LA CINTA MURARIA

      La caratteristica predominante delle città medievali è essenzialmente costituita dalla costruzione di maestose e insuperabili mura di cinta a difesa dell’abitato.

Rappresentazione del centro storico di Randazzo nel catasto Borbonico

La costruzione di questa particolare tipologia architettonica del medioevo era ben presente nella Città di Randazzo e cingeva gran parte del nucleo urbano.
Le mura di cinta furono edificate intorno al XI secolo, durante la dominazione sveva, ma alcune fonti ne fanno risalire la costruzione già dal I secolo a.C. Il circuito murario, che avvolgeva tutta la città, era lungo circa 3 km, l’altezza delle mura era compresa tra i 5 e i 10 m. con uno spessore di 2 m.
Costruite interamente in pietra lavica e composte da pietrame grossolano e di media grandezza, sulla sommità era presente anche un passaggio che consentiva il controllo sia all’interno che all’esterno dell’abitato, inoltre robusti merli ornavano e proteggevano il camminamento.
Erano compresi nel circuito della cinta muraria anche 8 torri (tra cui il Castello Svevo, la Torrazza di San Domenico) e 12 porte (porta Pugliese, porta Buxemi, porta della Giustizia, porta Santa Caterinella, porta San Martino, porta Santa Maria di Gesu, porta San Giuseppe, porta San Francesco di Paola, porta del Carmine, porta Aragonese, porta dell’Erba Spina e porta della Fontana Nuova), costruite o ricostruite tra XI e XVII secolo.

Castello Svevo – Randazzo

Ai giorni nostri di questa importante opera difensiva rimane un tratto che dalla collina del Convento di San Giorgio percorre un tratto della via Bonaventura ed altre porzioni di mura tra la porta San Martino e la Porta San Giuseppe.
Delle 12 antiche porte sono sopravvissute ai tempi solo 4, forse le più importanti, porta Aragonese, porta Pugliese, porta San Martino, porta San Giuseppe.
Mentre, il Castello Svevo è l’unica torre è giunta fino a noi, oggi sede del Museo Archeologico Paolo Vagliasindi.

Porta Aragonese è la porta di accesso orientale della città, deve il suo nome al Re Pietro III d’Aragona che la restaurò nel 1282, fu denominata anche Porta degli Ebrei, Porta di San Giuliano, Porta di Santa Maria, Porta ‘o mustu (poiché chi voleva introdurre in città merci, ed in particolare vino o mosto, era obbligato a passare da questa porta per pagare il dazio doganale).

Porta San Martino è collocata all’estremità ovest del paese, nel quartiere di San Martino da cui prese il nome, anche denominata porta Dogana o porta Palermo perchè da lì passava la Regia Trazzera che da Messina portava a Palermo.

Porta San Giuseppe porta il nome dell’omonima chiesa nelle vicinanze, oggi non più esistente.

Porta Pugliese, probabilmente dal nome di una ricca famiglia che abitava nelle vicinanze è la porta che si affaccia a nord lungo il corso del fiume Alcantara.

Il Castello Svevo, o Castello Carcere  fu dimora di Federico II di Svevia, in seguito e fino al 1973 fu adibito a carcere comunale. Restaurato negli anno ’90, dal 1998 è sede del Museo archeologico Paolo Vagliasindi. 

A cura di Lucio Rubbino

              

 

 

 

Porta San Giuseppe – Randazzo

Porta San Martino – Randazzo
 

Porta Pugliese – Randazzo
 

Porta Aragonese – Randazzo