MARIA PIA RISA

MARIA PIA RISA

                   
                       Maria Pia Risa risiede a Randazzo e opera nel settore della formazione


Giornalista, ha collaborato con la cattedra di Sociologia generale della Facoltà di Scienze

 della Formazione presso l’Università degli studi di Catania, per la quale ha pubblicato il volume “Prometeo al cibermondo” (Bonanno editore, 2010), e ha contribuito nel collettaneo “L’agonia di Apollo” di M. Calandra (Bonanno, 2008). Scrive per “La Voce dell’Jonio”, “La rivista dell’arma”, “Bioetica e cultura”. Ha relazionato in un convegno internazionale sulla criminalistica tenutosi a Montecitorio.
 Nel 2016 pubblica il volume “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi”  presentato in Vaticano il 13 aprile 2016 dai relatori: Raffaele Luise (vaticanista della Rai), S. Ecc. Mons. Emery Kabongo (segretario particolare di San Giovanni Paolo II), Giuseppe Vecchio (giornalista), Don Santino Spartà (professore), modera l’incontro Rosanna Vaudetti, (presentatrice Rai). L’incontro è stato arricchito dalla declamazione cantata di alcune Poesie-preghiere del compositore e chitarrista Gesuele Sciacca, accompagnato dagli artisti: M. Leonardi (viola) F. Pulvirenti (fisarmonica), F. Sciacca (pianoforte), E. Cavallaro (basso) e dalle voci soliste: D. Greco, S. Cannata, A. Ardizzone e I. Sciacca.

 

 

 

              “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” di Maria Pia Risa: la presentazione in Vaticano

 

         Il volume sarà presentato – alla presenza dell’autrice – dal vaticanista Rai Raffaele Luise, dal giornalista Giuseppe Vecchio e dal professore don Santino Spartá.
Sarà presentato mercoledì 13 aprile alle ore 17:30, nella sala del Buon consiglio all’interno della parrocchia di Sant’Anna in Vaticano, il volume “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” (editoriale Agorà), curato dalla siciliana Maria Pia Risa. Si tratta di un’antologia di poesie-preghiere scritte dal ‘200 ai giorni nostri – particolare nel suo genere all’interno del panorama letterario – che contiene 209 poesie-preghiere di 58 autori diversi, per un totale di 360 pagine.
L’opera esordisce con San Francesco d’Assisi per giungere ai contemporanei, passando per figure prestigiose come Dante Alighieri e Giovanni Paolo II.

Poesie-preghiere di Maria Pia Risa

Da segnalare la presenza di poeti dichiaratamente lontani dal Cristianesimo, come Leopardi, D’Annunzio e Montale.
“Questa ricerca – spiega la curatrice nella sua premessa – trae ispirazione da un incontro culturale con don Santino Spartà (saggista e critico letterario dall’intensa attività poetico-culturale), che mi erudì sulla sottile, ma nodale differenza fra poesia-religiosa e poesia-preghiera”.
Solo la seconda, infatti, contiene un’invocazione, e non è stato un lavoro da poco individuare i testi che rispondessero a queste caratteristiche.
È nella Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma, luogo maestoso e di indescrivibile bellezza, che la curatrice ha svolto, quasi esclusivamente, la sua paziente opera di ricerca.
L’opera si distingue per il contenuto e la monumentalità. Per il contenuto, in quanto raccoglie esclusivamente poesie-preghiere, abbracciando oltre otto secoli.
Per la monumentalità, perché contiene poesie-preghiere composte in un lungo arco temporale, da quelle in volgare scritte da San Francesco d’Assisi a quelle in lingua corrente.
I testi sono raccolti in rigoroso ordine cronologico, mantenendo la trascrizione originale. Per agevolare il lettore, ogni autore è accompagnato da una breve biografia, mentre le note esplicative non sono concentrate alla fine del libro, ma poste a piè di pagina.
L’antologia “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” è arricchita da un’introduzione di don Santino Spartà e da una prefazione di Antonino Blandini,giornalista e dottore in Diritto canonico.
In copertina reca uno scatto di Gabriele Roncati e Gianni Caggegi.
“Poesia e preghiera sono sorelle, e non mi meraviglio che i poeti continuino a comporre le più belle orazioni”, scrive don Spartà, che traccia un ricco excursus sulle definizioni di “poesia” e di “preghiera” nei secoli, rammentando che “i poeti sono i portavoce dell’eternità nel tempo, le sentinelle sempre vigili tra terra e cielo, i sacerdoti laici, candidati a trasformare in preghiera l’alfabeto intimo dell’uomo”.
Il lavoro della Risa ambisce a porsi controcorrente: in un periodo storico in cui la poesia è sempre più negletta, la rilettura di questi testi immortali può essere di aiuto per rifugiarsi con profitto nell’interiorità del proprio essere.
Non solo: può rappresentare un valido sussidio divulgativo e didattico, specie per le nuove generazioni. 
      “Agli studenti di oggi è praticamente negata dalle antologie letterarie ‘ufficiali’ dei cosiddetti ‘libri di testo’ la conoscenza dei candidi fiori di preghiere-poesie espresse dai nostri grandi letterati, ormai classificati in categorie intoccabili e mummificate“, fa notare Blandini nella prefazione.
“Da qui scaturisce l’opportunità, anzi la necessità, di leggere, meditare, studiare per il bene dello spirito e della mente la presente antologia ‘orazionale’, una formidabile ‘catechesi poetica’, accessibile, godibile, leggibile e intellegibile a tutti coloro che apprezzano le geniali intuizioni poetiche contenute in tante preghiere che arricchiscono la storia della prestigiosa letteratura italiana”.
Il volume sarà presentato – alla presenza dell’autrice – dal vaticanista Rai Raffaele Luise, dal giornalista Giuseppe Vecchio e dal professore don Santino Spartá.
L’incontro – moderato dall’annunciatrice Rai Rosanna Vaudetti – sarà arricchito dalla declamazione cantata di alcune poesie-preghiere contenute nel libro, musicate dal compositore e medico Gesuele Sciacca.
Sciacca canterà e suonerà alla chitarra accompagnato dalla sua band composta da: Mariodavide Leonardi alla viola, Franco Pulvirenti alla fisarmonica, Francesca Sciacca al pianoforte, Ettore Cavallaro al basso.
Voci coriste: Daniela Greco, Sebastiana Cannata, Angelo Ardizzone e Isidora Sciacca. Fonico: Giuseppe Pandolfo.

