Domenico Scalisi

 

Mi chiamo Domenico Scalisi, classe 1986, randazzese!

Sin da bambino il disegno è stato la mia più grande passione, ho approfondito i miei studi all’Accademia di Belle Arti di Catania e in vari corsi di pittura e scultura, in altre città d’Italia!
Oggi mi occupo di illustrazione e modellazione, scarabocchio con pastelli, acquerelli ed espongo le mie opere in varie gallerie d’arte, maggiormente negli Stati Uniti.
Ciò che apre il sipario della mia immaginazione è una corrente artistica oggi riconosciuta, il pop-surrealismo che, con il mix di varie arti e ispirazioni, è uno specchio della contemporaneità.
Esso ha origine dalla contaminazione di diversi linguaggi visivi mescolati tra loro: il fumetto, i tatuaggi, la science fiction, il cinema, il folklore, il rock & roll e molto altro ancora.
Nel 2009 ho scoperto le paste polimeriche che mi hanno portato in un mondo fantastico fatto di bambole e burattini (o meglio definite “ooak”, acronimo che sta per l’inglese “one of a kind” e significa pezzo unico) nel quale mi ci sono immerso e che non ho mai abbandonato! Si tratta di argilla sintetica termoindurente con la quale dò forma a personaggi bizzarri e surreali.
Ho passato anni ad ideare e scarabocchiare strane creature che non vedevano l’ora di prendere una forma tridimensionale e poter trasmettere sentimenti, emozioni e ossessioni.
I miei personaggi hanno sembianze antropomorfe per cui nelle mie creazioni vedrete vari oggetti di uso comune e non, cibi o vegetali con sembianze umane come se fossero usciti da una favola o da un film di animazione, considerando il mio interesse verso il fantasy e per tutto ciò che è decadente.
L’animazione sarà uno dei miei prossimi obbiettivi avvicinandomi alla tecnica cinematografica dello Stop Motion! Si tratta di lavorare su singoli fotogrammi che insieme racchiudono movimenti ed espressioni, animandoli poi in un corto finale.

Nel 2012 è nato il mio marchio: Nobu Happy Spooky  (<nobuhappyspooky@gmail.com>)

Con esso ho partecipato a varie mostre, accanto ad artisti per me importantissimi e ciò mi rende molto orgoglioso!
Tra le più importanti:

– (2015) ROTOFUGI GALLERY (CHICAGO): The Nightmare in Wonderlnd “Part 0” 

– (2015) DISTINCTION GALLERY (ESCONDIDO – CALIFORNIA): The Nightmare in Wonderlnd “Part 2” 

– (2015) PINK ZEPPELIN GALLERY (BERLINO): The Nightmare in Wonderlnd “Part 3” 

– (2015) THE GOOD GOAT GALLERY (LAKEWOOD – OHIO): Six Degrees of Vincent

– (2015) THE GOOD GOAT GALLERY (LAKEWOOD – OHIO): Lucha Libre Meets the Dead

– (2016) THE GOOD GOAT GALLERY (LAKEWOOD – OHIO): Harold Loves Maude

– (2016) EDGAR ALLAN POE MUSEUM (RICHMOND – USA): a POEtic Tribute 

– (2016) CACTUS GALLERY (LOS ANGELES): Dollmakers V 

– (2016) LUCH ART GALLERY (LATINA-ITALIA): 3D MASTER 

– (2016) CACTUS GALLERY (LOS ANGELES): Tiny Treasures XI 

– (2017) CLUTTER GALLERY (NEW YORK): They Came from Planet Rainbow Sparkles 

– (2017) CACTUS GALLERY (LOS ANGELES): Dollmakers VI 

– (2017) CACTUS GALLERY (LOS ANGELES): Dia De Los Muertos X

– (2017) CACTUS GALLERY (LOS ANGELES): Tiny Treasures XII

    Nel 2018 ho pubblicato il mio primo libro illustrato: “IL DIARIO DI VICTOR FRANKENSTEIN”  grazie alla casa editrice Bakemono Lab 

IL DIARIO DI VICTOR FRANKENSTEIN
di Jessica Ravera
Illustrazioni: Domenico Scalisi

Il diario di Victor Frankenstein
liberamente tratto dal romanzo di Mary Shelley
Scritto da Jessica Ravera
Illustrato da Domenico Scalisi

Morte, vita, morte. Non c’è vita senza morte e non c’è morte senza vita.
Due facce della stessa medaglia, due parti uniche e inscindibili.
La stessa materia. La stessa sostanza. Lo stesso stato.
Ciò che cambia è solo il passaggio da una all’altra, il senso unilaterale.
Si passa dalla vita alla morte, mai, mai, mai il contrario.
Non può avvenire il contrario! Non deve avvenire!
Va contro la legge degli uomini.

