Nino Grasso

 ANTONINO GRASSO, nato a Randazzo il 16 ottobre 1943.

1. TITOLI ACCADEMICI
Maturità magistrale conseguita presso l’Istituto “Regina Elena” di Acireale nel 1967. 
Magistero in Scienze Religiose conseguito nel 1999 presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Luca” di Catania;
Bacellierato in S. Teologia conseguito nel 2000 presso l’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina;
 
Licenza in S. Teologia con specializzazione in Mariologia conseguita presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma, ”Summa cum Laude”,  11 gennaio 2002; 
Dottorato in S. Teologia con specializzazione in Mariologia, conseguito presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” il 14 novembre 2005, “Summa cum Laude” con la tesi: “La Madre di Dio e la pace in alcuni documenti magisteriali di Paolo VI”. 
2. ATTIVITÀ ACCADEMICHE E RADIOFONICHE

– In qualità di Professore Stabile insegna Mariologia nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Luca” di Catania aggregato alla Pontificia Facoltà Teologia di Sicilia; 
– É socio corrispondente della Pontificia Academia Mariana Internatinalis (PAMI) della Santa Sede; 
– É socio ordinario dell’Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana (AMI).
– Collabora dal 2013 per i commenti mariologico-mariani con la trasmissione “Non un giorno qualsiasi” della Radio Vaticana condotta da Federico Piana.
– È stato relatore in Convegni di vario genere a Catania, Siracusa, Giarre, Alcamo, Palermo.

3. ATTIVITA’ SOCIALI, ONORIFICENZE CIVILI E CONOSCENZA LINGUE

– É stato per lunghi anni Corrispondente Consolare del Consolato Generale di Monaco di Baviera per la Regione della Svevia meridionale con sede a Kempten/Allgäu;
– È stato Insignito il 02 giugno 1980 dal Presidente Sandro Pertini dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica Italiana” “per particolari benemerenze” acquisite al servizio dell’emigrazione degli italiani in Germania. 
– Parla correttamente la lingua tedesca ed ha l’abilitazione all’insegnamento di questa lingua, avendo insegnato per molti anni nelle scuole tedesche della Svevia meridionale, in Baviera, dove ha pubblicato un libro, in collaborazione con un’autrice tedesca dal titolo ICH LERNE DEUTSCH (Io imparo il tedesco) per l’insegnamento del tedesco ai bambini italiani.
4. ARTICOLI E INTERVISTE SU GIORNALI
É autore di numerosi articoli pubblicati sulle seguenti riviste:
“LAÓS” dell’I.S.S.R. “San Luca” di Catania;
– “Theotokos” (“Siti mariani in Internet”)
– “La Roccia di Belpasso” – Santuario del Cuore Immacolato di Maria Regina della pace.
– “Cammino” – Periodico dell’Arcidiocesi di Siracusa
– “Maria”
Ha rilasciato interviste ai giornali:
– Avvenire
– Il Foglio
– Senza Colonne di Brindisi
– La Sicilia
5. PUBBLICAZIONI A CARATTERE MARIOLOGICO

É autore di 10 pubblicazioni mariane presso le case editrici:
1) EDITRICE ANCILLA (CONEGLIANO) – “Maria con te” con prefazione di R. Laurentin [1994]
2) EDITRICE ANCILLA (CONEGLIANO) – “E la Vergine distese le mani” [1995]                                 Seconda Edizione Dicembre 2011. 
3) EDIZIONI GRIBAUDI (MI) – “Guadalupe. Le apparizioni della “Perfetta Vergine Maria” 
4) ASSESSORATO BENI CULTURALI AMBIENTE E PUBBLICA ISTRUZIONE DELLA SICILIA (PALERMO) – Av.Vv., “Maria, madre della speranza, Donna di legalità” a cura di N. Mannino [2006].
 
5) PONTIFICIA ACADEMIA MARIANA INTERNATIONALIS (CITTÀ DEL VATICANO) – “La Vergine Maria e la pace nel magistero di Paolo VI” [2008];
 
6) EDITRICE ISTINA (SIRACUSA) – “Maria di Nazareth. Saggi teologici” [2011].
 
7) EDITRICE ANCILLA (CONEGLIANO)  – “Perchè appare la Madonna? Per capire le apparizioni mariane” [2012]
 
8) EDITRICE ISTINA (SIRACUSA) – Maria, maestra e modello di fede vissuta [2013]
 
9) EDIZIONI SEGNO (TAVAGNACCO)
– Apparizioni, malati e guarigioni a Lourdes. La prodigiosa guarigione di Delizia Cirolli il miracolo n. 65 di Lourdes riconosciuto dalla Chiesa [2015]
 
10) EDIZIONI SEGNO (TAVAGNACCO) – Maria, Madre di misericordia: “sotto il tuo manto c’è posto per tutti” Meditazioni [2016]
11) Prossima pubblicazione agli inizi del 2018: – Lucia Mangano. Una vita d’unione con Maria
 