 

Prometeo al cibermondo

Prometeo al cibermondo di Maria Pia Risa

Questo testo, quale ricerca per la cattedra di sociologia, non si pone come analisi epidemiologica, ma una visione di quanto succede in una società del tutto subalterna a scienza e tecnologia e come questo si rifletta sulla collettività, che avvicenda astio e affetto, apprezzamento e discredito, affidamento e incertezza!
Si esamina quindi il tessuto comunitario della “seconda modernità”(società dell’informazione, postfordista), laddove affiora una evidente traccia di scienza e tecnica, che nel loro armonioso rincorrersi definiscono le mutazioni in itinere, captando nella globalizzazione la loro connaturale misura.
Si riscontra in ciò l’idea di società del rischio confluendo in una indagine verso la società dell’incertezza e su come essa ripennelli le nostre esistenze puntando sul suo futuro.

Prometeo, che aveva dato il fuoco agli uomini, trasgredendo alle norme imposte da Giove.
Fantasia, miti che esprimono deliri ed allucinazioni in cui svolgono un ruolo determinante i processi inconsci dei rapporti umani con le norme regolatrici dell’esistenza.
Prometeo, un modello che coinvolge la complessità costitutiva dell’uomo, sia negli aspetti percettivi che in quelli elaborativi dell’insanire.
Prometeo è nel cibermondo, uomo e macchina sono costitutivi del processo cibernetico, è un continuo avvicendarsi tra macchina e uomo.
Il fuoco stesso brucerà i saperi passati, e dalle loro ceneri emergeranno i nuovi saperi, i nuovi dolori, i parti della scienza. Il libro analizza la vertiginosa evoluzione tecnologica ed il suo pericolo di attentare alla vita dell’uomo con la paura d’esserne dominato.

Maria Pia Risa

 

 
PARLANO DI MARIA PIA RISA

           

Libri: presentato nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi”

“L’incontro fra poesia e religione non è scontato. Eppure nel dinamismo della poesia autentica c’è sempre un’interrogazione profonda al mistero della creatura”, ha detto il vaticanista Rai, Raffaele Luise, intervenendo ieri sera nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano alla presentazione del libro “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi”, curato dalla siciliana Maria Pia Risa.
Luise si è soffermato sul Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, che apre il florilegio, “un testo profetico, continua fonte di ispirazione pure per il nostro Pontefice”.
“Il libro curato da Maria Pia Risa merita di essere conosciuto per il suo argomento profondo e per la sua grande validità educativa – ha aggiunto il giornalista Giuseppe Vecchio –, considerando, inoltre, il coraggio di concepirlo in Sicilia, dove le difficoltà di fare cultura sono rilevanti”.

Papa Francesco con Maria Pia Risa


“Realizzare questa raccolta è stato come tessere una tela – ha spiegato la curatrice – tenendo ben presente nella selezione dei testi la sottile, ma nodale differenza fra poesia preghiera e poesia religiosa, in cui solo la prima contiene un’invocazione”.
“Non si prega solo frequentando le celebrazioni religiose; si può pregare anche facendo poesia, a volte senza accorgersene, utilizzando il linguaggio poetico quale cassa di risonanza per gli interrogativi che da sempre attanagliano l’uomo”, ha puntualizzato Maria Pia Risa.
La presentazione dell’antologia – moderata dall’annunciatrice Rai Rosanna Vaudetti – è stata arricchita dalla declamazione cantata di alcune poesie-preghiere musicate dal maestro Gesuele Sciacca, accompagnato dalla sua band.

 

CITTÀ DEL VATICANO

Presentato il libro di Maria Pia Risa “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi”

di Redazione

Un libro che sonda religiosamente le varie epoche della letteratura italiana, evidenziando i poeti che si candidano a portavoce dell’eternità”: con queste parole il saggista e critico letterario don Santino Spartà ha introdotto nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano la presentazione del libro “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi (editoriale Agorà), curato dalla siciliana Maria Pia Risa.
Il volume raccoglie 209 poesie-preghiere scritte dal Duecento ai giorni nostri, attribuite complessivamente a 58 autori.
L’opera esordisce con San Francesco d’Assisi per giungere ai contemporanei passando per figure prestigiose come Dante Aligheri e San Giovanni Paolo II.