Se l’essere umano per evolversi ha infranto molte leggi, allora perché?
Perché non è contemplabile anche il contrario?

 

 

 

Il catanese Domenico Scalisi racconta l’arte Creepy Cute: “Un misto tra macabro e dolce”

14 marzo 2018

Rosario Gullotto

Domenico Scalisi, 31 anni, originario della provincia catanese, è un artista del surreale. La Creepy cute art gli ha permesso di raggiungere i primi significativi traguardi nel panorama artistico internazionale.

Quando immaginiamo l’arte, nei suoi mille scenari possibili, guardiamo spesso al passato, vivendo il presente come povero di idee e di bellezza. È uno stereotipo che si è declinato variamente nel corso della storia dell’arte.

Ma anche i moderni, nella loro piccola o grande dimensione, ci riescono spesso a regalare idee originali e a creare correnti artistiche di successo… come la Creepy cute (traducibile in italiano come Raccapricciante bellezza), una forma d’arte che abbiamo tutti conosciuto grazie ai film in stop-motion Nightmare before Christmas e La Sposa cadavere, entrambi prodotti da Tim Burton. Caratteristica principale è modellare il macabro esaltando la bellezza della forma. Ecco che soggetti atipici come uno scheletro o un cadavere possono prendere sembianze dolci e lineamenti armonici, creando un contrasto orrido-bello affascinante quanto misterioso.

L’artista catanese Domenico Scalisi può essere considerato a tutti gli effetti un esponente nostrano di questa nuova arte. Classe 1986, illustratore e scultore del surreale, Domenico si è formato all’Accademia delle belle arti di Catania, anche se lasciata per inseguire il suo sogno in Italia e nel mondo.

Ci racconta di sé: “Ho scelto questo stile chiamato Creepy cute, un misto tra macabro e dolce, perché rispecchia la mia visione poetica del mondo circostante, una visione insieme grottesca e gotica dell’esistenza. Il tutto centrato sull’antropomorfismo, per cui nelle mie creazioni vedrete vari oggetti di uso comune e non, con sembianze umane… Ogni forma può prendere vita!”.

Un’operazione di per sé complessa, perché si tratta di dare corpo (e anima) ad oggetti che ne sono privi. “È un po’ come vivere una favola. – continua– Immagini questi oggetti prendere vita e muoversi come fossero un essere umano. E poi è uno stile già presente da secoli nell’arte umana, sotto diverse forma, anche letterarie, basti pensare ai miti o le leggende che vedono mescolati insieme uomini e animali o uomini e oggetti naturali/fisici”.

Una propensione verso questo stile che nasce quasi istintiva nell’arte di Domenico, che ci spiega: “Ho sempre disegnato, fin da piccolo, fino a quando non ho pensato di dare una forma 3D alle mie immagini e quindi ho iniziato a modellare i miei personaggi. L’ultimo passo sarà quello di dare vita ai miei disegni, tramite computer e la tecnica dei cortometraggi in stop-motion”. Si tratta di lavorare su singoli fotogrammi che insieme racchiudono movimenti ed espressioni, animandoli poi in un corto finale.

Essenziale poi, per la vita di un artista, è il riconoscimento da parte del pubblico. “Ho iniziato con le fiere del fumetto, – ci racconta – ma lì non riuscivo a sentirmi artisticamente soddisfatto, perché finivo con il riprodurre personaggi non miei, diventava come un limite. Allora mi sono deciso ad esporre nelle gallerie d’arte commerciali, come la Rotofugi Gallery di Chicago (ormai 3 anni fa), e in varie gallerie di Los Angeles e Ohio; mentre in Europa ho esposto a Berlino. Qui è imposto solo il tema mentre le creazioni sono totalmente lasciate all’ispirazione personale. Inoltre, il contatto con altri artisti e l’acquisto delle opere da parte dei collezionisti mi permette di ricevere i meriti e le soddisfazioni indispensabili per comprendere la direzione da seguire”.