6. ATTIVITÀ MARIOLOGICA SULLA RETE INTERNET
 
– É autore e gestore del portale di Mariologia http://www.latheotokos.it, raccomandato dalla Congregazione per il Clero e dalla Pontificia Academia Mariana Internationalis.
Il sito che ha migliaia di pagine di articoli su ogni aspetto della Mariologia, filmati, audio, immagini, ecc. è il sito mariano più visitato d’Italia e uno dei più visitati del mondo in campo mariano ed è stato recensito spesso.
Ecco le recensioni più significative:
– CHIESA CATTOLICA ITALIANA Convegno “Pastorale e Nuove Tecnologie” Assisi 911 marzo 2000 Relazione di F. Diani: “Radiografia virtuale della Comunità ecclesiale italiana”;
– LA MADRE DI DIO 4 aprile 2001; – JESUS, Aprile 2001;
– LA MADRE DI DIO 3 MARZO 2003;
– VERSO LA BIBLIOTECA ECCLESIALE DIGITALE. Indagine sull’impatto di internet sulla disponibilità e sulla consultazione on line della documentazione di natura ecclesiastica Barbara Fiorentini – Università Cattolica del S. Cuore (Piacenza) – OSSERVATORIO COMUNICAZIONE&CULTURA 10/2002. – Ne ha parlato una importante pubblicazione dal titolo “IL FENOMENO MARIANO NEI NUOVI MEDIA” alle pagine 143-147.

– È autore e gestore del sito dedicato alla Madonnina del Parco Sciarone di Randazzo:  www. fatimaparcosciaronerandazzo.

 

 

 

PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL LIBRO “LUCIA MANGANO. UNA VITA D’UNIONE CON MARIA”
DEL PROF. ANTONINO GRASSO

Il 19 febbraio 2018, nell’Aula Magna dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Luca” di Catania, aggregato alla Pontificia facoltà Teologica di Palermo, si è svolta la presentazione ufficiale dell’ultima pubblicazione del Prof. Antonino Grasso, docente dell’Istituto, dedicata alla più grande mistica siciliana dei tempi moderni: “Lucia Mangano. Una vita d’unione con Maria”.
Presiedeva la cerimonia l’Arcivescovo Metropolita di Catania, Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana e Moderatore del “San Luca”, Mons. Salvatore Gristina, circondato dalle autorità dell’Istituto, da altri esimi autori e davanti ad un nutrito gruppo di partecipanti.
La relazione ufficiale è stata tenuta dal Prof. Salvatore Maria Perrella, noto mariologo a livello internazionale, Preside della Facoltà Teologica “Marianum” di Roma e Direttore Editoriale della collana scientifica della Facoltà romana “Virgo Liber Verbi”, nella quale in volume del prof. Grasso è stato ufficialmente inserito al n. 9.
Dopo aver sottolineato la validità scientifica della pubblicazione, il Prof. Perrella, è passato a delineare la figura di Lucia Mangano, Orsolina di San Giovanni La Punta, soprattutto sotto l’aspetto della straordinaria esperienza mistica che la annovera tra le più grandi della Chiesa universale.
Il Prof. Perrella, passava, quindi, a sottolineare la singolare angolatura mariologica del volume, dato che il Prof. Grasso ha approfondito il particolare, straordinario e intenso rapporto che Lucia Mangano ebbe con la Madre di Dio, angolatura irrinunciabile per chi parla o scrive di Lucia, tanto che la sua esperienza non potrebbe essere pienamente compresa, se si tralasciasse di sottolineare l’intensità di questo singolare rapporto.
Sono, quindi intervenuti nel dibattito il Superiore dei frati Passionisti di Mascalucia, legati storicamente a Lucia Mangano che contribuì alla loro fondazione nell’isola ed il cui allora superiore, il Venerabile P. Generoso Fontanarosa, fu per lunghissimi anni il Padre Spirituale; la Superiora delle Orsoline di Catania, che ha ringraziato l’autore per aver rimesso in luce la figura di Lucia Mangano.
Dietro domanda di uno studioso presente, il Prof. Grasso è passato poi a descrivere l’amichevole rapporto che Lucia Mangano ebbe con il beato Antonio Allegra, grande missionario originario di San Giovanni La Punta, il primo a tradurre in lingua cinese la Bibbia, che conobbe la Venerabile fin da quando faceva il chierichetto nel Santuario della Ravanusa e che, pur trovandosi stabilmente in Cina, mantenne con lei un costante rapporto epistolare.
Il tutto si è concluso con l’augurio dell’Arcivescovo che l’opera del Prof. Grasso contribuisca a far conoscere meglio e ancor di più Lucia Mangano, una gloria dell’Arcidiocesi di Catania e della Sicilia.

 

 

 

PRODUZIONE   LETTERARIA 

 

 

                                                        PERCHE’ APPARE LA MADONNA?

 