Monsignor Emery Kabongo e Maria Pia Risa

Le loro orazioni sono state selezionate con un paziente lavoro di ricerca, svolto quasi esclusivamente nella Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma.
Tutti gli autori – ha aggiunto don Spartà, che ha curato l’introduzione dell’antologia – hanno affidato stilisticamente all’Altissimo gioie intime e problematiche esistenziali tramite le loro appassionate invocazioni. Ecco quindi sfilare tra le pagine le figure di santi, beati, preti, suore, laici, ma anche nomi dichiaratamente lontani dal Cristianesimo, tra cui Leopardi, D’Annunzio e Montale, che la curatrice ha individuato quali autori di poesie-preghiere”. 

Monsignor Emery Kabongo, che fu per sette anni segretario particolare di San Giovanni Paolo II, intervenendo alla presentazione ha raccontato alcuni aneddoti della sua collaborazione con il Papa polacco, ricordandone il grande amore per l’arte poetica.

 “La poesia si può realmente definire un dono di Dio – ha osservato il prelato – è un veicolo che ci aiuta a riflettere e a rendere migliore la società in cui viviamo, oltre ad essere una formidabile modalità di preghiera”. “L’incontro fra poesia e religione non è scontato”, ha aggiunto il vaticanista Rai Raffaele Luise. “Eppure nel dinamismo della poesia autentica c’è sempre un’interrogazione profonda al mistero della creatura, che rappresenta il vero fil rouge dell’antologia di Maria Pia Risa”. Luise si è soffermato sul “Cantico di Frate Sole” di san Francesco d’Assisi, che apre il florilegio, “un testo profetico, continua fonte di ispirazione per il nostro Pontefice, come dimostra l’enciclicaLaudato si’”. “In un tempo in cui si assiste alla crisi dell’invocazione – ha concluso il vaticanista Rai – il volume che presentiamo oggi ci dona una memoria viva, capace di fecondare il deserto in cui viviamo”. 

Il libro curato da Maria Pia Risa merita di essere conosciuto per il suo argomento profondo e per la sua grande validità formativa ed educativa, specie per le nuove generazioni”, ha aggiunto il giornalista Giuseppe Vecchio. Un ulteriore merito va alla caparbietà e al coraggio di concepirlo in Sicilia, dove le difficoltà di fare cultura sono rilevanti, specie nell’ambito della carta stampata”. “Realizzare questa raccolta è stato come tessere una tela”, ha spiegato la curatrice Maria Pia Risa. “Nel cercare un filo conduttore fra i diversi autori e selezionare i testi, ho tenuto ben presente la sottile, ma nodale differenza fra poesia-preghiera e poesia-religiosa: solo la prima, infatti, contiene un’invocazione”. “È importante ricordare che non si prega solo frequentando le celebrazioni religiose; si può pregare anche facendo poesia, a volte senza accorgersene. Il linguaggio poetico diventa così una cassa di risonanza per gli interrogativi che da sempre attanagliano l’uomo”, ha puntualizzato la Risa. 

La presentazione dell’antologia – moderata dall’annunciatrice Rai, Rosanna Vaudetti – è stata arricchita dalla declamazione cantata di alcune poesie-preghiere musicate dal maestro Gesuele Sciacca, accompagnato dalla sua band. Tra le liriche eseguite ci sono il “Cantico di Frate Sole” di san Francesco d’Assisi, “Infondi la saggezza della pace” di san Giovanni Paolo II, “A filo di cielo” di Angelo Barile, “Non senti Tu, o Signore” di Luca Ghiselli, “Tu navighi sul fiume” di David Maria Turoldo, e due testi di Giuseppe Ungaretti: “La madre” e “Dannazione”“Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi”.

In Vaticano si presenta il volume curato da Maria Pia Risa

Il voume, un’antologia di poesie-preghiere scritte da 58 diversi autori dal ‘200 ai giorni nostri, sarà presentato il 13 aprile nella parrocchia di Sant’Anna. 

         Sarà presentato mercoledì 13 aprile alle ore 17:30, nella sala del Buon consiglio all’interno della parrocchia di Sant’Anna in Vaticano, il volume “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” (editoriale Agorà), curato dalla siciliana Maria Pia Risa.

Si tratta di un’antologia di poesie-preghiere scritte dal ‘200 ai giorni nostri – particolare nel suo genere all’interno del panorama letterario – che contiene 209 poesie-preghiere di 58 autori diversi, per un totale di 360 pagine. L’opera esordisce con San Francesco d’Assisi per giungere ai contemporanei, passando per figure prestigiose come Dante Alighieri e Giovanni Paolo II. Da segnalare la presenza di poeti dichiaratamente lontani dal Cristianesimo,come Leopardi, D’Annunzio e Montale.

Rosanna Vaudetti e Maria Pia Risa.

“Questa ricerca – spiega la curatrice nella sua premessa – trae ispirazione da un incontro culturale con don Santino Spartà (saggista e critico letterario dall’intensa attività poetico-culturale), che mi erudì sulla sottile, ma nodale differenza fra poesia-religiosa e poesia-preghiera”. Solo la seconda, infatti, contiene un’invocazione, e non è stato un lavoro da poco individuare i testi che rispondessero a queste caratteristiche.

