Archivio mensile marzo 2018

Padre Luigi Magro Cappuccino

 

Padre Luigi da Randazzo  dei Frati Minori Cappuccini– Cenni storici della Città di Randazzo. 
 

Tra gli storici municipali, una delle figure di maggior spessore rimane sicuramente quella di Padre Luigi da Randazzo, per la vastità e profondità delle sue ricerche, per la preziosità delle notizie riportate, per l’impegno e la passione profusi nel raccogliere, trasmettere e valorizzare i fasti della propria città natale. 

Padre Luigi da Randazzo, al secolo Santo Magro (1881-1951), dei Frati Minori Cappuccini, si era ordinato sacerdote nel 1904 a Nicosia, fu Predicatore, Confessore, Cappellano Ospedaliero, personalità tenuta in grande considerazione sia nel Convento di Randazzo che nella città.

Invitiamo i visitatori del blog a sfogliare e a leggere il suo scritto, che è rimasto purtroppo inedito, e sconosciuto ai più, quasi fino a oggi, benché ne esistessero alcune copie dattiloscritte, mentre il manoscritto originale è custodito presso il Museo della Memoria Salesiana.

Grazie alla pazienza e all’impegno del salesiano don Sergio Aidala, il testo è stato integralmente trascritto in formato digitale, e una copia è stata fruibile al pubblico, fino a qualche anno fa, presso la Biblioteca Comunale “Don Virzì”.

L’opera è strutturata in due parti, Randazzo civile e Randazzo sacra, una vera miniera di informazioni sui tanti Conventi, Monasteri e Ordini religiosi presenti un tempo nella nostra città, uno studio fino a oggi insuperato sotto questo aspetto.

Senza dilungarci sui tanti pregi di questo storico, ci limitiamo a sottolinearne almeno due, e cioè il garbo e la pacatezza di toni che padre Luigi adopera anche nel contestare le tesi altrui, come dimostra, ad esempio, allorché, dati alla mano, contraddice le asserzioni dello storico brontese suo contemporaneo Benedetto Radice (1854-1931) che, nelle Memorie storiche di Bronte aveva messo in dubbio la legittimità del  “mero e misto imperio”  di Randazzo, e la modestia con cui, sia nel Proemio che nella Conclusione, sottoponendo quello che definisce il suo “lavoretto” al giudizio del pubblico, si augura che esso possa essere d’esempio e di sprone a qualche altro cittadino di buona volontà che possa fare meglio di lui.
Maristella Dilettoso

 

                      Padre Luigi Magro. Foto presente presso il Museo della Memoria Salesiana.

 

                          

 

 

 

PRO LOCO

RASSEGNA DI POESIE

(clicca sull’immagine per aprire la rassegna)


ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 ANNO 2014

 

CIRO ZAPPALA’

 

CIRO ZAPPALA’ nato a Herisau Svizzera il 27 dicembre 1961. 

L’artista  dopo aver frequentato l’Istituto d’arte , si dedica a una ricerca personale della grafica.

A notare l’artista è Santino Spartà esporto saggista e letterato della metà  900; il critico lo accosta, per la poetica

e il tratto grafico  al grande Dore’.

Nel 2012  gli viene conferito il premio “ la Foglia D’argento ”  alla  carriera. (Premio Consiglio dei Ministri in Campidoglio  Roma)

Espone insieme a grandi pittori della metà del 900; come ama sottolineare l’artista questi riconoscimenti gli

sono stati conferiti per la ricerca stilistica della  grafica o graffia.

Espone insieme a Carlos D’Agostino ,noto iconografista presso la sede Vaticana.

Campidoglio – Roma

Nel  2010  gli è stato conferito il premio d’autore (Ciac) a Roma, presso il Campidoglio.

Una sua opera viene esposta permanentemente nella Galleria d’arte L’Agostiniana di Roma.

La sua arte diviene finanche oggetto di studio da parte di studenti tesisti in Storia dell’Arte.

 E’ stato selezionato per la Biennale d’arte Internazionale di Roma ed ha esposto nelle sale del Bramante insieme ai più grandi pittori del Novecento.

Non è  solo  Santino Spartà a notare L’artista , ma  grandi nomi della pittura come Ennio Calabria, A. Tamburo, Venier etc.
hanno apprezzato le sue opere.

Il premio più grande  per l’artista come ama sottolineare lui stesso è il riconoscimento  delle persone comuni che manifestano

 il loro piacere ad avere una sua opera  ( innumerevoli sono stati e sono persone che dagli inizi  ad oggi  hanno voluto una sua  opera ).