Per capire le apparizioni mariane

 Il libro di Antonino Grasso

    La Costituzione Dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II al n. 62, dopo aver delineato i compiti della maternità spirituale di Maria nei nostri confronti, ha affermato che questa maternità di Maria nell’economia della grazia perdura senza soste fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti.
    Difatti, assunta in cielo, non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna.
    Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata.
    Collegandole con questo perenne e dinamico “prendersi cura dei fratelli del Figlio suo”, la mariologia legge le apparizioni della glorificata e assunta Madre di Dio, come manifestazioni impellenti di quell’amore materno che anima il suo cuore nei nostri riguardi e come conferma del suo essere l’icona del nostro divenire nuove creature in Cristo.
    Per questo motivo esse vengono anche chiamate “Mariofanie”. Il termine, infatti, secondo Stefano De Fiores, non solo declina il fatto dell’apparizione della Vergine, ma soprattutto indica la “persona di Maria e la sua funzione” in continuità con i dati biblici, che costituiscono la vera e fondamentale mariofania.
    Maria, così, non appare personaggio del tempo passato, ma continua a “manifestarsi” come persona viva, luminosa, glorificata, che si interessa, a causa della missione a cui è stata chiamata da Dio, dei suoi figli e delle sorti del mondo.
    Ne consegue, che le apparizioni della Vergine non possono essere spiegate e comprese, prescindendo dalla sua identità di madre e cooperatrice del Salvatore nella Storia della Salvezza. 
    In realtà, assistiamo oggi a un grave paradosso: le apparizioni mariane, che non godono quasi nessun credito nell’elite intellettuale e teologica e vengono declassate ad eventi secondari e privati, hanno, al contrario, un impressionante seguito nel popolo di Dio.
    Così che, mentre l’ufficialità quasi sempre tace, sottovalutando il fenomeno o accogliendolo con eccessiva riservatezza, milioni di fedeli si recano continuamente verso i luoghi in cui appare o si dice essere apparsa la Vergine.
    Con la conseguenza che essi, molto spesso, non sapientemente guidati o correttamente illuminati sulla natura, il valore, la valutazione e il significato di questi eventi, ignorando le direttive dei Pastori, assumono atteggiamenti troppo spesso dipendenti dai “messaggi” e dai racconti dei veggenti, considerati quasi nuovi evangelisti e nuove guide spirituali del mondo.
    Abbiamo, come afferma René Laurentin, il sorgere di una “Chiesa delle apparizioni” con le sue regole e il suo modus vivendi, che cammina parallela e spesso in dissenso con la “Chiesa istituzionale”. A questo si aggiungono le varie, gravi ed epocali crisi d’identità dell’uomo contemporaneo, spesso schiavo:

– del suo efficientismo esteriore, a cui non corrisponde un’uguale ricchezza interiore;

– del suo positivismo, empirismo e nichilismo che precludono la possibilità di un’apertura ai valori trascendenti;

– del suo materialismo, per cui primeggiano l’istinto per il piacere e per il possesso che gli fanno ignorare la bellezza del donarsi nell’amore e per amore;

– del suo attaccamento al potere e al dominio, che lo distolgono dall’idea della vita come servizio umile e disinteressato.

Inoltre, dobbiamo riconoscere che ci troviamo, drammaticamente, in un contesto generale di vita in cui:

– la fede, Cristo e la Chiesa, perdono il loro carattere di verità e di universalità salvifica, perché su di essi si getta continuamente un’ombra di dubbio, di incertezza e di discredito;

– l’angoscia e l’ansia, la paura e il dolore, anch’essi globalizzati, avvolgono la nostra esistenza; 

– i luoghi stessi della nostra vita somigliano sempre di più ad un terribile deserto, a un aspro monte fatto di solitudine, di incomprensioni, di desolazione. 

    È proprio la constatazione sia di una situazione ecclesiale in cui da un lato, quasi si ignorano o si criticano e, dall’altro, spesso si esaltano senza alcuna sicurezza teologica le rivelazioni private elevandole ad assoluta regola di vita; sia il riscontro di una situazione socio – antropologica in cui le donne e gli uomini del nostro tempo vivono, senza una reale apertura ai valori della trascendenza e senza prospettive, come veri “figli del nulla”, che ha spinto gli studiosi di mariologia a dedicarsi con maggiore serietà allo studio delle problematiche teologiche, ecclesiali, sociali ed antropologiche delle apparizioni mariane, con l’intento di fornire i chiarimenti necessari per una loro oggettiva valutazione, a beneficio non solo della Chiesa, ma della stessa umanità.
    Essi, infatti, con i loro studi approfonditi intendono:

– sollecitare i Pastori a riconoscere i frutti spirituali che esse producono;

indicare ai fedeli la sicura via per accoglierle senza infantilismo o isterismo religioso;

– sottolineare la loro incidenza nella società, perché si mostrano un valido aiuto per il rinnovamento spirituale dell’intera umanità, in cammino non verso l’autodistruzione, ma verso l’Eschaton, e fanno riscoprire Maria come icona, maestra e “presenza” di speranza e di giustizia in mezzo a noi.

    Tenendo conto di tutto questo, Antonino Grasso ha cercato nel suo volume di sintetizzare le complesse problematiche e i significati teologici e antropologici delle Mariofanie in 5 brevi ma intensi Capitoli:

  1. Quantità delle apparizioni
  2. Natura delle apparizioni
  3. Valutazione delle apparizioni
  4. Valore delle apparizioni
  5. Significato delle apparizioni

 

 

LA FEDE CHE CAMBIA LA STORIA: IL MESSAGGIO DI FATIMA CENT’ANNI DOPO

26 Ago 2017

Nino Grasso

Tra le celebrazioni di quest’anno in onore della Madonna dell’Elemosina, ha assunto un ruolo significativo il ricordo dei primi cento anni delle apparizioni della Madonna a Fatima, una delle più importanti mariofanie che ha segnato le vicende storiche del secolo scorso e che ancora è capace di interpretare profeticamente il nostro tempo.
Promossa dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina”, la conferenza di venerdì 25 agosto è stata introdotta da Alessandro Scaccianoce, responsabile attività culturali dell’aggregazione mariana, e condotta dal prof. Nino Grasso, docente di mariologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Catania.
Perché la Madonna appare? Qual è il messaggio per noi contemporanei? Qual è il valore profetico del terzo segreto? Con queste domande Scaccianoce ha avviato la riflessione, sottolineando come Fatima sia la dimostrazione della capacità della fede di incidere nella storia. “La fede – ha detto Scaccianoce – non è solo un rapporto intimo e personale con Dio, ma è principio di rinnovamento della vita. La preghiera e la penitenza, tra le consegne più importanti delle rivelazioni di Fatima, possono davvero modificare il male della storia”.
Nel suo intervento il prof. Grasso ha ripercorso le tappe delle apparizioni, avvenute tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917, e ha spiegato in dettaglio il contenuto dei tre segreti, o meglio, delle tre parti dell’unico segreto rivelato dalla Vergine ai tre fanciulli portoghesi. Ha detto Grasso:
“La visione dell’inferno, la possibilità di una nuova e più grande guerra e la persecuzione della Chiesa, con la visione del Vescovo vestito di bianco che cade sotto colpi di armi da fuoco ai piedi di una grande croce, sono i tre grandi segreti.
A queste visioni drammatiche però la Vergine accompagna sempre dei messaggi di speranza.
L’inferno può essere evitato, come anche il male della guerra, attraverso la consacrazione al cuore immacolato di Maria, con quel che significa questo atto, come adesione e fiducia all’intera persona della Madre di Dio.