È nella Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma, luogo maestoso e di indescrivibile bellezza, che la curatrice ha svolto, quasi esclusivamente, la sua paziente opera di ricerca. L’opera si distingue per il contenuto e la monumentalità. Per il contenuto, in quanto raccoglie esclusivamente poesie-preghiere, abbracciando oltre otto secoli. Per la monumentalità, perché contiene poesie-preghiere composte in un lungo arco temporale, da quelle in volgare scritte da San Francesco d’Assisi a quelle in lingua corrente.

I testi sono raccolti in rigoroso ordine cronologico, mantenendo la trascrizione originale. Per agevolare il lettore, ogni autore è accompagnato da una breve biografia, mentre le note esplicative non sono concentrate alla fine del libro, ma poste a piè di pagina.

L’antologia “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” è arricchita da un’introduzione di don Santino Spartà e da una prefazione di Antonino Blandini,giornalista e dottore in Diritto canonico. In copertina reca uno scatto di Gabriele Roncati e Gianni Caggegi.

“Poesia e preghiera sono sorelle, e non mi meraviglio che i poeti continuino a comporre le più belle orazioni”, scrive don Spartà, che traccia un ricco excursus sulle definizioni di “poesia” e di “preghiera” nei secoli, rammentando che “i poeti sono i portavoce dell’eternità nel tempo, le sentinelle sempre vigili tra terra e cielo, i sacerdoti laici, candidati a trasformare in preghiera l’alfabeto intimo dell’uomo”.

Raffaele Luise e Maria Pia Risa.

Il lavoro della Risa ambisce a porsi controcorrente: in un periodo storico in cui la poesia è sempre più negletta, la rilettura di questi testi immortali può essere di aiuto per rifugiarsi con profitto nell’interiorità del proprio essere. Non solo: può rappresentare un valido sussidio divulgativo e didattico, specie per le nuove generazioni.
 “Agli studenti di oggi è praticamente negata dalle antologie letterarie ‘ufficiali’ dei cosiddetti ‘libri di testo’ la conoscenza dei candidi fiori di preghiere-poesie espresse dai nostri grandi letterati, ormai classificati in categorie intoccabili e mummificate“, fa notare Blandini nella prefazione.
“Da qui scaturisce l’opportunità, anzi la necessità, di leggere, meditare, studiare per il bene dello spirito e della mente la presente antologia ‘orazionale’, una formidabile ‘catechesi poetica’, accessibile, godibile, leggibile e intellegibile a tutti coloro che apprezzano le geniali intuizioni poetiche contenute in tante preghiere che arricchiscono la storia della prestigiosa letteratura italiana”.
Il volume sarà presentato, alla presenza dell’autrice, dal vaticanista Rai Raffaele Luise, dal giornalista Giuseppe Vecchio e dal professore don Santino Spartá. L’incontro – moderato dall’annunciatrice Rai Rosanna Vaudetti – sarà arricchito dalla declamazione cantata di alcune poesie-preghiere contenute nel libro, musicate dal compositore e medico Gesuele Sciacca.
Sciacca canterà e suonerà alla chitarra accompagnato dalla sua band composta da: Mariodavide Leonardi alla viola, Franco Pulvirenti alla fisarmonica, Francesca Sciacca al pianoforte, Ettore Cavallaro al basso. Voci coriste: Daniela Greco, Sebastiana Cannata, Angelo Ardizzone e Isidora Sciacca. Fonico: Giuseppe Pandolfo.

Poesie-preghiere”, presentato al convento il libro di Maria Pia Risa 

l convento “San Francesco”, secondo appuntamento della rassegna letteraria “Stilografiche di primavera”, promossa dall’associazione “Luigi Sturzo” di Biancavilla.

Un pubblico numeroso e attento ha seguito, venerdì scorso nella chiesa del convento di San Francesco a Biancavilla, la presentazione dell’antologia di poesie-preghiere curata da Maria Pia Risa, operatrice della formazione e giornalista. Era il secondo appuntamento della rassegna letteraria “Stilografiche di primavera”, organizzata nell’ambito della “Settimana del libro” dall’associazione “Don Luigi Sturzo” di Biancavilla.

Ada Vasta, Maria Pia Risa, Giuseppe Vecchio

L’incontro è stato impreziosito dal maestro Gesuele Sciacca – medico e compositore che musica le poesie – e dalla sua band, i quali hanno suonato, declamato e cantato sette delle poesie contenute nella raccolta.

Una serata sobria e intensa, introdotta, in omaggio alla comunità ospitante, dall’esecuzione del “Cantico di Frate Sole” che apre la raccolta. A dare i saluti iniziali sono stati frate Antonio Vitanza, guardiano del convento, e Ada Vasta, presidente dell’associazione “Sturzo”. Il primo ha ricordato come il contenuto dell’antologia ben si sposi con lo spirito francescano e come questo porti al piacere-dovere dell’ospitalità. La seconda che l’opera, perfettamente inquadrata nella rassegna in corso, contribuisce alla crescita culturale della comunità locale anche stimolando il piacere della lettura.

Il giornalista Giuseppe Vecchio, direttore della testata cattolica “La Voce dell’Jonio” di Acireale, con la quale collabora la curatrice dell’antologia, ha sottolineato l’importanza dell’opera, realizzata grazie al contributo di un gruppo di operatori culturali tutti siciliani: da don Santino Spartà, che ha ispirato e guidato la Risa e ha scritto l’introduzione in cui spiega l’originalità della poesia-preghiera, al prof. Nino Blandini, giornalista e saggista, curatore della dotta prefazione che lega perfettamente tutti gli autori. E ancora, l’editore Santo Bella, che ha coraggiosamente creduto nell’opera, e il maestro Gesuele Sciacca con la sua band, composta in questa occasione da Franco Pulvirenti alla fisarmonica e dalle voci di Daniela Greco, Sebastiana Cannata, Isidora Sciacca e Angelo Ardizzone.