Nel 2014  partecipa  all’esposizione internazionale  d’arte contemporanea   “ Il Cromatismo in Europa ”  presso :

 ESPACE  ART GALLERY  BRUXELLES.

Nel 2015 riceve l’invio alla partecipazione per l’ esposizione internazionale arte contemporanea  a NEW

YORK.

Alcune opere di Ciro Zappalà.

 

 

Il Fortino (tecnica china e tempera)

 

La scalinata convento dei cappuccini. Randazzo

La mietitura (tecnica china)

 
 

 
   

 

 

 

 

 

 

Enzo Grasso

Enzo Grasso nato il 30 gennaio 1972 a Piedimonte Etneo . Vivo a Randazzo

Sono un pittore autodidatta, dipingo dal 2001 circa…. e prediligo la pittura surreale, metafisica ed astratta, con un occhio particolare al sacro.
La mia specialità e l’olio ma ho sperimentato svariate tecniche (acrilico, pittura su stoffa, murales, smalto, collage ecc…).

Enzo Grasso – Randazzo

Ho partecipato a diversi concorsi, mostre, personali.
Il messaggio che la mia pittura vuole trasmettere è la visione dell’inconscio umano, la psiche, rappresentata con colori vivaci e sgargianti.
Durante questi anni mentre perfezionavo la mia tecnica di base, assolutamente priva di alcun insegnamento accademico.
Ho cominciato dapprima a copiare grandi artisti del passato (De Chirico, Dalì, Pollok ) e del presente (Kostabi) e poi, mentre acquistavo maggiore sicurezza con gli attrezzi del mestiere ho cercato di delineare uno stile più personale, che mi contraddistinguesse, affinché il messaggio delle opere si facesse più consono alla mia espressività interiore, assolutamente inconscio e inspiegabile al sottoscritto.

Enzo Grasso – Randazzo

Comunque tutto il mio lavoro è svolto con passione, ed è un modo come un altro per trascorrere il tempo…… che inesorabile passa, e porta con sé pensieri, parole, istanti…… che io cerco goffamente di imprimere su una tela…….
Ho partecipato:
 –  2° concorso regionale città di Maniace.
 –  Collettiva : genialità locali per Randazzo.
 –  Personale: via dei Caggegi estate Randazzese 2005.
 –  Premio Tindari terzo millennio.
 –  3° Concorso regionale città di Maniace.
 –  Arte immagine 2006 galleria Lombardia Giarre con relativa pubblicazionenella rivista nazionale  “Artemisia”.
 –  1° premio Garver concorso di pittura estemporanea Randazzo Medievale.
 –  Personale via dei Caggegi estate Randazzese 2006.
 –  Personale amore e psiche galleria Lombardia Giarre.
 –  Partecipazione Randazzo Arte 2007.
 –  Personale città di Sinagra visioni d’estate 2007.
 –  Collettiva natale alle Ciminiere 2007 Catania.
 –  Partecipazione Randazzo Arte 2008.
 –  Personale via dei Caggegi estate Randazzese 2008.

Alcune opere di Enzo Grasso:

 

 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
 
     
   
     
     
     
     
     
 
     
 
     
   
     
     

 

 

 

 

EMANUELE MOLLICA

Emanuele Mollica, nasce a Bronte il 16 giugno del 1990.
Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, conseguendo il titolo di Diploma Accademico di I livello in Pittura dedicando la tesi dal titolo “Librettum unum di avoliu” alla miniatura, facendo esplicito riferimento al libretto attribuito alla baronessa De Quatris di Randazzo.
Nel 2014 presso la stessa Istituzione consegue il Diploma Accademico di II livello in Fotografia, con voto 110 e lode, dopo aver discusso la tesi specialistica sperimentale “The International Observatory in the meantime” in cui confrontò l’arte di 169 Nazioni partecipanti dai 5 continenti su diverse tematiche proposte.
Nello stesso anno viene invitato a presentare la sua tesi ad un Convegno presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania.

