzo via Musco, 14.  Nomina Direttrice, vita natural durante, La  Signora Dilettoso Giuseppina ved. Vagliasindi, promotrice e sostenitrice dell’Opera suddetta”. 

1964Leonardo Sciascia durante un suo viaggio sull’Etna visita la nostra Città, lo accompagna Ferdinando Scianna, noto fotografo, che gli scatta alcune foto nella piazza di San Martino. In seguito scriverà un bell’articolo  sui “Paesi Etnei”. 

1965 Il Consiglio Comunale nella seduta del 20 febbraio 1965 elegge Sindaco Sebastiano Giuffrida .

1966 Nel Settimanale “ABC” del 14 agosto compare un articolo di Luigi Stancampiano dal titolo: “Brache di cemento par il Ciclope Piracmone ” dove si racconta che, con bella ironia,  “ un ignoto muratore ha ricoperto nottetempo l’addome della antica statua con uno strato di malta a presa rapida per onorare la severità dell’epoca in cui viviamo”. (R.N. n.3 del novembre 1982). Era sulla bocca di tutti che ha commettere questo atto “moralistico” pare sia stato il signor S.S. istigato dal un noto professionista S.D.

1968 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 27 marzo 1968 elegge Sindaco Sebastiano Giuffrida. 

1968 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 31 agosto 1968 delibera di acquistare la villa  “Vagliasindi”  di piazza Loreto con tutta l’area circostante per consentire la costruzione dell’attuale Scuola Media. 

1969 – Il Consiglio Comunale nella seduta del 22 gennaio 1969 elegge Sindaco Santo Camarata.

1970  –  Si svolsero le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale dopo la parentesi commissariale del dr. Vincenzo Viviano. Il consigliere Vincenzo Munforte (1906)  del PSIUP ebbe a dire, con grande soddisfazione, che finalmente erano stati estromessi i  nobili dal civico consesso.  Infatti tra i trenta Consiglieri eletti nella votazione del 6 giugno per la prima volta nella storia della nostra Città, non vi erano rappresentati nobili nè loro discendenti.  

1970 – Il consiglio Comunale nella seduta del 13 agosto 1970 elegge Sindaco  Paolo Felice Iovino

1971 – Il Consiglio Comunale nella seduta del ….. aprile 1971 elegge Sindaco   Giuseppe Montera 

1971 –  Il Consiglio Comunale nella seduta del 5 ottobre 1971 elegge Sindaco  Francesco Rubbino

1971 – Vengono consegnati  con una commovente cerimonia svoltasi nella sala del Consiglio Comunale la Medaglia e l’Attestato agli insigniti di “Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto ” per avere partecipato alla guerra 15/18.  così come previsto dalla legge 18 marzo 1968 n.263 

1972 – Viene approvata dall’ARS la legge n. 44 del 22 luglio 1972 , ottenuta a furor di popolo,che autorizzava i Mercati Domenicali in Sicilia,  ove per tradizione si erano svolti. In esecuzione di questa legge, l’Assessore Regionale all’Industria e Commercio, con D.A. n. 558 del 13 settembre 1972 sanciva il diritto all’apertura del Mercato Domenicale nel Comune di Randazzo, di fatto esistente da oltre trentacinque anni.

1972 –  Il Consiglio Comunale nella seduta del 31 luglio 1972 elegge Sindaco  Francesco Rubbino

1972 – La legge n. 44 del 22 luglio 1972 , ottenuta a furor di popolo, autorizzava i  Mercati Domenicali in Sicilia,  ove per tradizione si erano svolti. In esecuzione di questa legge, l’Assessore Regionale all’Industria e Commercio, con D.A. n. 558 del 13 settembre 1972 sanciva il diritto all’apertura del Mercato Domenicale nel Comune di Randazzo, di fatto esistente da oltre trentacinque anni. 

1975  –  Giuseppe (Pippo) Gullotto e Alfio Scirto  danno vita a Radio Randazzo International  la prima radio libera di Randazzo. 

1976Il Consiglio Comunale il 24 aprile istituisce La Biblioteca Comunale .  Dopo una apertura saltuaria dal mese di ottobre 1978 inizia a funzionare con regolarità. 

1979  –  Il Consiglio Comunale (Sindaco Francesco Rubbino) nella seduta del 2 febbraio 1979 concede la “Cittadinanza Onoraria” al Salesiano Salvatore Calogero Virzì  per essersi distinto con azioni e opere a valorizzare e fare conoscere le tradizioni ed il patrimonio storico ed artistico della Città.

1981 – Nel mese di febbraio iniziano le trasmissioni di  TVR ( Tele Video Randazzo), la prima rete televisiva randazzese. Pippo Gullotto inizia la sua avventura televisiva presentando programmi che riscuotono sempre grande successo.