Maria Pia Risa ha illustrato al pubblico presente il suo lavoro, dal colloquio con don Spartà alla ricerca, effettuata soprattutto nella Biblioteca Apostolica Vaticana; ha parlato della “scoperta” di autori di poesie-preghiere come Leopardi, D’Annunzio e Montale, conosciuti dai più come laici ben lontani dalla religiosità, e quindi anche di poeti che, pur non credenti praticanti, dimostrano un atteggiamento di confidenza con il “loro” Dio.
La curatrice ha ricordato che l’opera consta di 209 poesie-preghiere di 58 autori diversi, scritte dal Duecento ai nostri giorni. Ha anche sfatato la diceria diffusa secondo cui la frequentazione della Biblioteca Vaticana sia riservata soltanto a religiosi, se non addirittura a sacerdoti.
“In effetti – ha spiegato – per frequentare la biblioteca bisogna dimostrare di entrare per motivi di studio e/o di ricerca. Io ha incontrato quasi esclusivamente laici”. E ha rivelato come sia rimasta spiritualmente colpita dal lavoro di ricerca svolto.
La presentazione di “Poesie-preghiere da San Francesco a oggi” è stata arricchita dagli interventi liberi di due biancavillesi, Giosuè Rubino, musicologo, e Annarita Nicolosi, ricercatrice e componente dell’associazione “Sturzo”, oltre che dagli intermezzi poetico-musical-canori di Gesuele Sciacca e la sua band, che hanno chiuso la serata con la riproposizione, richiesta ed applaudita, del “Cantico di Frate Sole”.

  

Un articolo di Rossella Janello su ” La Sicilia ” del 12 aprile 2016.

 

 

Articoli di Maria Pia Risa: 

Fotografia / “Obiettivo Terra 2018”, concorso per valorizzare il grande patrimonio ambientale italiano

Dopo il grande trionfo degli anni scorsi, il 21 dicembre 2017 è partita l’iniziativa dellla 9° edizione del concorso di fotografia geografico-ambientale sostenuto dalla fondazione Univerde e Società Geografica Italiana Onlus, – come si legge in una nota stampa dello stesso centro di servizio – concorso che mira a valorizzare e promuovere il patrimonio ambientale, del paesaggio, dei borghi, delle tipicità e folclori enogastronomici, agricoli, artigianali, storico-culturali, sociali dei parchi nazionali, regionali, interregionali e delle aree marine protette d’Italia. Così da trasmettere un prototipo  di turismo ecosostenibile e responsabile.

Si rinnova puntualmente quest’incontro, che ha già ricevuto nel 2018 il patrocinio morale di tutti i parchi nazionali d’Italia, con il creato rivolto agli amanti della fotografia a cui si richiede di eternare le bellezze di madre natura con i suoi paesaggi, fauna e tutte quante le risorse della penisola, volgendo lo sguardo agli incantevoli splendori che la biodiversità ci dona e principalmente di rafforzare il lavoro dei parchi e delle aree marine protette che cercano ogni giorno di tutelare i nostri tesori.

Maria Pia Risa

La premiazione si terrà a Roma il 23 aprile 2018 a Villa Celimontana; il giorno precedente, invece, sempre nello stesso luogo si celebrerà l’earth day ( 48° giornata mondiale della terra). La partecipazione è aperta a tutti, italiani e stranieri, residenti o domiciliati in Italia che abbiano superato i 18 anni di età entro il 21 marzo 2018. Entro la medesima data i  partecipanti possono inviare una foto scattata in un parco nazionale, regionale, interregionale o in una area protetta. La partecipazione è gratuita, sarà necessario registrarsi sul portale www.obiettivoterra.eu e caricare la foto a colori, attenendosi alle caratteristiche tecniche avvertite dal regolamento. E’ possibile candidarsi con una sola foto a partecipante.

Al vincitore di “Obiettivo Terra” 2018 spetteranno un premio di euro 1.000, (euro mille)  la propria foto esposta al pubblico in una delle piazze centrali di Roma ed una targa ricordo donata dai soggetti promotori. Il regolamento ed i risultati sono consultabili sul sito www.obiettivoterra.eu,www.fondazioneuniverde.itwww.societageografica.it

Inoltre, tra le foto candidate, saranno selezionati i vincitori delle “Menzioni” per ognuna delle seguenti categorie: Alberi e foreste; Animali; Area costiera; Fiumi e laghi, Paesaggio agricolo, Turismo sostenibile.
 Per questa edizione sono state istituite anche le Menzioni Speciali: 
 – Borghi (alla più bella foto di un borgo all’interno di un parco italiano, in collaborazione con l’Associazione “I borghi più belli d’Italia);
 –  Patrimonio geologico (alla foto che meglio rappresenti il patrimonio e il paesaggio geologico dei parchi, i siti a valenza geologica e opere antropiche che si integrano nel contesto geologico o geomorfologico, in collaborazione con la Società Italiana di Geologia Ambientale – Sigea); 
 – Earth Day (allo scatto che meglio rappresenti l’accessibilità e la fruibilità per le persone con disabilità e a ridotta mobilità in un parco, in collaborazione con Fiaba Onlus); 
 – Madre Terra (premio dedicato al 2018 “Anno nazionale del cibo italiano” alla foto più rappresentativa di un prodotto agricolo tipico, di un piatto tradizionale o dell’artigianalità enogastronomica dai parchi);
 –  Obiettivo Mare (alla migliore foto subacquea scattata in un’area marina protetta, in collaborazione con Marevivo).