Anche Giovanni Paolo II, che vide applicata a sé la profezia del Vescovo colpito con armi da fuoco, riconobbe che fu la Vergine a deviare con la sua mano il proiettile che lo colpì nell’attentato in piazza San Pietro il 13 maggio 1981”.
Grasso ha anche ricordato l’interpretazione dei segreti offerta da Joseph Ratzinger nel 2000, come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e l’omelia che tenne a Fatima, come Papa, in cui precisò che il valore profetico delle rivelazioni non è affatto esaurito:
la persecuzione dei cristiani, infatti, e il sangue versato da vescovi, preti, religiosi e religiose, e da tanti cristiani laici è sotto gli occhi di tutti.
“La Madonna – ha concluso Grasso – appare perché ci è madre, per richiamarci specifici aspetti della rivelazione evangelica e per confermarci la verità del cielo e della risurrezione”.
A chiudere la serata è stato l’intervento del Vescovo Paolo Urso che ha presieduto la Celebrazione eucaristica, con la partecipazione degli ammalati e dei volontari delle associazioni che operano nel territorio.
“Noi siciliani – ha detto Mons. Urso – invochiamo Maria come ‘a Bedda Matri’ non solo per far riferimento alla sua bellezza fisica, ma per sottolineare la sua bellezza spirituale. Lei che è davvero vicinissima a noi è anche la donna vestita di cielo e di sole, luminosa perché brilla della grazia di Dio.
Le rivelazioni di Fatima ci confermano che lei è sempre attenta alle nostre vicende umane e per noi desidera la felicità più grande: il paradiso. Un paradiso che inizia già su questa terra. Fatima ci conferma che non esiste un destino immutabile, ma al contrario che con il nostro contributo possiamo rendere questo nostro passaggio sulla terra migliore, per noi e per i nostri fratelli”.
Il prevosto don Pino Salerno ha ringraziato i presenti e ha esortato a vivere le celebrazioni con la ricchezza di queste splendide verità di fede, evidenziando l’importanza di queste riflessioni per il Santuario Mariano di Biancavilla che venera Maria come Madre di Misericordia.
    Articolo di Nino Grasso 

 

             MARIA, LA “DONNA” GLORIFICATA DAL RISORTO, ICONA DI VITA E PROFEZIA DI FUTURO PER I “FIGLI DEL NULLA”.

 

                                                                                Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Luca” – Catania

Introduzione

Secondo l’insegnamento di papa Paolo VI (1963-1978), espresso soprattutto nell’esortazione apostolica Marialis cultus del 2 febbraio 1974, 1 ripreso e  approfondito dal magistero successivo di Giovanni Paolo II (1978-2005), Maria è l’autentica risposta alla varie crisi d’identità dell’uomo contemporaneo, spesso incatenato dal suo efficientismo esteriore, a cui non corrisponde un’uguale ricchezza interiore; dal suo positivismo, empirismo e nichilismo che precludono la possibilità di un’apertura ai valori trascendenti; dal suo materialismo, per cui primeggiano l’istinto per il piacere e per il possesso che gli fanno ignorare la bellezza del donarsi nell’amore e per amore; dal suo attaccamento al potere e al dominio, che lo distolgono dall’idea della vita come servizio umile e disinteressato.
Inoltre, Maria è l’esempio vivente e perenne della rivoluzione cristiana che cambia il mondo, ridona speranza e offre prospettive di futuro agli uomini e alle donne, essendo la prima creatura che, rigenerata alla totalità della grazia per la salvezza operata da Cristo e partecipe della sua gloria di Risorto, rappresenta la condizione umana completamente realizzata, libera dalle catene del peccato e della morte, interprete, quindi, nella piena significanza della sua esistenza, della vitalità operativa e trasformante del Dio Trinitario che riscatta la creatura dalle condizioni di indigenza e la fa partecipe del mistero della vita senza fine.

1.1. Il cristianesimo e i “figli del nulla”

Di fronte ai mali e ai pericoli che lo minacciano, fra i quali primeggia la crisi di futuro, l’uomo di oggi mostra un totale e drammatico disorientamento. Molti indicano nel nichilismo la causa fondamentale di questa profonda incertezza e precarietà.5 Il nichilismo è la negazione radicale e metafisica del senso dell’essere e degli enti il cui significato e la cui realtà sostanziale e valoriale è fondata nell’assolutezza dell’essere.
In sostanza, il nichilismo è una concezione delle cose, per la quale la realtà finirebbe nel nulla, per cui essa non ha alcuna consistenza e nessun solido rapporto con la verità: è il niente il vero senso dell’essere.6 Marcando come un fuoco potente non solo la filosofia contemporanea ma la cultura e l’esistenza umana nelle sue molteplici espressioni, il nichilismo ha generalizzato una diffusa e profonda corrosione della fede circa la visione del mondo e dei valori trascendenti, manifestandosi come la vera radice dei mali dell’uomo d’oggi.7 È evidente che il nichilismo come «processo nel quale, alla fine, dell’essere come tale

