Dissesto Finanziario

Dissesto Finanziario

 

     La Giunta Municipale presieduta dal sindaco Francesco Sgroi – assessori Giuseppe D’Amico, Giuseppe Gullotto, Maria Mancuso, Alfio Pillera – con  delibera n.84 del 16 maggio 2019 ha dato l’avvio alla procedura del dissesto finanziario del Comune.

     Già da tempo gli Amministratori Comunali si trovavano in grande difficoltà nel portare in pareggio i capitoli di bilancio,  tant’è che nel 2016 la giunta presieduta dal sindaco Michele Mangione e successivamente  nel 2018 la Giunta presieduta dal   sindaco Francesco Sgroi erano ricorsi alla procedura di predissesto, che prevedeva la possibilità di contrarre un mutuo a tassi vantaggiosi e spalmare i debiti nell’arco temporale di trenta anni al fine di salvaguardare le risorse umane e finanziare del comune, nonché i creditori e i servizi erogati ai cittadini.
     Il Consiglio Comunale, a seguito della delibera di Giunta, nella seduta del 30 maggio 2019 con la delibera n. 17 con all’oggetto: “Dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, dell’ente, ai sensi dell’art. 246 del D. Lgs. 267/2000”, approva la dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente.
     Nell’aula sono presenti tutti i consiglieri comunali, i quali dopo un dibattito di 6 ore, approvano a maggioranza (11 voti favorevoli e 5 contrari) la delibera. 

     Con l’approvazione del dissesto il Presidente della Repubblica, con proprio decreto in data 23 agosto 2019, su proposta del Ministero dell’Interno, che ha competenza sulla finanza locale, ha nominato tre Commissari Straordinari che faranno parte dell’organo di liquidazione al fine di estinguere la massa debitoria del comune.
     Si tratta del dott. Antonino Alberti, già Segretario generale del Comune di Giarre, in quiescenza, il dott. Andrea Dara, dottore commercialista e il dott. Giuseppe Milano, funzionario economico finanziario.

      L’Organo straordinario di liquidazione si è formalmente insediato il 18 settembre 2019 e per 5 anni gestirà il bilancio comunale per quanto riguarda la gestione dell’indebitamento e adotterà tutti i provvedimenti inerenti l’estinzione dei debiti.

     Per quanto riguarda le conseguenze sui cittadini i primi provvedimenti della Giunta e del Consiglio sono stati l’aumento al massimo di tutte le aliquote delle imposte e tasse comunali. Con delibera di Consiglio n. 24 del 28 giugno 2019 l’IMU (Imposta Municipale Unica), la tassa sulla casa, ha segnato un aumento del + 1,60 per mille, passando al 10,60 per mille, mentre  per la TASI (Tributo per i servizi indivisibili . Con la Legge di Bilancio 2020 – Legge 27 dicembre 2019, n. 160, è stata abrogata la TASI ed è stata istituita la nuova IMU 2020). tassa sui servizi, viene introdotta una nuova imposta sui fabbricati invenduti pari al 2,5 per mille e sui fabbricati rurali dell’1 per mille.
     Per quanto riguarda  l’addizionale comunale IRPEF (Imposta sul redditto delle persone fisiche)  con delibera n. 25 del 16 maggio 2019 il Consiglio Comunale ha  modificato il regolamento, abolendo ogni esenzione dell’imposta in riferimento al reddito, aumentando il numero dei contribuenti e interessando anche chi fino ad allora era esonerato dal pagamento perché avente un reddito basso.
     Il debito lo pagheranno anche e maggiormente i creditori  (imprese e professionisti) che nel tempo hanno prestato i loro servizi al comune ma che vedranno solo in parte saldate le loro fatture.
     La commissione nominata dal Ministero degli interni ha il compito specifico di accertare la massa passiva e, conseguentemente, tentare il recupero dei crediti del Comune, anche con azioni forzose nei confronti dei cittadini e aggredendo pure i beni comunali.
     Ove le somme recuperate non soddisfano il debito complessivo del dissesto finanziario, il Comune ha obbligo di inserirli in un bilancio triennale e provvedere al pagamento.
     Può succedere che il Comune non avendo la possibilità di pagare questo ulteriore debito possa rientrare ulteriormente in un altro dissesto finanziario. 
     Quindi, tutto ciò che la Commissione  non riuscirà a liquidare, sarà interamente pagato  dai Cittadini Randazzesi e non, come si fa intendere, dallo Stato.
     Questo significa che bisogna avere molta oculatezza nella gestione del bilancio sia per quanto riguarda le spese, sia per quanto riguarda la certezza delle entrate per i tributi messi a ruolo.
     Il Comune tempo per tempo dovrebbe comunicare ai cittadini tutte le iniziative che vengono intraprese al fine di non pregiudicare più un eventuale altro dissesto.

Una falla si è già aperta per quanto riguarda la TARI (Tassa sui rifiuti). Infatti è stato approvato il Piano Economico Finanziario senza tener  conto di quanto previsto dalla deliberazione ARERA n. 443 del 31 ottobre 2019.

Francesco Rubbino .

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