Tre anni fa la prima mostra in galleria e la prima opera chiamata The creator of nightmares, ovvero Il creatore di incubi in italiano, a cui Domenico si sente particolarmente legato: “In quest’opera ci sono io che manovro due burattini, uno dei quali conficca dei chiodi negli occhi dell’altro: appunto crea un incubo.
E questa immagine, così crudele ma esemplificativa, è tratta da una poesia di Tim Burton intitolata ‘Il bambino con i chiodi negli occhi’. Il tema della mostra era proprio un tributo al regista e l’ho voluto realizzare immergendomi io stesso in una sua poesia. Anche il dettaglio della pittura è un chiaro riferimento a lui: la base è una scacchiera in bianco e nero, che insieme con le spirali è un topos dell’arte grafica di Burton”.

“Inoltre, – continua Domenico – voglio far notare l’espressione né crudele né impaurita, bensì malinconica del protagonista, in contrasto con l’incubo da lui creato”. È questa capacità espressiva di contrasto una caratteristica essenziale e tipica delle sue opere, che si richiamano oltre a Tim Burton anche ad autori vari come il pittore Mark Ryden e il regista messicano Guglielmo Del Toro.

Un inizio di successo che non ha fatto perdere all’artista il legame con la sua terra, come ci dice lui stesso: La Sicilia la porto dentro di me e mi piacerebbe un domani poter portare la mia arte proprio nella mia terra natia, dove il genere che uso non è ancora conosciuto”.

Lo studio – conclude Domenico – è fondamentale! Insieme con la tenacia, la volontà di mettersi in discussione e sperimentare sempre nuove espressioni, per differenziarsi da ciò che già si vede in giro. Fare di tutto per farsi conoscere è il consiglio più importante che sento di dare a chi come me è partito da zero nel mondo dell’arte”.

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Make Up post cottura, sperimentare e sperimentarsi: parla Nobu Happy Spooky!

Nuova interessante intervista per chi vuole dare un tocco in più alle proprie opere…il make up, ossia la decorazione della propria creazione dopo la fase cottura.

Abbiamo già visto nell’intervista con Martinarte che uno dei modi per dipingere la propria creazione in Fimo è la stesura a strati di acrilico e colla vinilica in maniera totalmente coprente per poi dipingere con acquerelli e tempera ( link: https://lafigliadelbrigante.wordpress.com/2013/02/10/larte-di-inventarsi-la-propria-arte-lesperienza-di-martina-de-pellegrin-in-arte-martinarte/ ), tuttavia questa nuova intervista avrà lo scopo di trattare una tecnica per mantenere il più possibile lo sfondo del colore originale del fimo per poi attuare un vero e proprio ” make-up”, una seduta di trucco che darà personalità all’opera.

Maestro di questa tecnica è Domenico Scalisi, in arte Nobu Happy Spooky, il quale afferma che una volta cotte le sue creazioni sono appena a metà dell’opera! Nobu ha inoltre avuto l’abilità di creare un mondo completamente suo, che prende ispirazione dalle sue muse, registi, pittori e scultori, ma con uno stile innovativo che lo rende immediatamente riconoscibile  e che riesce anche a impregnare i suoi soggetti di un’ anima vibrante e quasi viva…raggiungendo così uno dei traguardi più ambiti di qualunque creativo!

Raccontaci del cammino che ti ha reso l’artista che sei ora, le decisioni cruciali, le strade intraprese, insomma, tutto ciò che ti ha portato ad essere te stesso oggi.

Ognuno di noi nasce per diventare qualcuno, per trovare la strada per inseguire un sogno. Non esiste un momento preciso in cui ho deciso di dedicarmi all’arte. Sin dalla prima infanzia mi rifugiavo nel mio mondo fatto di pastelli colorati e plastilina. Ho studiato all’Accademia di belle arti ma mi definisco comunque autodidatta dato che mi occupo di tutt’altro rispetto ciò che studiavo!