non resta più nulla»8 interroga profondamente il cristianesimo e lo chiama ad un confronto, dal quale devono emergere convincenti risposte. Invece di guardare al nichilismo come ad un antagonista ideologico, bisogna considerarlo piuttosto come un clima culturale, una contingenza esistenziale in cui l’uomo contemporaneo si trova a vivere, bisognoso, quindi, anche e soprattutto in questa situazione, di comprensione, amore e sollecitazioni salvifiche. Il massimo limite del confronto tra cristianesimo e nichilismo è l’incapacità di quest’ultimo di confrontarsi seriamente oltre che con il problema del male e della libertà, anche con quello del senso della vita. Nasce, di conseguenza, la necessità per la teologia di annunciare Dio ai “figli del nulla”, non nell’orizzonte della dimostrazione metafisica, ma in quello dell’accoglienza della rivelazione. L’importante non è riaffermare genericamente l’esistenza e il primato di Dio, ma far comprendere il significato della sua reale e trasformante presenza tra di noi. È così che i “figli del nulla” scopriranno che il Dio cristiano non è il Dio dei filosofi, ma il Dio Trinitario svelatoci da Gesù Cristo; non il Dio assoluto e onnipotente dei metafisici, ma il Dio che cerca la relazione, crea, ama, s’incarna e si umilia sulla croce ed escatologizza la storia; un Dio santo di una santità non separata ma partecipata; un Dio che propone all’uomo le beatitudini, perché lui stesso ne è il compendio; che non si chiude gelosamente nella perfezione del proprio essere, ma la dispensa per amore nella creazione e nella redenzione; che non vive la propria bellezza e grandezza come auto-contemplazione estatica ma come avventura dinamica, come teo-drammatica;9 un Dio che, in definitiva, inserendosi nel “nulla” della  storia, offre all’uomo e alla sua esistenza, pienezza di senso e garanzia di futuro.10

1.2. Maria, la “Donna” glorificata, di fronte alla cultura del nichilismo

All’uomo smarrito perché orientato al passato per paura del futuro; inchiodato al presente o a futuri brevi senza reali prospettive di ampio respiro, il cristianesimo può, dunque, offrire le sue motivazioni sapienziali e la profezia della sua fede, chiamandolo anche a riflettere

sull’esempio di esistenze liberate e a contemplare quale icona di vita perfettamente realizzata perché immersa nella gloria del Risorto, la “Donna rivestita di sole” la cui Bellezza, in dipendenza e in riverbero dalla Bellezza dello Spirito, salverà il mondo.11 Proprio la “Donna” glorificata nel e dal Risorto, parte attiva di una storia piena di significato in cui si realizza la liberazione totale dell’uomo nella prospettiva dell’infinito, offre la proposta di una civiltà nuova vista e pensata dal futuro. Maria, infatti, provoca al futuro l’uomo senza radici e senza promesse che consuma la sua esistenza nel quotidiano e che pone le sue scelte nella breve terra dell’oggi, senza pretendere che esse vengano da lontano o portino lontano. La “Sorella” degli uomini, come amava chiamare Maria di Nazaret Paolo VI, invita i suoi “fratelli” e le sue “sorelle” in umanità, a non aver paura del futuro ma a interrogarlo con fiducia, severità e radicale rigore. Con l’esempio della sua esistenza piena di senso, Maria invita gli uomini a superare la pretesa di un futuro senza passato e senza presente, perché non potrebbe spiegarsi né da dove nasce e come si nutre la forza propulsiva della speranza; la pretesa di un passato senza presente e senza futuro, perché recherebbe con sé soltanto la sconfortante mitizzazione di un brano del tempo; la pretesa di un presente senza passato e senza futuro, perché non ne giustificherebbe l’oggettivo valore. Con Maria e in Maria, dunque, l’uomo può comprendere che entrare e stare nel mondo, vivere ed agire nel frammento di tempo che gli è dato, dà senso alla storia individuale e collettiva, la orienta al suo fine che non è l’abisso del nulla, ma la pienezza luminosa nel Dio Salvatore. La Madre glorificata di Colui che proprio ex nihilo iniziò il cammino della storia con la creazione; che nel nihilo della croce raggiunse l’apice dell’amore nella storia; che dal nihilo della tomba risorse, vincitore della morte quale signore della storia e che tutti chiama dal nihilo della fragilità del peccato alla figliolanza del Padre nella potenza rigenerante dello Spirito, illumina nella luce del Figlio Risorto la realtà dell’esistenza umana, quale icona di speranza e di futuro, oltre la ristretta contingenza del tempo e dello spazio. Ella insegna, in definitiva, che il significato e il fine della storia non sono il “nulla” ma un “evento di grazia” che ha provenienza trascendente,  destinazione escatologica, soggetti e destinatari concreti;12 un evento che rivela non una conoscenza astratta di Dio, ma la realtà storica di un Dio salvatore, sempre in relazione con gli uomini, incarnato e crocifisso per amore, perché ogni creatura avesse il suo destino di gloria.13