È, inoltre, istituito un premio speciale, in collaborazione con Fiaba Onlus, al parco nazionale, regionale o interregionale o all’area marina protetta che si siano maggiormente distinti per favorire l’accessibilità e la fruibilità dell’area protetta per le persone con disabilità e a ridotta mobilità.
Maria Pia Risa

 

Belpasso/ Le Istituzioni con LIBERA IMPRESA “Ora di Legalità” alla Scuola media “N. Martoglio” di Belpasso

Si è avuta la ripresa dei lavori, lo scorso martedì 21 ottobre alla Scuola media “Martoglio” di Belpasso, del progetto che vede protagoniste le scuole con l’associazione antiracket “Libera-Impresa onlus”, che ha affrontato le tematiche della legalità, dell’ottemperanza alle regole, della lotta al bullismo.
Tra i relatori:  la dirigente scolastica Anna Spampinato, il presidente dell’associazione Rosario Cunsolo, il sostituto procuratore della Repubblica di Catania Fabrizio Aliotta,  il comandante della compagnia dei Carabinieri di Paternò capitano Lorenzo Provenzano, il dirigente della Squadra Mobile di Catania Antonio Salvago, ed il  luogotenente della Guardia di Finanza Angelo Caruso.
La dirigente scolastica ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra scuola e istituzioni in un percorso che prevede otto incontri nell’arco dell’anno, anche in altre scuole.
Il dirigente della Mobile ha espresso il valore di questi incontri, rifacendosi ad una frase storica dello scrittore siciliano Gesualdo  Bufalino: “La mafia si combatte con un esercito di maestre”.
Quindi, questi appuntamenti stanno a fondamento nell’accostare i giovani alle istituzioni e far sì che le future generazioni conoscano il sistema. Questo seminario sembra aver catturato l’interesse dei ragazzi e ciò emerge chiaramente dalle domande che gli stessi pongono ed è ancor più confermato dai feedback.
A tal proposito si è avuto l’intervento del luogotenente della Guardia di finanza, Caruso, che ha evidenziato come la materia fiscale, un tempo espressa solo da pochi e adulti, quest’oggi sia oggetto di discussione anche di adolescenti, dai quali si può magari ricavare un “modus pensandi” diverso, ma corretto.
A concludere la tavola rotonda il presidente dell’associazione “Libera-Impresa”, Rosario Cunsolo, entusiasta dell’esordio “dell’ora di legalità”, soprattutto per la partecipazione dei ragazzi (laddove emerge il desiderio di un mondo diverso da quello attuale con l’auspicio che il termine “legalità” non rimanga solo tale) e l’esaustività dei relatori.
Il prossimo appuntamento è previsto per il 19 novembre ad Adrano.
Maria Pia Risa

 

L’ultimo libro di don Santino Spartà “I due Crocifissi più venerati dalla collettività di Randazzo” |

 

Date: 19 maggio 2016Author: 3s0 Commenti

L’ultimo libro di don Spartà “I due Crocifissi più venerati dalla collettività di Randazzo”

Abbiamo intervistato don Santino Spartà, sacerdote, giornalista e scrittore randazzese che vive a Roma, per saperne di più in merito alla sua recente pubblicazione dal titolo I due crocifissi più venerati di Randazzo(edizioni Calabria, Patti, 2013).
Come sempre, ci accoglie con il suo sorriso ed il suo modo amichevole di fare nel suo studio, stracolmo di libri, trofei, medaglie, quadri. 

– Quale l’ispirazione dei due crocifissi?
Molti randazzesi mi hanno esplicitamente chiesto una biografia sui Crocifissi più venerati della nostra cittadina medioevale, senza però scolorire gli altri. Il Crocifisso della Pioggia, conservato nella parrocchia di S. Martino, attribuito a Giovanni Tifano, alias De li Matinati, liricamente più bello, e il Crocifisso del Venerdì Santo, custodito nella chiesetta di S. Pietro, più venerato, portato maggiormente per fede, che sulle spalle”.

 – Mi risulta che lei abbia già scritto del Crocifisso di S. Martino. E’ vero?
Quanto di sua conoscenza corrisponde al vero. La differenza sta nel fatto che il primo constava di un articolo giornalistico, senza approfondite sillabe documentarie, ricorrendo il 470°anniversario  del Crocifisso della Pioggia. Quindi mi premeva dare la notizia. Assicuratomi dell’unicità di tale possesso, senza perdere tempo, ho consultato il Libro Rosso di S. Martino e documenti relativi all’oggetto di studio. Ed ho specificato data, autore, il perché sostasse nella chiesa di S. Martino, l’acquirente e l’impasto”.