1981  –  Il 17 marzo ebbe inzio “Eruzione di Randazzo“. Dopo tutta una serie di scosse telluriche e aperture di varie fratture a quota 2625 e 2500 m, ebbe inizio la colata lavica principale con fuoruscita di lava a quota 1800 m. con direzione tra Randazzo e Montelaguardia, distruggendo boschi, vigneti, coltivazioni,  case di campagne . Inoltre tagliava il binario della CircumEtnea e della Ferrovia dello Stato, la SS.120, la strada provinciale verso Moio ed altre strade comunali e poderali e raggiungeva le sponde del fiume Alcantara. Dopo aver percorso km.7,5 la lava si fermò. L’attività  delle bocche di frattura (1250-1115) continuò fino al 23 marzo ma il braccio di lava che minacciava Randazzo rallentò fino ad arrestarsi a circa 2 km dall’abitato. 

1982 – il 19 marzo viene inaugurata la statua di San Giuseppe dello scultore Gaetano Arrigo. Messa nella piazza San Giovanni Bosco, guarda il vulcano Etna, nella speranza che la città possa essere protetta.

1983 – Dopo varie vicissitudini burocratiche, giudiziarie, amministrative e finanziarie alle ore 19,24 del 22 agosto dal pozzo 2 di Santa Caterina sgorgava in abbondanza l’acqua rinvenuta a una profondità di 160 metri. Per la nostra Città è un evento storico ha dichiarato il sindaco Salvatore Agati ai cittadini, tecnici e amministratori presenti.

1987 – il 1 febbraio del 1987 si svolge la cerimonia della riapertura dell’Ospedale Civile . Presenti alla cerimonia, oltre ad un folto pubblico di cittadini ed addetti alla sanità e  con la gioiosa partecipazione della Banda Musicale di Randazzo “Erasmo Marotta“,  il Presidente Rino Nicolosi (che ha finanziato l’opera), l’assessore alla Sanità Aldino Sardo Infirri, l’assessore agli Enti Locali Francesco Parisi, il Sottosegretario ai Trasporti Nicola Grassi Bertazzi, gli onorevoli Nino Perrone, Salvatore Leanza, Nino Caragliano, Raffaele Lombardo, il Sindaco Salvatore Agati e molte autorità politiche, civili e religiose non solo del nostro Comune.
Nel ringraziare tutti  il Presidente dell’USL n.39  Francesco Rubbino, ha ricordato le tante vicissitudini passate per poter ristrutturare ed ammodernare il Presidio Ospedaliero.

1987Sabato 23 maggio 1987 ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione di una piazza al Maggiore paracadutista Francesco Vagliasindi. Il sindaco Salvatore Agati assieme al fratello del Maggiore Paolo Vagliasindi ha scoperto la lapide commemorativa alla presenza di numerose autorità e di cittadini.

1988 – Il Consiglio Comunale il 13 dicembre elegge sindaco Salvatore Agati.

1989 – Il Consiglio Comunale su proposta del sindaco Salvatore Agati con delibera n. 192 del 27 novembre 1989 concede la Cittadinanza Onoraria all’on. Calogero Mannino.

1990 – Il consiglio Comunale il 29 maggio  elegge sindaco Francesco Rubbino.

1991 – La Siciliana Gas inizia i lavori di metanizzazione della Città.

1992 – il Consiglio Comunale il 23 novembre elegge sindaco Giovanni Germanà.

1993 – Il Consiglio Comunale il 21 aprile elegge sindaco Francesco Lanza.

1994 – Nelle elezioni comunali del 27 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Angela Vecchio.

1996   Il Consiglio Comunale, Sindaco  Angela Vecchio, Presidente Fabio Aidala, con delibera n. 33 del 6 maggio denomina  la Sala del Consiglio in
“Sala Consiliare Giovanni Falcone Paolo Borsellino “.

1996 – Tra il 20 e il 29 marzo si verificò un evento franoso che interessò il lato sinistro del fiume Alcantara. Il movimento esteso per circa 1850 metri di lunghezza e di circa 900 metri di larghezza copri 165 ettari di terreno. La frana distrusse quasi un chilometro di S.S. n° 116, che collega gli abitati di Randazzo e Santa Domenica Vittoria, trascinò a valle terreni coltivati di un certo pregio causando danni all’economia locale, infine, rovinò all’interno dell’alveo del fiume, ostruendolo e formando un invaso di sbarramento naturale di circa 375.000 m³, che impediva il normale deflusso delle acque verso valle.

1998 – Nelle elezioni comunali del  8 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Ernesto Del Campo.

2002 – La Link Japan, una tra le maggiori reti televisive giapponesi, annualmente produce uno special televisivo di 30 minuti, dedicato ad un personaggio nazionale o straniero che si è distinto particolarmente per la sua attività.  Il 2002 è stato celebrato dall‘ONU come anno dedicato alla montagna e alla natura ed è stato questo il motivo per cui i responsabili dell’emittente nipponica hanno voluto dedicare uno dei suddetti programmi ad un personaggio che si occupa di ambiente e natura.
La scelta è caduta sul nostro concittadino Vincenzo Crimi Commissario Superiore della  Forestale
.