1.3. Maria, icona di vita e profezia di futuro nel “mysterium salutis”

La storia degli uomini è escatologizzata da questo evento, cioè dall’incarnazione della Seconda Persona della SS. Trinità che ha reso, così, presente nel mondo il “futuro” di Dio, operando la “eternizzazione” del tempo. Con il suo ingresso nella storia e il mistero della sua Pasqua, il Verbo di Dio fattosi uomo, ha permesso che la storia della salvezza si evolvesse in un itinerario unitario secondo uno schema ternario: tempo della promessa, che precede e attende la sua venuta (tempo di Israele); tempo dell’anticipazione, che segna la sua presenza storica e l’evolversi della Chiesa (tempo di Gesù-tempo della Chiesa); tempo del totale adempimento che segna il compimento finale della storia (parusia-resurrezione). Maria, madre di Dio secondo l’umanità, è figura escatologica,

non soltanto perché è già alla fine del cammino che la Chiesa è chiamata a percorrere, ma anche perché ha collaborato con Cristo ad escatologizzare la nostra storia. In lei, passato, presente e futuro si fondono perché è stata coinvolta da Dio nel passato di grazia che ha reso il presente capace di accogliere in nuce, nella speranza, nella pazienza e nel mistero la gloria futura.14 Già fin dai primordi della storia, accanto al Messia venuto per lottare e sconfiggere il peccato e la morte e che con il mistero della sua Pasqua avrebbe ottenuto una vittoria per la quale il cammino dell’uomo si sarebbe avviato verso il cielo, la “Donna” è stata profetizzata come uno dei soggetti di questa lotta (Cfr. Gn 3,15),15 partecipe del vittorioso esito finale, a causa della sua presenza attiva sotto la croce. È, infatti, la croce, il vero e nuovo albero della vita sul quale e accanto al quale il Nuovo Adamo e la Nuova Eva fanno ricominciare la storia nel segno della completa fedeltà e ubbidienza al Padre.16 Con la sua “presenza materna” iniziata con l’Incarnazione, la Vergine Madre ha partecipato ad escatologizzare la storia, prima permettendo l’ingresso in essa del Verbo di Dio Salvatore come causa escatologia; poi continuando con la collaborazione all’opera messianica del Figlio e restando al suo fianco nel cuore del mistero dell’Ora.17 L’escatologia ha, quindi, una caratura mariana perché riguarda un futuro la cui causa è radicata nel passato (incarnazione e croce) nel quale Maria ha preso parte in modo essenziale e attivo.18 Questa presenza di Maria e la sua partecipazione alla strutturazione della storia della salvezza, è stata così profonda ed essenziale, da costituire ella stessa una microstoria della salvezza. In lei, infatti si sintetizza l’intero progetto di grazia che il Dio Trinitario ha disegnato e realizzato per l’intera famiglia umana e si realizzano in modo nuovo ed esemplare i maggiori passaggi della storia della salvezza, per cui in lei –Donna agonale – Nuova Eva – Figlia di Sion – Chiesa nascente,19 si riuniscono e riverberano i massimi dati della nostra fede.20 Maria è – come afferma Laurentin – la sintesi e la chiave del mistero cristiano:21 del Mistero Trinitario, in quanto Figlia eletta dal Padre; Madre santa del Figlio; Sposa amorosa dello Spirito; del Mistero dell’Incarnazione, in quanto vera madre del Dio fatto uomo; del Mistero Pasquale – Pentecostale, per essere stata la socia del Salvatore e la compagna degli Apostoli nel Cenacolo; del Mistero della Chiesa, perché sua madre e modello; del Mistero escatologico, perchè già assunta nella gloria finale. 22

1.4. Maria, icona di vita e profezia di futuro nel “mysterium hominis”

La “Donna” glorificata dal Risorto è un “luogo” in cui il cristianesimo, oltre a mostrare e

narrare se stesso e la sua fede, mostra e narra quello che crede sull’uomo, cioè Maria è anche la

massima espressione del realismo cristiano. Nella sua concretezza umana, materna, verginale,

spirituale ed escatologica, Maria: – ricorda come l’essenza del cristianesimo non è una gnosi,

un’ideologia, ma il Verbo di Dio fattosi uomo, ossia la persona di Cristo; – scoraggia ogni

concezione dell’uomo «in termini di angelismo, in quanto questo non interpreta l’atto della

creazione e quello ad esso connesso della redenzione»;23 – disapprova ogni forma di spiritualità

disincarnata perché non si può separare ciò che Dio creatore e redentore ha tenuto sempre e

invariabilmente unito; – condanna il disprezzo del corpo e delle cose, perché sono tessere dell’opera

di un Dio creatore di «tutte le cose visibili e invisibili» (Credo) e soprattutto perché il Figlio di Dio

con la sua incarnazione ha amato, con la croce redento, con la resurrezione glorificato, la “carne

umana divenuta così cardine di salvezza; – invita a contemplare la gloria escatologica alla quale

l’uomo nella sua interezza viene chiamato;24 – ricorda che l’inizio è già avvenuto in lei, un essere

umano della nostra stirpe che ha pianto e sofferto con noi e come noi è morto. In lei, la povera carne

16 IDEM, Maria a Cana e presso la croce. Saggio di mariologia giovannea, Centro di Cultura mariana “Madre della

Chiesa”, Roma 1991.