 – Perché si trovava nella chiesa suddetta?
Si narra che lo scultore, mentre si incamminava verso la destinazione di consegna, fu costretto, in una sera di settembre, a sospendere il viaggio. Fermatosi, fu ospitato nella chiesa di S. Martino. Appena giorno, deliziatosi per l’incantevole giornata, si preparò per proseguire, ma ecco sopraggiungere un temporale, che ininterrottamente si ripetè per tre volte. A tal punto, i fedeli si legarono spiritualmente e vollero che il sacro involucro rimanesse lì. Nel 1765 ci fu una carestia generale e pensando che il Crocifisso potesse ripetere ancora una volta il miracolo della pioggia, avrebbe potuto aiutarli contro il flagello naturale. Difatti, uscito dalla chiesa giunse alla Porta di S. Martino e venne giù l’acqua a catinelle”.

 –  Cosa cela il libro rosso?
Ho potuto, possedendo conoscenze specifiche di paleografia e diplomatica, traslitterare il contenuto archivistico di scritture risalenti al 1540”.

 – Il Matinati si è sempre attenuto alla veridicità della crocifissione, oppure ha obbedito al suo afflato artistico?
In armonia con il Vangelo, ricalca la flagellazione e la corona di rovi sul capo. Racconta non la rottura delle gambe bensì di un colpo di lancia avvenuto per mano di un soldato romano, dalla cui ferita al costato uscì sangue e acqua. Attribuisce la scritta INRI in cima alla croce. Si adegua al salmo, nell’importazione brutale dei chiodi nei piedi e palme delle mani, ma non ai polsi in corrispondenza dello ‘spazio di Destot’. Modella il viso affondato sul petto, forse per evidenziarne le sofferenze. Non narra, per ragioni d’estetica, il piolo fissato a metà del palo verticale, fondamentale per impedire la caduta del corpo. Le mani non avrebbero potuto sostenerne il peso in quanto troppo deboli”.

 – Su quale tipologia di croce morì?
Dai miei studi e documentazioni risulta che l’artista usa la croce ‘immissa’ o latina, vale a dire con il braccio orizzontale a tre quarti del palo e alla quale appartiene la più antica rappresentazione cristiana della croce”.

 – Il Cristo è stato crocifisso con tre o quattro chiodi?
L’artista, per obbedire al suo pathos plastico non fece riferimento all’usanza dei romani, che crocifiggevano con quattro chiodi. Ho inoltre scoperto che i chiodi, fusi nell’argento, sono firmati Galeano”.

 – Di quale composto è l’impasto?
Il Matinati, nel modellarlo, ha impiegato più misture. Un impasto di gesso, cartapesta, colla, legno. Contrariamente e limitatamente da ciò che sostiene uno spazzino della “cultura randazzese”.

 – Che relazione corre tra S. Carlo Borromeo e il quadro sito nella parrocchia di S. Martino?
Tradizione vuole, non impreziosita da documento alcuno, ma raccontatami da un prezioso collaboratore della parrocchia di S. Martino, Salvatore Guidotto, che l’arcivescovo di Milano, trovandosi in Piemonte, ebbe in visione un incendio che si stava sviluppando nella suddetta chiesa, dove era custodito il Crocifisso. Il simulacro, pur non sfiorato dalle fiamme per intercessione del Santo, rimase annerito dall’esalazione, palese soprattutto sul volto, anche dopo il restauro. Si spiegherebbe, in tal modo, la presenza del quadro con l’immagine del Santo nella chiesa, risalente, peraltro, alla stessa epoca, XVII secolo, quale ringraziamento da parte della collettività randazzese”.
Randazzo (CT) – Chiesa S. Martino – Crocifisso della pioggia (Giovanni Antonio Matinati)

Maria Pia Risa

“Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” di Maria Pia Risa: la presentazione in Vaticano

Il volume sarà presentato – alla presenza dell’autrice – dal vaticanista Rai Raffaele Luise, dal giornalista Giuseppe Vecchio e dal professore don Santino Spartá.
Sarà presentato mercoledì 13 aprile alle ore 17:30, nella sala del Buon consiglio all’interno della parrocchia di Sant’Anna in Vaticano, il volume “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” (editoriale Agorà), curato dalla siciliana Maria Pia Risa.
Si tratta di un’antologia di poesie-preghiere scritte dal ‘200 ai giorni nostri – particolare nel suo genere all’interno del panorama letterario – che contiene 209 poesie-preghiere di 58 autori diversi, per un totale di 360 pagine.
L’opera esordisce con San Francesco d’Assisi per giungere ai contemporanei, passando per figure prestigiose come Dante Alighieri e Giovanni Paolo II.
Da segnalare la presenza di poeti dichiaratamente lontani dal Cristianesimo, come Leopardi, D’Annunzio e Montale.
 
“Questa ricerca – spiega la curatrice nella sua premessa – trae ispirazione da un incontro culturale con don Santino Spartà (saggista e critico letterario dall’intensa attività poetico-culturale), che mi erudì sulla sottile, ma nodale differenza fra poesia-religiosa e poesia-preghiera”.