Viene successivamente nominato “Cultore della Materia” in “Storia del Disegno e della Grafica” presso la Cattedra di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Catania.
Il 10 agosto 2015, pubblica il suo primo libro dal titolo “De Quadro – Una storia prende vita”, in cui risolve e chiarisce alcune dinamiche storiche legate a personaggi importanti della sua città. In questa circostanza scriverà di lui “La voce dell’Isola”.
Successivamente intraprende altri studi presso l’Università degli Studi di Catania all’interno del Dipartimento di Scienze Umanistiche, di cui ottiene diversi Certificati di corsi singoli universitari in materie umanistiche, alcune delle quali presso il Corso di Laurea Magistrale in Storia dell’Arte e Beni Culturali.
Ha scritto per il libro di Giuseppina Radice “Alchimisti di oggi per un futuro fatto a mano” editore Lupetti, la prefazione insieme alla pubblicazione di alcune sue opere fotografiche.
Ha curato diverse mostre tra cui “AccademiaxAccademia” nel 2012 e “Arte Unita” nel 2017, presso il Museo Emilio Greco di Catania.
Ha inoltre collaborato con diversi Enti e Istituzioni, tra cui in qualità di Esperto esterno presso il Circolo Didattico “Don Lorenzo Milani” di Randazzo.
Attualmente dedica i suoi interessi alla scrittura di vari elaborati e all’approffondimento di diverse tematiche culturali e formative.

 

Emanuele Mollica

De Quadro – Una storia prende vita, è un testo pubblicato nel 2015 dall’autore Emanuele Mollica.
Il titolo centra a pieno una delle tante questioni affrontate al suo interno e cioè, il cognome della famiglia conosciuta dai più come De Quatris.
L’autore riesce a documentare e dimostrare quali siano le antiche origini di questa famiglia e alcuni avvenimenti importanti che la riguardano, soprattutto in riferimento alla baronessa Giovannella De Quatris, rifacendosi sia alle diverse interpretazioni storiche e sia alle nuove fonti scoperte.
Questo saggio storico nasce da una ricerca svolta dall’autore inizialmente per la sua tesi di laurea, che lo ha poi coinvolto in continui approfondimenti su nuove questioni che man mano emergevano.
Il libro è dedicato alla città di Randazzo, a cui fanno riferimento fatti e persone che qui hanno lasciato un’impronta, in vicende connesse alla famiglia De Quadro.
Tuttavia sebbene il testo aiuta a comprendere meglio fatti e vicende, rimettendo tutto in discussione, permangano ancora alcuni misteri, che forse rendono questa incredibile storia così affascinante.

 

 

RANDAZZO – LA BARONESSA GIOVANNELLA DE QUATRIS

Un giovane scrittore di Randazzo, Emanuele Mollica, appassionato studioso di storia, ha voluto pubblicare un suo importante e documentato saggio sulla vita della baronessa Giovannella De Quatris, nobildonna e generosa filantropa di Randazzo vissuta tra il 1440 ed il 1529: la nobile Giovannella lasciò tutti i suoi beni alla Chiesa di Santa Maria (a fin di bene), e nella stessa chiesa (basilica) è stata sepolta ed è custodito il libretto, conosciuto con il suo nome e composto di 4 tavolette di avorio e copertina.
Sulla copertina sono intagliate la Crocifissione, la Resurrezione, l’Incoronazione della Vergine e la sua morte; nelle tavolette (interne) sono 6 splendide miniature su pergamena, sei inni ai temi sacri di Annunciazione , Visitazione, Adorazione di Gesù Bambino , martirio di San Sebastiano, Presentazione al Tempio e Crocifissione.

Lo scrittore ha avuto l’occasione di osservare attentamente il libretto eburneo della Baronessa, da lei utilizzato per le quotidiane preghiere.
Il libretto, che è una rara e pregiata opera impreziosita da intarsi e miniature di squisita fattura e di rara bellezza , catturò l’attenzione dello scrittore, il quale dopo lunghe ed accurate ricerche storiche ne ha maturato la sua tesi di laurea e ha presentato il volume dal titolo “De Quadro ,una storia prende vita”.