 

1.5. Maria, icona di vita e profezia di futuro nel “mysterium mortis”

Anche il tema della morte26 connesso inevitabilmente alla questione del senso, emerge

dalle negazioni totalizzanti del post – moderno nichilista. A differenza della ragion moderna che nel

suo ottimismo aveva esorcizzato la morte riducendola a un puro momento negativo del processo

totale dello spirito, il pessimismo della ragione post – moderna, estende l’esperienza del morire

all’intera vita, intesa, di conseguenza, come un interminabile addio, un continuo e drammatico

precipitare verso il non senso.27 È evidente che affermare che la morte è niente e ritenere che tutto è

un continuo morire, sono due modi complementari di sfuggire all’interrogativo che la morte pone

alla vita; la morte, cioè, viene semplicemente ignorata, evasa, nascosta. Il cristianesimo si interessa

alla morte non soltanto perché fondamentalmente legata al mistero dell’uomo, ma perché essa

investe la stessa fede in Dio in quanto questa è plausibile solo se risolve escatologicamente il

problema stesso del morire. Che ne sarebbe, infatti, del “Credo” cristiano senza l’escatologia? 28

Nemmeno sul tema della morte, il cristianesimo rinuncia a confrontarsi col pensiero post

– moderno e col nichilismo ma anzi, proprio nei confronti di quest’ultimo, riafferma che è possibile

il “superamento” della morte; che si può “morire per l’invisibile”; che è piena di senso l’intuizione

credente secondo la quale il cimitero non è il “loculo” del destino ultimo del singolo uomo e,

conseguentemente, la storia non è la “fossa comune” dell’intera famiglia umana.29 Proprio dentro

una cultura debole e frammentaria che impedisce la ricerca del senso, la “riscoperta del senso della

morte” costituisce uno degli spiragli più preziosi per il dialogo del cristianesimo con l’uomo del

nostro tempo, ma sarà pertinente e reale, solo se riguarderà il tema della salvezza, cioè se terrà

conto dell’eventualità di una vita dopo la morte.30

Ed è proprio ad una cultura che sfugge all’idea della morte, la traduce in tabù

sconvenienti a tutti i livelli, la sconsacra, la circoscrive all’ambito dell’inesistenza, la riduce a una

probabilità o a ricorrenza statistica, che il cristianesimo mostra accanto al Cristo crocifisso, l’icona

dello “Stabat Mater”.31 La “Donna” che sta ai piedi della Croce del Figlio in nome della Chiesa e

dell’intera umanità, è la testimone per eccellenza del senso perenne della morte di Colui che,

proprio morendo, diventava il vincitore definitivo della morte stessa. Con questa sua presenza, la

Mater dolorosa insegna agli uomini che la morte dell’uomo, come quella di Cristo, è il “luogo”: –

dove si tocca il vertice dell’auto-comunicazione di Dio e della rivelazione sull’uomo; – dove

ispirarsi per ripensare la presenza nel mondo e l’impegno nella storia; – dove intuire l’ardire e la

follia dell’amore di Dio per le sue creature; – dove intravedere la terribile e disperante solitudine

dell’uomo che perde Dio; – dove scorgere la voragine del degrado del mondo se da esso Dio si

allontana; – dove la morte, proprio al momento del suo apparente trionfo risulta sconfitta, dato che

all’esodo dell’uomo dal tempo, viene incontro l’avvento di Dio; – dove, non segue il baratro della

fine ma vengono spalancate le porte luminose del Regno. La “Donna” glorificata dal Risorto entra,

così, nella lettura e nella proposta di soluzione del nostro morire. La sua partecipazione al mistero di

Cristo, ossia alla lotta da Cristo sostenuta per vincere la morte e al suo definitivo trionfo sulla morte

25 Cfr. K. RAHNER, Maria. Meditazioni, Herder – Morcelliana, Roma – Brescia 1969-1979, 108.

26 Su questo tema cfr. J. P. MANIGNE – B. ANDRÉ, Il ritorno della morte, Queriniana, Brescia 1976; G. ANCONA, Il

significato antropologico della morte, LUL, Roma 1990; F. LIVERZIANI, Le esperienze di confine e la via oltre la morte,

Mondadori, Milano 1978; V. MESSORI, Scommessa sulla morte. La proposta cristiana: illusione o speranza?, SEI,

Torino 1982.

27 M. G.MASCIARELLI, Maria icona perfetta dell’umanità pervenuta per grazia al suo compimento, op. cit., 409.

28 Cfr. B. FORTE, La parabola della modernità e il problema del senso, in AA. VV., Condividere la nostra esperienza di

Dio, Città Nuova, Roma 1995, 95.

29 M. G.MASCIARELLI, Maria icona perfetta dell’umanità pervenuta per grazia al suo compimento, op. cit., 410-411.

30 Ibidem, 411

31 Cfr. Gv 19, 25-27.

6

con la resurrezione, la rende in grado di stare vicina alla morte di ogni uomo e di ogni donna, così

come è stata vicina alla morte ed è vicina alla gloria di Colui che, a nostra salvezza e per nostro

vantaggio, ha «ingoiato la morte nella sua vittoria pasquale» (1Cor 15,54).32

Conclusione

Maria, la “Donna” glorificata dal Risorto è, perciò, icona di vita e profezia di futuro per

l’uomo oppresso dal non senso e dal nulla. Ella invita i “figli del nulla” a disincantarsi dal fascino

dell’anamnesi come paura del presente, perché nel presente si affaccia e risplende già la luce del

futuro; a liberarsi dal frammentarismo della storia, perché il Signore l’ha unificata in un unico

cammino salvifico e proiettata verso il suo glorioso compimento; a non affidarsi a futuri brevi,

perché fanno perdere il senso del futuro ultimo; a resistere alla tentazione del neo – paganesimo

perché incatenando l’uomo al suo smarrimento pratico – esistenziale, gli fa perdere la dimensione

escatologia. Maria chiama gli uomini a guardare in alto, là dove è Dio creatore e fine ultimo; dove è

Cristo, salvezza dell’uomo; dove è lei stessa, prima creatura pienamente realizzata nel Risorto dalla

potenza dello Spirito. La “Donna” glorificata, chiama in sostanza i “figli del nulla” ad essere

anch’essi “icone di vita e profezia di futuro”.33

1 Cfr. PAOLO VI, Marialis cultus, esortazione apostolica del 2 febbraio 1974, in EV, EDB, Bologna 1980, vol. 5, nn. 13–

97.