Solo la seconda, infatti, contiene un’invocazione, e non è stato un lavoro da poco individuare i testi che rispondessero a queste caratteristiche.
È nella Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma, luogo maestoso e di indescrivibile bellezza, che la curatrice ha svolto, quasi esclusivamente, la sua paziente opera di ricerca.
L’opera si distingue per il contenuto e la monumentalità.
 Per il contenuto, in quanto raccoglie esclusivamente poesie-preghiere, abbracciando oltre otto secoli.
Per la monumentalità, perché contiene poesie-preghiere composte in un lungo arco temporale, da quelle in volgare scritte da San Francesco d’Assisi a quelle in lingua corrente.
I testi sono raccolti in rigoroso ordine cronologico, mantenendo la trascrizione originale. Per agevolare il lettore, ogni autore è accompagnato da una breve biografia, mentre le note esplicative non sono concentrate alla fine del libro, ma poste a piè di pagina.
L’antologia “Poesie-preghiere da San Francesco ad oggi” è arricchita da un’introduzione di don Santino Spartà e da una prefazione di Antonino Blandini,giornalista e dottore in Diritto canonico.
In copertina reca uno scatto di Gabriele Roncati e Gianni Caggegi.

          “Poesia e preghiera sono sorelle, e non mi meraviglio che i poeti continuino a comporre le più belle orazioni”, scrive don Spartà, che traccia un ricco excursus sulle definizioni di “poesia” e di “preghiera” nei secoli, rammentando che “i poeti sono i portavoce dell’eternità nel tempo, le sentinelle sempre vigili tra terra e cielo, i sacerdoti laici, candidati a trasformare in preghiera l’alfabeto intimo dell’uomo”.

Il lavoro della Risa ambisce a porsi controcorrente: in un periodo storico in cui la poesia è sempre più negletta, la rilettura di questi testi immortali può essere di aiuto per rifugiarsi con profitto nell’interiorità del proprio essere. Non solo: può rappresentare un valido sussidio divulgativo e didattico, specie per le nuove generazioni.
“Agli studenti di oggi è praticamente negata dalle antologie letterarie ‘ufficiali’ dei cosiddetti ‘libri di testo’ la conoscenza dei candidi fiori di preghiere-poesie espresse dai nostri grandi letterati, ormai classificati in categorie intoccabili e mummificate“, fa notare Blandini nella prefazione.
“Da qui scaturisce l’opportunità, anzi la necessità, di leggere, meditare, studiare per il bene dello spirito e della mente la presente antologia ‘orazionale’, una formidabile ‘catechesi poetica’, accessibile, godibile, leggibile e intellegibile a tutti coloro che apprezzano le geniali intuizioni poetiche contenute in tante preghiere che arricchiscono la storia della prestigiosa letteratura italiana”.
Il volume sarà presentato – alla presenza dell’autrice – dal vaticanista Rai Raffaele Luise, dal giornalista Giuseppe Vecchio e dal professore don Santino Spartá. L’incontro – moderato dall’annunciatrice Rai Rosanna Vaudetti – sarà arricchito dalla declamazione cantata di alcune poesie-preghiere contenute nel libro, musicate dal compositore e medico Gesuele Sciacca.
Sciacca canterà e suonerà alla chitarra accompagnato dalla sua band composta da: Mariodavide Leonardi alla viola, Franco Pulvirenti alla fisarmonica, Francesca Sciacca al pianoforte, Ettore Cavallaro al basso. Voci coriste: Daniela Greco, Sebastiana Cannata, Angelo Ardizzone e Isidora Sciacca. Fonico: Giuseppe Pandolfo.

L’AUTRICE  Maria Pia Risa risiede a Randazzo (in provincia di Catania) e opera nel settore della formazione.
Giornalista, ha collaborato con la cattedra di Sociologia generale della Facoltà di Scienze della Formazione presso l’Università degli studi di Catania, per la quale ha pubblicato il volume “Prometeo al cibermondo” (Bonanno editore, 2010), e ha contribuito nel collettaneo “L’agonia di Apollo” di M. Calandra (Bonanno, 2008). Scrive per “La Voce dell’Jonio”, “La rivista dell’arma”, “Bioetica e cultura”.
Ha relazionato in un convegno internazionale sulla criminalistica tenutosi a Montecitorio.

 Prometeo al cibermondo

Questo testo, quale ricerca per la cattedra di sociologia, non si pone come analisi epidemiologica, ma una visione di quanto succede in una società del tutto subalterna a scienza e tecnologia e come questo si rifletta sulla collettività, che avvicenda astio e affetto, apprezzamento e discredito, affidamento e incertezza! Si esamina quindi il tessuto comunitario della “seconda modernità”(società dell’informazione, postfordista), laddove affiora una evidente traccia di scienza e tecnica, che nel loro armonioso rincorrersi definiscono le mutazioni in itinere, captando nella globalizzazione la loro connaturale misura.
Si riscontra in ciò l’idea di società del rischio confluendo in una indagine verso la società dell’incertezza e su come essa ripennelli le nostre esistenze puntando sul suo futuro.
Prometeo, che aveva dato il fuoco agli uomini, trasgredendo alle norme imposte da Giove.
Fantasia, miti che esprimono deliri ed allucinazioni in cui svolgono un ruolo determinante i processi inconsci dei rapporti umani con le norme regolatrici dell’esistenza.
Prometeo, un modello che coinvolge la complessità costitutiva dell’uomo, sia negli aspetti percettivi che in quelli elaborativi dell’insanire.
Prometeo è nel cibermondo, uomo e macchina sono costitutivi del processo cibernetico, è un continuo avvicendarsi tra macchina e uomo.
Il fuoco stesso brucerà i saperi passati, e dalle loro ceneri emergeranno i nuovi saperi, i nuovi dolori, i parti della scienza.

Maria Pia Risa

 

Presentazione del Prometeo al cibermondo nell’aula consiliare di Randazzo

 

 

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