Il volume di 146 pagine è stato presentato al pubblico in data 10 Agosto 2015 alle ore 19:00 nell’Aula del Consiglio Comunale di Randazzo ove oltre all’Autore erano presenti autorità, tra le quali il Sindaco della Città di Randazzo Prof. Michele Mangione e il Presidente del Consiglio Comunale di Randazzo Nino Grillo , numerosi studiosi e molti cittadini.
Al tavolo della Presidenza era, in primis, la Prof.ssa Giuseppina Radice, Docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle arti di Catania, che ha seguito con molta passione e attenzione le importanti ricerche e il lavoro del giovane scrittore, apportatore così di un contributo significativo alla conoscenza della storia e dei grandi personaggi della città di Randazzo.
Il libro è composto da 7 capitoli dove vengono approfonditi: il cognome della De Quatris, i mariti , la sepoltura , il testamento , l’Opera De Quatris, il libretto eburneo e lo stemma.
L’autore scopre molti particolari finora sconosciuti e mette in evidenza , soprattutto , una importante scoperta: infatti dimostra che il vero cognome della baronessa è De Quadro e non De Quatris e ciò ha incuriosito il pubblico presente alla manifestazione e certamente nei giorni che seguiranno sarà argomento di conversazione negli ambienti culturali di Randazzo.
Emanuele Mollica è nato il 16 Giugno 1990 ed ha conseguito la Laurea Magistrale presso l’Accademia delle Belle Arti di Catania.
Ovviamente da ora in poi lo scrittore sarà inserito a pieno titolo nell’elenco degli studiosi della città di Randazzo.
Tutta la manifestazione è stata ripresa e trasmessa dall’emittente televisiva TGR che segue sempre tutte le manifestazioni organizzate dalle due Associazioni culturali: l’Istituto per la Cultura Siciliana e l’Associazione Artemide con sede in Randazzo.

 – Gabriella Magro  ” La voce dell’Isola ”    -18-08-2015 –

SANTINO CAMARATA

Santino Camarata

         Camarata Santo (chiamato da tutti Santino) nasce a Randazzo il 16 novembre 1936 da Antonino e Ruffino Maria Catena è il secondo di tre fratelli. Giovanni il più grande e Giuseppe.  Parruchiere (artigiano di qualità) lavora da giovane prima a Messina poi a Milano.
Negli anni sessanta si stabilisce definitivamente a Randazzo.
La sua Grande passione è senza dubbio la Politica, quella con la P maiuscola.

Nelle elezioni del 22 novembre 1964  viene eletto Consigliere Comunale nella lista del PCI come Indipendente di Sinistra.
Viene eletto Sindaco il 22 gennaio 1969 a causa di forti contrasti all’interno della DC e nonostante non avesse la maggioranza in Consiglio con grande coraggio assume la guida della Città e cerca in tutti i modi di evitare la nomina di un Commissario, cosa

Santino Camarata e Angelo Varsallona

che avverrà di lì a poco con le dimissioni di 18 Consiglieri della DC e con la nomina  del Commissario dr. Vincenzo Viviano il 21 giugno 1969.
Viene eletto Consigliere Comunale nella lista del PRI nelle elezioni del 7 giugno 1970 e con la elezione a Sindaco (5 ottobre 1971) di Francesco Rubbino entra in giunta con la delega di Vice Sindaco ed è riconfermato nella carica anche nella seconda sindacatura del Rubbino (31 luglio 1972).
Con la ricomposizione del gruppo DC e con la elezione a Sindaco di Giuseppe Gulino,  passa all’opposizione e con Lui il PRI. 

Alle elezioni del 1975 non si presenta e non si presenterà più ritenendo chiusa la sua esperienza politico-istituzionale.
Oltre alla sua attività professionale che ha sempre amata, si dedica anche alla agricoltura. Le sue osservazioni politiche sono sempre acute ed ascoltate.
Una banale caduta mentre si trovava a Brescia lo costringe al ricovero ospedaliero, e rientrando in Siclia viene operato all’ospedale Cannizzaro di Catania.

 

Via Degli Archi, la colonnina donata da Santino Camarata – Randazzo

 

In fondo si vede la casa paterna di Santino Camarata con la colonnina donata al Comune. Foto di salvo Manitta.

La colonnina di marmo bianco che si trova nel primo Arco (provenienti da piazza Municipio) della via Degli Uffizzi o via Degli Archi è stata regalata da Santino. 
Questa colonnina adornava prima la casa paterna (vedi foto) accanto il castello Svevo attualmente sede del museo Vagliasindi, dopo il negozio di  parrucchiere nel corso Umberto. Il professore Enzo Maganuco, tutte le volte che lo andava a trovare, restava incantato dalla bellezza di questa colonnina.
Il Santino allora gli fece promettere che se si interessava presso la Soprintendenza delle Belle Arti di Catania a far finanziare la ristrutturazione della Via degli Archi l’avrebbe donata al Comune.  E così fu.

 

Via Degli Archi com’era negli anni trenta del secolo scorso.