Il mio primo amore è sempre stato il disegno, e ho partecipato a molte mostre di pittura e illustrazione. Solo da qualche anno ho sentito la necessità di rendere reali le mie creature dando loro una vita tridimensionale. Ciò che creo mi fa sentire realizzato al 100% poichè ho scoperto che questo è il miglior mezzo con il quale esprimermi attraverso le mie opere.

Nonostante questo sono sempre alla ricerca di materiali nuovi da sperimentare. Passo molto tempo libero tra gli scaffali dei negozi di belle arti perchè credo che oltre alle idee servano i giusti mezzi per metterle in pratica… e così un giorno di molti anni fa sono stato attratto da quei panetti colorati e mi si è aperto un mondo… dal quale non sono più riuscito a staccarmi!

I tuoi soggetti e il tuo stile ti hanno caratterizzato fino dall’inizio della tua pagina…sono nati dopo aver cominciato a lavorare in 3D o erano già ben vivi nella tua testa?

Inizialmente, come credo tutti, creavo soggetti molto semplici, personaggi molto stilizzati, spesso ispirati alla moda kawaii del Giappone… Subito dopo aver afferrato le prime basilari tecniche di lavorazione  ho però dato vita ai miei primi mostriciattoli dato che all’epoca ero molto in tinte gotiche! Creavo insieme alla mia attuale compagna ed insieme abbiamo intrapreso la stada dell’handmade, aiutandoci e consigliandoci a vicenda, partecipando a varie esposizioni artigianali, sagre e mercatini natalizi.

 

La mia pagina è nata dopo qualche anno di esperienza col fimo, quindi prima ho sviluppato uno stile (tutt’ora e sempre in fase di evoluzione e miglioramento) e successivamente ho debuttato sul web!

I miei personaggi sono sempre nati dai miei disegni, anche perchè credo che ciò diviene un valido supporto per mostrare con estrema precisione quello che voglio realizzare modellando… ed è proprio così che come per magia posson prendere forma staccandosi dal foglio di carta! Inutile dire che tutte le forme d’arte sono connesse tra di loro… io ne ho sempre la prova dato che spesso anche la musica e la poesia sono mia fonte di ispirazione.

Ho impiegato qualche anno prima di raggiungere il livello desiderato facendo e rifacendo prove di stile soprattutto per cercare di evitare il più possibile tutte le influenze da parte dei miei artisti preferiti (scultori, pittori, registi) perchè in questo campo distinguersi credo sia una delle cose fondamentali! Dietro tutto quindi c’è un lungo percorso di studio e di documentazione.

Ho un attrazione fatale verso il mondo dello stop motion, bambole e burattini mi circondano quotidianamente e prendono forma nella mia mente e attorno a me! Vivo in un mondo parallelo popolato da centinaia di personaggi che non vedono l’ora di prendere forma per poter esprimere emozioni e sentimenti.

Cominciamo ora con le domande più tecniche: so che esistono molti modi per trattare la creazione una volta cotta, ma nella mia esperienza personale la maggior parte dei colori scivola via dal fimo, fissandosi per lo più nelle fessure e nelle parti ruvide. Le tue creazioni sembrano invece fogli di carta bianchi su cui riesci a rendere tutte le sfumature che desideri.

 

Molto presto mi sono accorto che il colore del fimo non mi basta, sui miei soggetti trovo siano troppo “finti”. Ho bisogno di sentirli vivi, ho bisogno di vederli arrossire, sporcarsi, talvolta sanguinare o piangere (non prendetemi per pazzo XD), ho bisogno di aggiungere quei dettagli in più in maniera diversa da ciò che permette il fimo stesso!
E’ ben chiaro che dopo aver sfornato una creazione mi trovo spesso ancora a metà strada prima del lavoro compiuto! Solitamente mi affido all’utilizzo di acrilici o acquerelli, ma su particolari pezzi preferisco utilizzare i pregiatissimi colori Genesis che richiedono un fissaggio in forno per circa 8-10 minuti a 130 gradi!

