TITTY,  LA VOLPE (di E. Crimi)

Titty è un’amabile volpe (vulpes vulpes) che vive con la sua famigliola tra i pulvini di Astragalo e gli arbusti di Ginepro emisferico, all’interno del bellissimo betuleto dei Monti Sartorius, tra i comuni di Piedimonte Etneo e Linguaglossa. La nostra amicizia dura oramai da almeno 10 anni, mi ricordo che la incontrai per la prima volta durante un’escursione didattica con una scolaresca e lei attratta dal vociare dei bambini, si avvicinò a noi in modo furtivo ma senza paura. Da allora, anno dopo anno, rafforzammo la nostra amicizia e reciproca fiducia. Ella sembra oramai abituata alla mia voce e alla mia presenza, ogni volta che torno a trovarla, sembra aspettarmi con apprensione e con qualche abbaio di gioia. Spero di trovarla per molto tempo ancora, anche se sono consapevole che questa amicizia non potrà durare a lungo, dato che la durata della vita delle volpi non supera in media i 12 anni. Ad ogni modo io andrò a trovarla lo stesso, nella convinzione che troverò almeno i suoi piccoli che non ho avuto ancora modo di conoscere personalmente. Infatti, le volpi, per protezione, tendono sempre a celare i propri cuccioli e quando si recano a caccia o a gironzolare per il territorio, li tengono ben al riparo all’interno di sicure tane. Non porto mai del cibo con me, al massimo qualche frutto, perché gli animali selvatici devono procurarselo, pertanto, consiglio a tutti voi che leggete, se vi capitasse di incontrare sulla vostra strada un animale selvatico, non date mai da mangiare, se non volete che esso si prenda l’abitudine di ottenere cibo facile dall’uomo e scordi come cacciare le sue prede, ciò è contro natura e lo porterebbe sicuramente a morire di fame, quando l’uomo non lo rifornirà più. La catena alimentare è una gerarchia, una piramide spietata soccombono i più deboli, forse ciò é crudele ma certamente necessario e inevitabile, può anche non piacere ma é la natura che si autoseleziona. Come tutte le volpi, Titty è posizionata ai primi posti della catena alimentare del nostro territorio, che è quell’insieme di rapporti di nutrizione e predazione, all’interno di un ecosistema. Le sue straordinarie capacità di adattamento, le permettono la colonizzazione di ampi territori pedemontani ostici, che potrebbero risultare scomodi per altri animali selvatici.
Come ho potuto notare da alcuni resti di prede, Titty, oltre a cibarsi di uccelli, piccoli mammiferi come conigli e roditori, non disdegna altresì una dieta a base di frutta, bacche e verdura selvatica, dunque, la volpe può considerarsi un animale onnivoro. Quando questo cibo manca, sotto lo sguardo incuriosito dei gitanti, riesce a procurarsi il cibo raggiungendo l’area turistica di Piano Provenzano, dove “fa provvista” di frutta, rimanenze di cibo dei ristoranti e persino di qualche malcapitato animale domestico… poi via verso la sua tana dove i cuccioli aspettano. La volpe ha l’abitudine di fare scorta di cibo nei periodi di abbondanza, seppellendolo in tante piccole buche, per utilizzarlo in seguito nei periodi di ristrettezze. Le volpi hanno una lunghezza testa-corpo tra i 60-70 cm, la coda è lunga circa 40-50 cm, un’altezza di 35-45 cm e un peso che a volte sfiora i 10 kg. Il colore predominante è il fulvo tendente al rossastro che copre quasi interamente il corpo dell’animale, con una caratteristica macchia biancastra presente sulla gola e sul petto, il carattere distintivo per eccellenza invece è la coda con pelame folto. Come dicevamo sopra, il regime alimentare della volpe, che caccia in modo solitario, è molto vario ma anche utilissimo ai fini della selezione naturale, ai fini del controllo della diffusione di specie dannose per l’agricoltura e per il mantenimento in buona salute di varietà oggetto di predazione, contribuendo a frenare il diffondersi di epidemie infettive. Infatti, recenti studi hanno permesso di appurare che le volpi si nutrono anche di selvaggina morta, malata o difettosa e persino di topi, cavallette e altri insetti, dannosissimi per l’agricoltura. L’habitat naturale della Volpe è rappresentato da superfici boscose dove può trovare rifugio, ma non disdegna zone vicino ai coltivi, i centri abitati e persino alle abitazioni dove non ci sia forte disturbo. La volpe non attacca mai e solo se disturbata dalla presenza dell’uomo reagisce primariamente con la fuga. La volpe è attiva prevalentemente nelle ore notturne, mentre nelle ore diurne riposa nella sua tana che costruisce nei fitti cespugli, tronchi o all’interno di vecchie tane di altri animali. Durante il periodo degli amori, maschio e femmina si ricercano attraverso segnali olfattivi e abbai. Il periodo degli accoppiamenti va da gennaio a marzo e la gestazione dura circa 60 gg. I piccoli vengono alla luce in aprile-maggio in numero di 3-8 e l’emancipazione si ha intorno a 3-4 mesi di vita.