Via Degli Archi ristrutturata negli anni ottanta del secolo scorso. Foto 2018

 

Francesco Rubbino

Panissidi Giambattista Sapio

Giovambattista Panissidi

Giambattista Panissidi Sapio, nato a Randazzo il 14/01/1893 da Salvatore e Giovanna Sapio, morto il 20/08/1985.
Medico chirurgo, ufficiale sanitario, uomo integerrimo, promotore di iniziative culturali per il suo amato paese, corrispondente del quotidiano La Sicilia.
Si distinse con valore nella Grande Guerra, contribuendo, da ufficiale medico, alla salvezza di molte vite umane.
Per questo motivo gli fu concessa la onorificenza di: Cavaliere Dell’Ordine di Vittorio Veneto.
Fu uno dei primi, in quel tragico giorno del 17 giugno 1945,  ad accorrere a Murazzo Rotto – assieme il padre cappuccino Luigi Magro   ( autore del libro: ” Cenni Storici della Città di Randazzo ) per tentare di salvare la vita di  Antonio Canepa.
 

La famiglia del dr Giambattista Panissidi Sapio :

Dr. Panissidi al centro con il figlio Salvatore (Turillo),la nuora Maria Concetta La Piana ed i nipoti Giambattista ed Elisabetta Ausilia

Dr. Panissidi al centro con il figlio Salvatore (Turillo),la nuora Maria Concetta La Piana ed i nipoti Giambattista ed Elisabetta Ausilia

 

Nel n. 2 di ” Randazzo Notizie ” del mese di agosto del 1982, il dr.Panissidi rilasciò una  intervista a Luigi (Gigi) Stancampiano dal titolo:

FASCINO DI RANDAZZO

 

Taormina è come Roma: al primo giorno ci si sbigottisce, il secondo giorno ci si esalta; il terzo giorno ci si innamora.

Randazzo, malgrado mutilata nell’ultima guerra nei suoi tesori e nelle sue pregevoli opere d’arte, non è meno di Taormina; essa ha un fascino in graduale ascesa man mano che se ne conosce tutto il patrimonio artistico e naturale; essa è da tempo meta gradita del turista e del forestiero, che vi trovano tutto un mondo artistico e tutto un panorama etneo dai rilievi lunari di eccezionale bellezza: templi, opere architettoniche ed oggetti preistorici con esemplari di fama mondiale; insigni pitture e sculture dei migliori artisti della Sicilia.

Il viaggio Taormina-Randazzo diventa, pertanto, un godimento spirituale per gli studiosi dell’arte e della storia siciliana.

Il salesiano Don Salvatore Calogero Virzì, cittadino onorario di Randazzo, storico e critico d’arte di chiara fama, innamorato anche delle pietre di Randazzo, ed il compianto Prof. Enzo Maganuco, studiosi insigni della nostra millenaria civiltà, sono i vati ed i poeti della nostra storia leggendaria, sono i cultori appassionati di tutte le cose belle di Randazzo, avendone scoperto tutti i tesori che, dall’Era Avanti Cristo ad oggi, hanno pregevolmente arricchito il prezioso patrimonio artistico-architettonico della nostra meravigliosa città.

Randazzo, la cui primitiva popolazione proviene dai greci, dai latini e dai lombardi, ha sempre nei secoli fatta gara per il proprio predominio politico ed artistico ed ha conservato, nelle sue cattedrali, il geloso prestigio della propria civiltà e della propria bellezza.
Oggi che una amministrazione comunale, con a capo il sindaco democristiano Francesco Rubbino, ha in mano le redini e le sorti della nostra città, dopo la recente disastrosa colata lavica e la conseguente emergenza economica ed ha anche il preciso dovere e la sublime missione della valorizzazione di questo meraviglioso e splendido complesso di rara bellezza: Taormina-Randazzo.

Non mancano ora i relativi mezzi di comunicazione: i grandi torpedoni “granturismo”, che puntualmente arrivano da Taormina (grazie fortunatamente alla provvidenziale apertura della “Brunetto Viaggi – Promozione Turistica”, una agenzia turistica in collegamento con quelle internazionali, presso la quale ha anche sede, attualmente, l’Ufficio Informazioni della Pro Loco di Randazzo, di cui è nuovo valido commissario il concittadino Mario La Ruota, nostro caro amico), la ferrovia Taormina­ Giardini-Randazzo ed il giro turistico dell’Etna, organizzato dalla Ferrovia Circum Etnea e dall’Ente Provinciale per il Turismo di Catania, i mezzi privati, sempre in continua diffusione, sono adeguati per invogliare il turista ed il forestiero meno sprovveduto e le nostre genti al viaggio ideale fra il mare e la montagna.