” Sirena Abissale” WIP

” Sirena Abissale” dopo il make Up. La base è stata realizzata con i Genesis, mentre il make up successivo con acrilici ultradiluiti

Molti di voi si chiederenno… ma cosa sono questi Genesis? Beh la domanda sorge spontanea e posso dirvi che sono dei colori speciali, non sono acrilici e non sono ad olio, sono simili a delle creme che si diluiscono tramite un Medium ed il tutto con una punta sottilissima di pennello, quindi piccolissime quantità di colore per evitare sprechi! Permettono sfumature molto realistiche e trasparenti, la pasta sembra quasi assorbirli al suo interno e quindi assistiamo ud un effetto piacevolissimo…tantochè svengono principalmente utilizziati nel mondo delle OOAK, nelle bambole Reborn, ovvero soggetti iper realistici.

Golum” è stato realizzato dapprima stendendo uno strato di acrilico marrone ultradiluito, e infine rifinito con i colori Genesis per dare un tocco naturale al carnato

Riguardo l’uso di acrilici o acquerelli, posso dire che spesso scivolano sul fimo ma nel mio caso si tratta di superfici non lisce, anzi, direi ruvidissime, grottesche! Un esempio sono i miei piccoli ortaggi, mi son divertito un sacco ad acquerellarli di marrone, verde, rosso come fossero sporchi di terreno, essiccati ed intimiditi! Se si tratta di superfici lisce come il viso di una doll mi affido all’acrilico molto diluito che ha una presa maggiore rispetto all’acquerello. Con un pennello sottilissimo dipingo le labbra e dopo asciutte le proteggo con la vernice gloss per evitare salti facilmente via.

” si vedono gli acquerelli?XD”

Posso aggiungere che si può ricorrere anche all’uso di pigmenti in polvere o classica polvere di gesso o addirittura ombretti! Personalmente mi trovo più comodo con materiali di pittura perchè quelli in polvere richiedono una cura maggiore per evitare l’effetto “chiazze” se non vengono ben stese, inoltre vanno fissati con il gloss, che trovo non sia adatta soprattutto quando si tratta di realizzare parti del corpo e visi.

Ho sentito che per realizzare ad esempio le miniature di giochi quali Warhammer, esistono delle vernici anche spray che creano una base su cui poter poi colorare con qualunque tipo di colore, soprattutto acrilico. Secondo te potrebbe essere una soluzione?
Personalmente non trovo sia una buona idea coprire totalmente il colore di base del fimo, perchè trovo che l’effetto finale sia un pò pasticciato e inoltre ridipingere la creazione risulterebbe scomodo… Io se ho voglia di creare una scultuta da dipingere mi affido al fimo light (o efaplast). E’ un materiale leggerissimo, comodo da modellare, indicato per sculture anche di grandi dimensioni che asciuga all’aria. Consiglio il colore bianco (esiste di vari colori in grandi panetti) che si può tranquillamente dipingere con qualsiasi tecnica!

 

Cosa consigli infine alle persone che vogliono intraprendere un percorso creativo basato sul make up delle loro creazioni?
Se si ama pastrocchiare sulle paste polimeriche con varie tecniche di colorazione consiglio sempre di azzardare, di non aver paura di sbagliare… di provarle tutte perchè l’esperienza aiuta a capire quali sono i metodi più adatti alle proprie esigenze, a quel che si vuole ottenere. Partire con le idee chiare o schirirsele divertendosi a dare sfogo alla propria creatività perchè in fondo l’arte è pura libertà espressiva!

Mi sento di ringraziare particolarmente Domenico poichè ci ha resi partecipi di tecniche di cui non si viene a sapere tutti i giorni, e aggiungo senza nessuna reticenza,  e questo nonostante sia uno degli artisti più copiati attualmente su facebook.

Il suo, come quello di tutti coloro che hanno partecipato o vogliono partecipare attivamente in questo blog, è un gesto anche simbolico verso chi vuole vivere l’arte in pace sotterrando l’ascia di guerra e lasciando una impronta in questo mondo in maniera adulta e consapevole, crescendo insieme, nel pieno spirito di queste pagine.
Perchè, come dico sempre, le tecniche si possono insegnare, i soggetti no. Quelli dovete trovarveli da soli, se volete davvero che qualcuno si ricordi di voi come persone creative…artisti, persino. Rifletteteci su!
Se volete seguire le mirabolanti avventure di Nobu Happy Spooky ecco la sua pagina di riferimento:

https://www.flickr.com/people/nobuhappyspooky/