2 Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater, lettera enciclica del 25 marzo 1987, in EdE, EDB, Bologna 1998, vol. 8,

  1. 715–774; IDEM, Sollecitudo rei socialis, lettera enciclica del 30 dicembre 1987, in EdE, nn. 775–1025; IDEM,

Rosarium Virginis Mariae, lettera apostolica del 16 ottobre 2002, in AAS 95 (2003), 5-36.

3 Cfr. C. C. DELIA, Maria e l’uomo d’oggi, Centro di cultura mariana „Madre della Chiesa“, Roma 1989.

4 Cfr. P. ZILLINGEN, Maria zeige uns Jesus, St. Raphael Verlag, Gögglingen 1983.

5 Cfr. F. VOLPI, Il nichilismo, Laterza, Roma-Bari 1996, 3-10.

6 Sul nichilismo si indicano queste interessanti opere: N. ABBAGNANO, Dizionario di Filosofia, Utet, Torino, 1971;

KARL LÖWITH, Il nichilismo europeo, Laterza, Roma-Bari 1999; E. SEVERINO, Essenza del nichilismo, Milano, 1972;

  1. VATTIMO, Nichilismo ed emancipazione. Etica, politica, diritto, Garzanti, 2003.

32 M. G. MASCIARELLI, Maria icona perfetta dell’umanità pervenuta per grazia al suo compimento, op. cit., 412-414.

Strettamente legato al tema della morte è pure quello del dolore umano. Anche qui Maria, la “Donna” glorificata dal

Risorto, si pone come paradigma esemplare per l’uomo. Cfr. S. PALUMBIERI, Maria Assunta in cielo risposta divina al

dolore umano, in AA. VV., AA. VV., L’Assunzione di Maria, Madre di Dio. Significato storico a 50 anni dalla

definizione dogmatica, AA. VV., L’Assunzione di Maria, Madre di Dio. Significato storico a 50 anni dalla definizione

dogmatica, op. cit., 307-352.

7 Cfr. M. G. MASCIARELLI, Maria icona perfetta dell’umanità pervenuta per grazia al suo compimento, in AA. VV.,

L’Assunzione di Maria, Madre di Dio. Significato storico a 50 anni dalla definizione dogmatica, Pontificia Academia

Mariana Internationalis, Città del Vaticano 2001, 388-389.

8 G. VATTIMO, La fine della modernità. Nichilismo ed ermeneutica nella cultura post-moderna, Feltrinelli, Milano

1987, 27.

9 Cfr. ALDO BODRATO, Nichilismo e cristianesimo. Un confronto a Torino, in Il Foglio, mensile on-line, n. 307..

L’autore riassume le relazioni del Convegno su “Nichilismo e Cristianesimo”, tenutosi a Torino dal 17 al 18 ottobre

2003.

10 Sulle problematiche, le soluzioni, le prospettive del rapporto tra cristianesimo e nichilismo si possono confrontare: M.

  1. MASCIARELLI, Trinità in contesto. La sfida dell’inculturazione al riannuncio del Dio cristiano, in AA. VV., Trinità

in contesto, LAS, Roma 1994; B. WELTE, La luce del nulla. Sulla possibilità di una nuova esperienza religiosa,

Queriniana, Brescia 1983; G. LORIZIO, Prospettive teologiche del postmoderno, in Rassegna di Teologia 30 (1989), 550

ss; I. SANNA, Fede, scienza e fine del mondo. Come sperare oggi, Garzanti, Milano 1994; IDEM, Dialettica e speranza,

Valacchi, Firenze 1967; G. B. MONDIN, I teologi della speranza, Borla, Roma 1974; P. PRIMI, Cristianesimo e

ideologia, Esperienze, Fossano 1974.

11 Cfr. M. G. MASCIARELLI, Maria icona perfetta dell’umanità pervenuta per grazia al suo compimento, op. cit., 397-

  1. L’autore cita la frase di Dostoevski: «Proprio la Bellezza salverà il mondo, non la Bellezza qualunque, ma quella

dello Spirito Santo e quella della Donna vestita di sole», a sua volta riportata da T. SPIDLÍK, L’idea russa, Lipa, Roma

1995, 102.

12 Cfr. M. G. MASCIARELLI, Maria icona perfetta dell’umanità pervenuta per grazia al suo compimento, op. cit., 400-

401.

13 Cfr. R. LAURENTIN, Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996, 8.

14 Cfr. Ibidem, 402-403.

15 Cfr. A. SERRA, La presenza e la funzione della Madre del Messia nell’A.T. Principi per la ricerca e applicazioni, in

Dizionario di spiritualità biblico – patristica, 40 (2005), 101-109.

33 Cfr. AA. VV., Come vivere l’impegno cristiano con Maria. Principi e proposte, Centro di Cultura Mariana “Madre

della Chiesa”, Roma 1984; AA. VV., Maria guida sicura in un mondo che cambia, Centro di Cultura Mariana “Madre

della Chiesa”, Roma 202; AA. VV., Maria e la fine dei tempi. Approccio biblico, patristico e storico, Città Nuova,

  NINO GRASSO :  Roma 1994 

 

 

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