2003 –  Nelle elezioni comunali del  10 giugno  i cittadini eleggono direttamente sindaco Salvatore Agati.

2005  –  Medaglia D’Argento al Merito Civile. Data del Conferimento il 25 gennaio 2005 con la seguente motivazione: Comune, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall’esercito tedesco, fu sottoposto per trentuno giorni, tanto da essere definito  ” la Cassino di Sicilia “, a violentissimi bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione dell’intero abitato. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.  13 luglio – 13 agosto 1943

2006 – Il 20 settembre 2006, all’età di 83 anni, si è spento a Catania  Angelo Priolo. Ornitologo di fama mondiale. Nel 1983 viene costituito il Museo Civico di Scienze Naturali . Nel 1986 consegna al Comune la sua Collezione Ornitologica di 2250 esemplari che rappresenta una delle maggiori raccolte di uccelli che si conservino nell’Italia Meridionale. Nel 1991 viene nominato, assieme a Luigi Lino del WWF, Conservatore Onorario del Museo. Nel 2012 aderendo ad una richiesta dell’Associazione Ornitologica, ma soprattutto per riconoscenza e gratitudine della nostra Comunità,  gli viene intitolato il Museo.

2007 Emanuele Manitta, già portiere della A.S.Randazzo, fa il suo esordio nel campionato di calcio della Serie A nella partita Livorno – Roma (1-1) 21 gennaio 2007. E’ il primo giocatore di calcio Randazzese che ha giocato nella massima divisione calcistica. Emanuele Manitta ha anche giocato nel Bari, Ragusa, Messina, Napoli, Catanzaro, Bologna, Siena.

2008 – il 22 febbraio muore all’età di 90 anni ad Acireale  padre Antonino Maugeri. Era nato a Randazzo il 4 settembre 1918 primo di nove fratelli di cui un altro , padre Rosario, anch’esso sacerdote.  Per più di 40 anni canonico della chiesa San Pietro e Paolo di Acireale fu stimato ed amato dagli acesi non solo per la missione sacerdotale, ma soprattutto per l’intelligenza e cultura. Appassionato di musica fu pianista, organista, compositore vincendo diversi concorsi di musica sacra. Nel 1990 nasce la Corale Polifonica ” Don Antonino Maugeri “. Il 23 maggio 2007 gli è stato intitolato l’Auditorium dell’Istituto “G.Galilei”  di Acireale.

2008 –  Nelle elezioni comunali del  1 luglio  i cittadini eleggono direttamente sindaco Ernesto Del Campo.

2011 – Gli abitanti di Randazzo sono:  11.108

2013 –  Nelle elezioni comunali del  12 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Michele Mario Mangione.

2013 Carmelo Carmeni  (nato a Randazzo il 29 settembre 1972) ha vinto il sesto campionato del mondo di forgiatura disputatosi a Stia (Arezzo) nei giorni tra il cinque e l’otto settembre durante la XX Biennale Europea d’Arte Fabbrile La gara  ha visto la partecipazione di 200 fabbri provenienti da 20 paesi stranieri e aveva come temaPlasticità“.  Carmeni ispirandosi alla Sicilia e a Luigi Pirandello ha intitolato la sua opera “Uno, nessuno e centomila”
I lavori eseguiti sono stati giudicati da una giuria internazionale.

2016 – Alla presenza di molte autorità e cittadini il 29 aprile si è svolta la cerimonia di  intitolazione dello spiazzo antistante il lato nord della chiesa e la sacrestia (‘a Tribonia) all’Arciprete Monsignore Vincenzo Mancini che d’ora in poi si chiamerà  “Largo mons. Vincenzo Mancini”. Il sindaco Michele Mangione ha dichiarato che la Giunta  con delibera n. 19 del 19 febbraio 2016 stabilendo di dedicargli questo “largo” ha voluto riconoscere i tanti meriti dell’Arciprete Mancini nei confronti della nostra Cittadinanza.  Il vescovo Antonino Raspanti e il parroco don Domenico Massimino hanno ricordato il suo impegno sacerdotale.

2017 – il 23 settembre nasce il sito: www.randazzo.blog . Lo scopo è dare una rappresentazione dell’arte, della storia, della cultura, dei costumi, degli avvenimenti, dei personaggi e dei luoghi della nostra Città.  Amministratori : Giulio Nido, Francesco Rubbino, Lucio Rubbino .

2018 –  Nelle elezioni comunali del  11 giugno i cittadini eleggono direttamente sindaco Francesco Sgroi.

Rubrica a cura di Francesco Rubbino

 

 

 

 

 

 

 

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