Sono in piena attività alcuni confortevoli alberghi e ristoranti dove si possono gustare ottimi piatti locali. Randazzo diventa ogni giorno sempre più accogliente per le sue belle e grandi piazze ad ampio respiro e per il suo salubre clima estivo che nessun altro versante della Sicilia può ugualmente elargire.

Randazzo, Siena della Sicilia, ospitale e gentile al pari di essa, attende con vivo interesse che venga restaurato, almeno in parte, il suo patrimonio artistico distrutto dalla guerra: tra le opere andate perdute si annoverano i due portali Nord e Sud della Chiesa di S. Martino, il rosone pregiato della Chiesa di S. Stefano, difficilmente recuperabile, ed i primi due archi con bifore della Via degli Archi, di cui si attende il prossimo restauro. Questa Via degli Archi attirava un tempo l’attenzione dei forestieri, che la ritraevano e la

Via degli Archi prima della guerra – Randazzo

disegnavano per conservarla ed annoverarla tra i più bei ricordi turistici della Sicilia.

Il Conte Ruggero, Federico Il di Svevia, Alfonso I, Carlo V ed altri sovrani di passaggio da Randazzo, hanno lasciato le loro orme con oggetti preziosi di inestimabile valore artistico, che si conservano tra i tesori delle tre grandi cattedrali di Randazzo, che un tempo vantava 99 chiese e oggi ne conserva solo 14, tra cui: S. Martino, S. Nicolò e la stupenda Basilica Pontificia di S. Maria, che custodiscono un preziosissimo patrimonio artistico si scultura e pittura di grandi maestri siciliani, appartenenti alle varie scuole del Gaggini, del Velasques e di Antonello da Messina. S. Martino, il cui campanile fu definito dal Maganuco: “la più bella espressione musicale dell’arte gotica siciliana”, conserva nel suo interno un Polittico Antonelliano, una Pietà di autore ignoto ed un ricamo gotico marmoreo del ciborio del SS. Sacramento, di inestimabile valore. S. Maria, superba costruzione gotico-siciliana, è il tempio in cui la lava ed il calcare Siracusano sono stati colpiti nei loro più classici motivi ornamentali; nel suo interno, lavori del Velasques e di altri pregiati pittori. S. Nicola, la cui facciata severa o massiccia dà il senso del grandioso e della severità tipica delle costruzioni laviche, conserva gelosamente il capolavoro del Gaggini: S. Nicolò di Bari.

Bella e grande Randazzo! Bella e dolce Taormina! Il vostro fascino congiunto ed un auspicabile gemellaggio tra le due vicine cittadine dovrà rinsaldare i vincoli di amicizia e di civiltà antica e moderna, cui siete legate, e dovrà esaltare l’amore del bello nella nostra Sicilia Orientale.

La strada che Randazzo porterebbe sull’Etna, ad oltre 2.000 metri di altitudine (tra la “Faggeta”, Monte Nero e Monte S. Maria), sarebbe l’opera da realizzare con carattere ed impegno prioritario dall’Amministrazione cittadina; las

Il superstite campanile della Chiesa di San Martino com’era nell’anno 1925 – Randazzo

sù il primo bacio del sole ed il suo tramonto sono cose di sogno; lassù è grande la gioia del vivere ed immenso è l’amore di Dio e del Creato.
Un grande albergo costruito al margine del bosco “Faggeta” ed alimentato dalle dolci e fresche acque della “Grotta del Gelo” darebbe al forestiero ansioso di un po’ di pace, lontano dal trambusto della vita moderna, la sensazione di vivere in uno splendido angolo di paradiso.

Al Sindaco Francesco  Rubbino l’augurio per la realizzazione della più bella valorizzazione turistica di Randazzo.

Ma a tutto questo trionfo di arte e di natura si aggiungono anche i sontuosi festeggiamenti dell’Estate Randazzese, con la processione del 15 agosto della “Vara” di Randazzo, complesso cinquecentesco di rara bellezza, unico al mondo, meravigliosa espressione folkloristico-religiosa siciliana, rappresentante l’Assunzione della Madonna in Cielo. Il Carro Trionfale è costituito da ben 25 personaggi “viventi” circondati da uno sfolgorio di luci e riflessi d’oro, mentre innalzano le lodi a Maria Assunta con canti e motivi del ‘500.

Il turista in Sicilia, a Taormina come a Randazzo, avrà la sensazione di aver trovato un po’ di quella serenità terrena, tanto rara nei tempi moderni, e sentirà la nostalgia di restarci o di tornarci.

A cura di Francesco Rubbino 

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